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Eventi | 06 gennaio 2022, 07:40

L'arte come una preghiera. "Sant'Antonio con il bambino" e lo sguardo del Bellotti

Sono gli ultimi giorni a Palazzo Cicogna Marliani per vivere un'esperienza veramente speciale. Per i bustocchi e non solo

Sant'Antonio con il Bambino, l'opera che offre un'esperienza speciale a Busto

Sant'Antonio con il Bambino, l'opera che offre un'esperienza speciale a Busto

La sacralità della preghiera, trasmessa dall’arte. Dalla cultura, che è stata più che mai in questi due anni di pandemia l’amica fedele, mai mancata, solo presente in altre forme forzatamente all’inizio e poi sempre più visibile anche fisicamente.

Sono gli ultimi giorni a Busto Arsizio per vivere un’esperienza speciale: intima e universale. A Palazzo Marliani Cicogna ci parla il “Sant’Antonio con il Bambino”. Ci parla il nostro concittadino, canonico e artista Biagio Bellotti, con la sua vita, anzi le sue vite, perché lui, nato nel 1714 da una famiglia bustocca, saprà adoperarsi per la sua città e non solo, offrendo l’intensità della sua arte e la sua generosità.

“Il Sant’Antonio” - opera giunta al museo grazie alla collaborazione di una parrocchia varesina che ha gentilmente concesso il prestito – accoglie, unico protagonista nella sala, con una dolcezza irresistibile ed evidenziata dall’allestimento. Biagio Bellotti rappresenta la visione che Sant’Antonio da Padova ebbe a Camposampiero nel 1231: fu il conte Tiso a scorgere una luce intensissima dall’uscio socchiuso e a vedere appunto il santo che stringeva tra le braccia Gesù Bambino. Rivelò questo episodio solo dopo la scomparsa del Santo.

Il legame tra Sant’Antonio e Gesù è vibrante, si esprime nei gesti, negli sguardi, la tenerezza si estende agli angeli che assistono a questo momento unico. Entrare nella sala, con la sua atmosfera raccolta, e avvicinarsi a questo dipinto, fa sentire passo dopo passo spettatori gioiosi e commossi. La morbidezza dell’abbraccio è come se scivolasse con naturalezza sulla stoffa che sembra accentuare il senso di calore e protezione. 

Serena Colombo, presidente della consulta di “Uno spazio per l’arte”, ha già avuto modo di spiegare l’allestimento ideato e realizzato da Stefania Pellegatta Atelier per KOKOONOOR, teso proprio ad accompagnare ed esprimere  la sacralità della  tela di Biagio Bellotti (LEGGI QUI). È stato scelto un lampasso, una stoffa serica operata, con disegni e decori lavorati col tessuto stesso, come i damaschi e i broccati. La decorazione è di matrice settecentesca anche se realizzata più tardi.

«Un’opera oggetto dello sguardo e, nel contempo, soggetto attivo, dispensatore di pace e pensiero» l’ha definita la vicesindaco Manuela Maffioli. E un’opera che può condurre a conoscere meglio l’artista, non solo grazie ai pannelli esplicativi nella sala, ma anche grazie al bel filmato che ci fa sentire Biagio Bellotti immerso nella nostra città, nella nostra storia.

GUARDA IL VIDEO

Dalla sua infanzia a ciò che ci ha lasciato nel territorio grazie alla sua arte e non solo: l’autoritratto da lui realizzato è come l’ultimo sguardo che ci offre, ricordando cosa importa realmente. Donare, condivider, e difatti quel dipinto sarà nella quadreria dell’ospedale nei cui confronti fu benefattore. Fino al 9 gennaio, si potrà fare quest’esperienza; oltre quella data si potrà continuare a conoscere Bellotti grazie alle opere esposte alle Civiche Raccolte d’Arte. O andando nei luoghi che lui ha illuminato con la sua opera. 

Informazioni

Orari di apertura della mostra fino a domenica 9 gennaio:

martedì - giovedì: 14.30-18.00 venerdì: 9.30-13.00 e 14.30-18.00 sabato: 14.30-18.30domenica: 15.00-18.30 

Marilena Lualdi

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