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Gallarate | 14 gennaio 2022, 14:15

Gallarate, la veterinaria passa il testimone. Hanna, giovane gatta, si riprende: i miracoli accadono

Roberta Aimini lascia la direzione sanitaria del canile/gattile. Intanto una micia, che aveva una polmonite bilaterale e problemi agli occhi, resiste e si riprende. Grazie a lei

Hanna dei miracoli: quasi guarita

Hanna dei miracoli: quasi guarita

Roberta Aimini preferisce un muso a un volto. Non le piacciono le foto che la ritraggono. Apprezza, invece, quelle che riguardano gli animali. I “suoi” animali. Quindi rifugge i selfie e ricorre a Hanna. Una gatta che si è portata a casa per garantirle cure impegnative.

Roberta è medico veterinario, è stata la direttrice sanitaria del canile/gattile di Gallarate (oggi gestito da “Pensiero meticcio”) e, dopo anni di servizio volontario, passa il testimone. Ha affidato il suo saluto, nelle scorse ore, ai social. 

«Ringrazio il sindaco e l’amministrazione comunale - ha scritto - l’Ast veterinaria, in particolare il dottor Umberto Coerezza, per la collaborazione, il sostegno e la grande professionalità dimostrata in tutti questi anni. Ringrazio di cuore tutti i volontari e i collaboratori che ogni giorno si prodigano per gli animali ospitati nella struttura comunale. Un ringraziamento è dovuto anche ai colleghi veterinari che, come collaboratori esterni, hanno permesso di poter curare al meglio i nostri ospiti. Un grazie di cuore a tutta la popolazione di Gallarate».

«Un canile/gattile sanitario – aggiunge – è punto di riferimento per diversi comuni. Anche decine. Occorre garantire un’osservazione qualificata e un altrettanto qualificato trattamento degli animali».  Quanti, tra cani e gatti, sono passati sotto la sua supervisione? «Impossibile dirlo con certezza. Ho sottomano i numeri del 2021. Parliamo di 147 gatti e 79 cani. L’impressione è che, di recente, gli accessi siano diminuiti, prima erano di più. Ho svolto questo incarico per cinque anni».

Un bilancio? «Ho sempre fatto volontariato come medico veterinario. Questa è stata l’esperienza più intensa e ho la sensazione di avere combinato qualcosa di buono. Ho svolto il mio lavoro cercando di garantire il  meglio agli animali». Fra gli altri, a quelli anziani: «È difficile affidare cani e gatti “in là con gli anni”. Di recente, siamo riusciti a trovare una sistemazione a due gatti di dieci e 12 anni. Poi bisogna valutare i potenziali “genitori adottivi”. Le persone non sono eterne, non è prudente dare un cane giovane, vigoroso, a un anziano. Per questioni di gestione e di anagrafe: capita troppo spesso di doversi prendere cura di un animale rimasto orfano. Ho sette cani, spero che vivano a lungo. Ma non ho intenzione di aggiungerne altri».

Alla domanda sull’abbandono di animali domestici, per anni una piaga sociale, la risposta è articolata: «Il fenomeno è diminuito. Dalle nostre parti, non ovunque. Inoltre occorre monitorare certi tipi di sfruttamento. Per esempio, con l’associazione “Nasoni & friends”, mi occupo, fra l'altro, di levrieri addestrati alla caccia alla lepre e al coniglio».

Che cos’è un canile/gattile oggi? «Un posto che deve essere aperto. E, per fortuna, tanti volontari consentono di spalancare le porte. Non solo. In canile, ho visto persone con problemi psichiatrici e difficoltà relazionali cambiare in meglio. E anche detenuti con pesanti condanne alle spalle. Perché un animale non ti chiede di cambiare, non ti chiede di essere qualcos’altro. Ti mette di fronte a sé e a te stesso». Dunque interroga e costringe, per entrambi.«Una passeggiata – esemplifica Roberta – per te è poca cosa. Per un cane è vita».

Fatica, a fin di bene. Soddisfazioni? «Mi limito alla più recente. Hanna, la gattina. È arrivata quando aveva circa 30 giorni, dopo essere stata trovata in un bosco. Aveva una polmonite bilaterale gravissima e gli occhi compromessi, al punto che non si escludeva l’enucleazione». Tradotto: asportazione. Dei bulbi. «L’ho portata a casa, aveva bisogno di trattamenti ogni ora e mezza. Non si poteva gestire in gattile. Sono passati mesi e vive ancora da me. Ma penso di riuscire a farla adottare. È guarita, ora vede perfettamente da un occhio e molto bene dall’altro. Hanna dei miracoli: ce l’abbiamo fatta».

Miao!

Stefano Tosi

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