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Busto Arsizio | 10 gennaio 2022, 19:46

Nuovi sconti sulla Tari per le utenze non domestiche di Busto. Intesa tra maggioranza e opposizione

Accolta in commissione la proposta della minoranza. Verrà ampliata la platea delle realtà economiche colpite dalla pandemia che potranno beneficiare di una riduzione della tassa sui rifiuti. Senza “sprecare” i fondi messi a disposizione dal governo

I consiglieri di opposizione (foto d'archivio)

I consiglieri di opposizione (foto d'archivio)

Gli auspici di collaborazione tra maggioranza e opposizione evocati nei giorni scorsi da entrambe le parti trovano un primo segnale di concretezza in commissione Bilancio. Dove, lunedì sera, la proposta della minoranza di rivedere i criteri per la riduzione della Tari per le utenze non domestiche viene accolta dall’assessore e dai componenti della maggioranza.

In sostanza, la richiesta di Partito Democratico, Progetto in Comune e Popolo Riforme e Libertà era quella di ampliare la platea degli aventi diritto a beneficiare di uno sconto sulla tassa sui rifiuti per compensare le perdite dovute alla pandemia, attingendo dall’apposito fondo messo a disposizione del governo.

Nelle scorse settimane, discutendo della possibilità di posticipare dal 30 settembre al 31 dicembre la scadenza per l’invio della domanda, era emerso che solo 192 realtà economiche su 4mila si erano avvalse di questa opportunità. Un dato che aveva suscitato perplessità tra i consiglieri (leggi qui).

Grazie all’approvazione della proroga, il numero delle utenze è salito a 387.
Nel fondo, come ha rivelato l’assessore al Bilancio Maurizio Artusa, rimangono ancora a disposizione quasi 400mila euro. Soldi che, se non utilizzati, dovranno essere “restituiti a Roma”.

Da ciò, come spiegato dai capigruppo di Pd e Popolo, Riforme e Libertà Maurizio Maggioni e Gigi Farioli, la richiesta di prevedere, in aggiunta alle domande pervenute secondo i criteri già stabiliti, una riduzione della Tari applicata automaticamente alle categorie economiche interessante dalle chiusure obbligatorie o dalle restrizioni nell’esercizio delle proprie attività.

Artusa ha chiarito che, codici Ateco alla mano, prevedendo una decurtazione del 50 per cento a tutte le categorie interessate, si andrebbero a spendere ulteriori 327mila euro.
Resterebbero quindi a disposizione “solo” 42mila euro. «Per utilizzare anche questo residuo – ha aggiunto l’assessore – si potrebbe prevedere la possibilità di agevolare le utenze che non avevano fatto nessuna domanda e che non rientrano nella nuova casistica, fino al limite del fondo».

La giunta ha quindi recepito la richiesta. «Un bel segnale», ha commentato Farioli, proponendo che venga redatta una proposta di delibera sottoscritta da tutti i capigruppo sulla base di quanto emerso in commissione.
Modalità che ha visto tutti d’accordo. «Cominciamo l’anno sotto un buon auspicio di comunione d’intenti», ha osservato Claudia Cozzi di Fratelli d’Italia. Durerà? Al Consiglio l’ardua sentenza.

R.C.

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