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Storie | 19 gennaio 2022, 08:10

IL RICORDO/Buon compleanno, Bonfa. La Pro Patria ha sempre bisogno di te

Oggi Francesco Bonfanti avrebbe compiuto 66 anni: la sua passione per i tigrotti univa Crespi d'Adda e Busto Arsizio. Un anno fa l'associazione "100 anni di Pro" faceva da match sponsor in sua memoria proprio nella sfida casalinga contro il Piacenza. Che cosa avrebbe fatto oggi, in un momento così delicato? Ci sarebbe stato, c'è

Francesco Bonfanti con Paolo Tramezzani

Francesco Bonfanti con Paolo Tramezzani

In pochi hanno avuto la fortuna e il privilegio di assistere ai serissimi giochi di prestigio di Francesco Bonfanti con gli aspiranti tifosi biancoblù nelle scuole di Busto.

La magia del Bonfa, però, è un’onda che non si è fermata mai. Il suo compleanno cade in una settimana che si colora di suggestioni, tremori e auspici. Vorremmo ripercorrerli per dire grazie a quest’uomo che univa Crespi d’Adda e Busto Arsizio con la sua passione. Ma anche per ricordargli lassù che la Pro Patria ha sempre, tanto bisogno di lui.

Oggi, 19 gennaio, Francesco avrebbe compiuto 66 anni, restando un ragazzino. Uno che creava, plasmava, inventava per trasportare nella realtà. Era nato a Brembate, raccontava, ma la famiglia si era trasferita prestissimo nel villaggio che è una meraviglia Unesco per la sua unicità, un luogo così bustocco per la scintilla produttiva e l’impronta di fede testimoniata dal santuario che rispecchia la chiesa di Santa Maria di Busto. Francesco ha sempre spronato a credere nella Pro, nella buona e a maggior ragione nella pessima sorte.

Guardava avanti, oltre i timori, oltre l’indifferenza, oltre ogni muro che si poteva costruire tra i tigrotti e il piacere, ma ancor più il dovere, di voler loro bene.

Questo vecchio dialogo ci balena davanti, a due giornate dalla fine dell'allora campionato di serie D.

Allora sei pronta per la Lega Pro?

Dai, Bonfa, prudenza.

Macché prudenza, rideva. Noi, nell’ultimissima gara, compressi nel tentativo di non sprigionare il benché minimo festeggiamento fino al rassicurante fischio finale, e Francesco che già pensava al calciomercato in serie C. Noi a calcolare le distanze e lui ad arrivare di corsa per un abbraccio. Francesco era tutto questo, e molto di più. Il suo affetto smisurato per mister Cusatis, ricambiato, la sua capacità di raccontare l’incontro dei tifosi con il Papa più intensamente ancora di chi si trovava lì, il suo immaginare una giornata perfetta con un amico di Busto così:

A parlare e stare in silenzio, quel silenzio che fa rumore, e poi parlare ancora.

In apparenza, Francesco tace da quel tristissimo 2 marzo 2020. Ma è il tipo di silenzio che menzionava lui, quello che fa rumore. Anche in questi giorni, con i tigrotti che devono combattere in tanta incertezza, qualche suo amico è qui a chiedersi: cosa avrebbe fatto il Bonfa? Be’ lo scorso marzo quando allo Speroni scendeva in campo proprio il Piacenza (come accadrà questa domenica), l’associazione "100 anni di Pro" scelse di fare da match sponsor in memoria di Francesco. Come sulla maglia dei playoff lo scorso maggio brillava anche il suo nome.

La risposta, dunque, è proprio questa: il Bonfa ci sarebbe stato; indipendentemente dal gradimento verso proprietà, presidente e ogni altro ruolo di questa terra, dal meteo, dal giorno, dall'orario, bruciando i chilometri in un soffio, ci sarebbe stato per i ragazzi e per la maglia biancoblù.  

Di più, il Bonfa c’è.

Poi, per il suo compleanno, avrebbe pensato a rendere felici noi, così ci avrebbe caricati sulla macchina del tempo per mostrarci che la Pro Patria ce la farà, come sempre è successo. Ma non per indurci a stare a guardare e rilassarci, perché lui lo sapeva: bisogna crederci, sudare e fare serissimi giochi di prestigio, soprattutto con i piccini, per portare qui il futuro.

Marilena Lualdi


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