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Scuola e ricerca | 12 gennaio 2022, 07:30

Scuole di Gallarate: occhi puntati sull’altalena dei contagi

L’assessore all’Istruzione, Claudia Mazzetti, ha incontrato i dirigenti degli Istituti comprensivi. Volontà condivisa di mantenere il più possibile la didattica in presenza. Ma non a ogni costo. Nella città dei due galli come altrove, incertezze e difficoltà. A partire da supplenze e refezione

L'assessore all'Istruzione di Gallarate, Claudia Mazzetti

L'assessore all'Istruzione di Gallarate, Claudia Mazzetti

«I dirigenti vogliono mantenere le lezioni in presenza ma bisogna tenere in considerazione le direttive. Uno dei problemi che sta emergendo con maggiore chiarezza è l’assenza di tanti insegnanti, connesso all’impossibilità di avere a disposizione abbastanza supplenti».

Claudia Mazzetti, assessore all’Istruzione di Gallarate, ha incontrato i dirigenti degli Istituti comprensivi. Quattro, con un totale di circa 4mila iscritti. Per fare un primo punto della situazione dopo le chiusure natalizie e il rientro in classe. Da dove deriva la penuria di insegnanti che garantiscano le sostituzioni? «Verosimilmente – risponde l’esponente di Giunta – dal fatto che stanno già “tappando” una miriade di buchi. Garantire gli orari completi è diventato difficile. E questo a dispetto degli intenti manifestati dai presidi».

La situazione, come si dice in questi casi, è fluida. Dunque, quanto riscontrato a Gallarate come altrove, all’indomani delle feste, potrebbe subire sensibili variazioni. Anche se, anticipa l’assessore, «…stando a diverse previsioni, i prossimi 15 o 20 giorni potrebbero essere critici».

Si registrano, in città, situazioni particolarmente problematiche? Le posizioni dei dirigenti scolastici sono simili o differiscono? «Per quello che ho potuto constatare finora, direi che c’è omogeneità sull’uno e sull’altro fronte. Si vive un po’ alla giornata, facendo attenzione al contesto generale e a quello locale. Preparandosi alla possibile “altalena dei contagi”».

L’andamento della pandemia, del resto, non è la sola fonte di incertezza. L’assessore esemplifica: «Le linee guida prevedono che, in caso di positività riscontrata, a mensa il distanziamento passi a due metri. Questo significa, per certi spazi, che la capienza si riduca drasticamente. Già si lavora su due turni, in certi plessi anche su tre. Gestire la refezione potrebbe diventare complicatissimo».

Il tutto con una sottolineatura forse scontata ma doverosa: «Stando alle informazioni che ricevo, bambini e ragazzi sono molto diligenti, indossano costantemente le mascherine. Quello del pranzo è l’unico momento in cui la tolgono, in cui la loro quotidianità diventa un po’ più normale». E proprio per questo più delicata.

Il prosieguo dell’anno scolastico fornirà maggiori indicazioni rispetto a quelle, ancora molto parziali, di inizio 2022. Intanto, conclude l’assessore, «…si naviga a vista.  I dirigenti vogliono minimizzare l’impatto del Covid sulla scuola. Ma ovviamente in cima alle loro preoccupazioni c’è la tutela della salute. Di alunni, studenti e personale».

Stefano Tosi

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