Ieri... oggi, è già domani | 18 gennaio 2022, 06:00

"A F E R E S I" - studi del prof. Giorgio Cortolillo sui "fenomeni fonologici"

Non ho avuto titubanza, quando ho preso l'iniziativa di pubblicare (a rate) l'immenso lavoro ideato dal prof. Cortolillo in merito ai "fenomeni fonologici"

"A F E R E S I" - studi del prof. Giorgio Cortolillo sui "fenomeni fonologici"

Non ho avuto titubanza, quando ho preso l'iniziativa di pubblicare (a rate) l'immenso lavoro ideato dal prof. Cortolillo in merito ai "fenomeni fonologici". Ne ho discusso con Giusepèn. Anch'egli mi ha spinto a continuare. Il lavoro dell'illustre Amico (Giorgio Cortolillo) è preciso e importantissimo, soprattutto per conoscere meglio la nostra Lingua Italiana.

Oggi parliamo di "afèresi" (dal latino "aphaeresis) - si tratta della caduta di una vocale o di una sillaba all'inizio di una parola, per opportunità poetica o locutiva - si legge: "in paese si fa un gran parlare di due morosi che si sposano oggi" - si accerta che: il sostantivo morosi il cui uso ricorre non solo nel parlato popolare, ma pure in alcuni scritti letterari, deriva da amorosi e per afèresi si arriva a togliere la vocale a iniziale . va detto pure che anche nella parlata Bustocca, i morosi sono i due fidanzati (mùusi - morosi).

L'aferèsi è un fenomeno fonologico facoltativo che accorcia la forma di una parola per sottrazione di un elemento iniziale vocalico  (a - e) o sillabico (al-es-fa-in-lo-per-si). La forma accorciata che ne deriva è detta "forma aferètica) - per esempio state è la forma aferètica di estate - sendo di essendo e gnorsi di signorsi - l'aferèsi è considerata in poesia una ....licenza poetica.

Da sottolineare che l'aferèsi ha un'alta frequenza nella Lingua Inglese, nel suo utilizzo e viene chiamata "forma contratta".....per esempio I'm - you 're per I am (io sono) - you are (voi siete).

Vediamo ora un "campionario" di aferèsi - "ma riprendi le file, o mio racconto, chè questo monaco senescente si attarda nei marginalia" (Umberto Eco) - chè per perchè

"la lodola perduta nell'aurora si spazia e di lassù canta alla villa, che un fil di fumo qua e là vapora" (Giovanni Pascoli) - lodola per allodola - vapora per evapora.

"si separano riconsegnandosi i regalini e le lettere come facevamo noi da morosi - (Luca Goldoni) - morosi per amorosi ....guarda caso, anche nella parlata Veneta, il morosi significa fidanzati.

" da quando il Vangelo raccontò di tale condizione" (Corrado Alvaro) - Vangelo sta per Evangelo.

"tu pria che l'erbe inaridisse il verno, da chiuso morbo combattuta e vinta, perivi o tenerella" (Giacomo Leopardi - verno per inverno.

Vogliamo altri esempi, per approfondire maggiormente l'aferèsi? - qui ce ne sono addirittura tre: Fino, Renzo e Nella. Sono tre aferèsi usuali nell'italiano di ieri e di oggi. Tutti e tre si riferiscono a tre nomi di persone che per aferèsi subiscono un "taglio" nella parlata - Fino per Fafino (nome di ... ieri) - di A.Panzino - Renzo per Lorenzo - "Lorenzo, o come dicevan tutti, Renzo, non si fece molto aspettare" (Alessandro Manzoni) - nome in uso attualmente. Per Nella si tratta pure di un vezzeggiativo che si può usare per Gaetana... Gaetanella... Nella ma pure per Antonella che giunge subito a Nella, ma si può utilizzare per Marinella e talvolta anche per Gabriella.

Vediamo ora l'aferèsi con l'apostrofo che ha larga diffusione nelle opere letterarie del passato e nelle date numeriche del presente - l'aferèsi, oltre a sopprimere talvolta la vocale o la sillaba iniziale di una parola e talaltra le prime due cifre di un numero, richiede l'apostrofo, segnato contrariamente al solito, a sinistra. Si può leggere 'mperador  per imperatore -"poi seguitai lo 'mperador Currado (Dante Alighieri) - oppure "taccion le fiere e gli uomini e le cose, rose 'l tramonto ne l'azzurro sfuma" (Giosuè Carducci) - poi c'è 'Ntoni per Antonio "adesso a Trezza non rimanevano che i Malavoglia di padron 'Ntoni (Giovanni Verga) - quindi ci sono 'sto-'sta-sti-ste per questo-a-i-e. - "ah che mali acquisti fanno 'ste povere fanciulle d'oggigiorno" (V. Consolo) - per i numeri, si usa tuttora per indicare '46 il 1946 (Elio Vittorini). - Vi anticipo una simpatica parola su cui sarà bello conoscere la sua origine e la sua etimologia: sciao l'odierno ciao dal tardo latino sclavus (slavo) e successivamente schiavo... sarà interessante seguire l'evolversi della parlata. Alla prossima!

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