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Busto Arsizio | 20 gennaio 2022, 10:30

All’Icma più di cento aspiranti cineasti da tutt’Italia, trenta gli ammessi

Un viaggio alla scoperta della scuola del cinema di Villa Calcaterra a Busto Arsizio: studenti, materie, attività e progetti

Marco Crepaldi

Marco Crepaldi

Un’ottantina di studenti provenienti da tutt’Italia, che hanno frequentato licei e istituti professionali legati a un percorso di comunicazione audio-visiva, che vanno ad abitare in alloggi di Sacconago e dintorni. Sono i ragazzi che frequentano l’Istituto Cinematografico Michelangelo Antonioni, tutti motivati con l’obiettivo di lavorare nel settore della regia-filmmaking o recitazione. Di questi ottanta, 29 sono iscritti al primo anno, 22 al secondo per regia, 6 per recitazione e al terzo anno sono 9 gli studenti di recitazione e 15 di regia.

Ma in realtà ogni anno sono sempre tanti gli aspiranti cineasti che si presentano ai cancelli di Villa Calcaterra con il sogno di studiare cinema nella prestigiosa residenza di via Magenta. Si parla di circa 150 ragazzi di tutto lo stivale all’appello per la selezione, ma ne vengono accolti solo una trentina. 

Gli spazi, pur essendo storici e prestigiosi, sono però limitati e hanno una capienza tale da accogliere non più di un’ottantina di ragazzi. Una volta ammessi, possono sbizzarrirsi ad approfondire materie a loro congeniali: regia per il cinema e la televisione, recitazione, direzione dell’attore, cinema documentario, sceneggiatura, direzione della fotografia, montaggio e produzione, doppiaggio, vocal acting, combattimento scenico e gestione del set. Il tutto affrontato non solo con lezioni frontali e tradizionali, ma anche proiezioni, workshop, incontri, stage professionali in ambito cinematografico, televisivo e pubblicitario.

«I ragazzi provengono da tutt’Italia: Veneto, Puglia, Sicilia, Sardegna e non solo – spiega l’amministratore delegato Marco Crepaldi – Hanno frequentato una scuola superiore diversificata: si va dai licei classico, scientifico, artistico a istituti professionali legati a un percorso di comunicazione audio-visiva. Per essere ammessi alla scuola, gli studenti devono affrontare una selezione, che avviene in due fasi: una prima rappresentata da un colloquio conoscitivo per capire gli interessi del ragazzo e una seconda di carattere più pratico, in cui si fa svolgere un esercizio, si propone un’analisi e recensione di un film e una produzione audio-visiva originale. Chi intende cimentarsi nella recitazione oltre al colloquio conoscitivo, viene sottoposto alla recitazione di due monologhi. Il primo anno poi è propedeutico, uguale per tutti gli indirizzi, dal secondo anno si articolano i due filoni, quello di regia-filmmaking e quello di recitazione».

Accanto alla scuola, l’istituto Antonioni collabora per la realizzazione del Baff, con le scuole superiori e anche medie e con le associazioni culturali per la produzione di video. Insomma la scuola bustese dedicata a uno dei più grandi maestri del cinema mondiale, ogni anno accresce sempre più il suo prestigio. Da quando ha preso il via nel 2008, si è cristallizzata sul territorio, collaborando con le istituzioni, l’amministrazione comunale, le scuole, associazioni e realtà locali e oltre.

Laura Vignati

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