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Busto Arsizio | 21 gennaio 2022, 14:02

Nuova convenzione con l’Università dell’Insubria. In arrivo a Busto centinaia di studenti

Superato il contenzioso tra le due istituzioni: gli spazi dei Molini Marzoli ospiteranno il corso di laurea magistrale in Scienze motorie. Ma è in programma anche il trasferimento della triennale, oltre al progetto del centro di ricerca per l’invecchiamento di successo. La città si prepara ad accogliere centinaia di studenti, con benefici auspicati per più settori

Siglata la convenzione tra amministrazione comunale e università. Sotto, i partecipanti alla conferenza stampa

Siglata la convenzione tra amministrazione comunale e università. Sotto, i partecipanti alla conferenza stampa

L’amministrazione comunale di Busto Arsizio e l’Università dell’Insubria hanno siglato questa mattina una nuova convenzione.
Rivisto l’accordo stipulato una ventina di anni fa e risolto il contenzioso tra le due istituzioni, a partire con ogni probabilità dal prossimo anno accademico gli spazi dei Molini Marzoli ospiteranno il corso di laurea magistrale in Scienze motorie. Ma è in programma anche il trasferimento nella stessa sede del corso triennale, oltre al centro di ricerca per l’invecchiamento di successo che troverà spazio in una nuova palazzina legata alla rigenerazione urbana dell’area delle Nord. Ciò significa un numero importante di studenti in arrivo in città con – è l’auspicio – ricadute positive per l’indotto.

Il polo universitario

Se, come nelle intenzioni, lo stato dei lavori di approntamento dei Molini Marzoli lo consentirà, il trasferimento da Varese a Busto della magistrale in Scienze motorie avverrà a partire dal prossimo anno accademico.

Sessantacinque, secondo i numeri forniti in conferenza stampa, gli studenti del primo anno (130, dunque, nel biennio).
L’intenzione è quella di portare a Busto anche la triennale, che coinvolge 130 studenti per anno.
Complessivamente, si tratterebbe quindi di circa 450 studenti.

Attualmente in città sono attivi il corso magistrale in biotecnologie (40 iscritti) e il centro di ricerca sulle neuroscienze (una decina tra studenti e docenti), oltre al corso di laurea in scienze infermieristiche avviato quest’anno nella sede dell’ospedale con 25 partecipanti.

La nuova convenzione coinvolge gli spazi di Villa Manara (per 2.685 metri quadri) e dei Molini Marzoli (dal piano interrato al terzo, per un totale di oltre tremila metri quadri).
Per l’adeguamento degli spazi ai Molini Marzoli, l’amministrazione si farà carico di ristrutturazioni per 750mila euro. L’università si interesserà degli arredi, delle attrezzature e degli allestimenti per l’attività di didattica e ricerca.

«Busto città del sapere»

«Un importante traguardo», sottolinea la vicesindaco e assessore allo sviluppo economico Manuela Maffioli, parlando di un accordo che «rilancia e rinvigorisce una sinergia importante per la città e, come indotto, per tutto il territorio».
E che «rilancia Busto sempre più città del sapere, in tandem con le attività culturali che l’amministrazione ha messo in campo in questi anni. Ora anche la comunità è chiamata a concorrere in questa grande sfida. Penso al grande numero degli studenti che arriveranno e dovranno trovare un alloggio e una città in grado di accoglierli». Per questo, anticipa Maffioli, «proprietari e agenzie immobiliari sono tra i soggetti che verranno presto coinvolti nel tavolo dello sviluppo economico».
Per la vicesindaco, «il bene della comunità ha guidato la mano di chi ha deciso di arrivare a questo risultato».

Proprio il bene della comunità, evidenzia il rettore dell’Università dell’Insubria Angelo Tagliabue, era ostacolato da un contenzioso tra le due istituzioni finalmente superato. «Oggi un ateneo viene valutato sicuramente sulla didattica, sulla ricerca, sulla terza missione, ma anche in termini di servizi che offre». Per questo «ringrazio chi si è spogliato del proprio ruolo pensando solo al bene che poteva portare questo tipo di convenzione, lavorando insieme per superare tutte le difficoltà che si erano paventate nel tempo».

Il rettore evidenzia come l’atto siglato «rilancia la città di Busto Arsizio come un polo universitario. Noi vogliamo fare qui il nostro mestiere, inserendo energie nuove in una realtà accogliente, portandola all’interno di un mondo universitario che porterà vantaggi a tutti. Il sapere e la ricerca, lo si è visto in questo periodo pandemico, sono fondamentali per la sopravvivenza e la qualità della vita, ed è quindi fondamentale che le scienze possano svilupparsi e che abbiano una giusta collocazione. Molti scienziati anche illustri talvolta scelgono dove operare anche per la qualità di vita del luogo».

«Solo un primo di molti traguardi»

Fondamentale il lavoro compiuto dall’assessore alla rigenerazione urbana Giorgio Mariani insieme al professor Luigi Valdatta, delegato dell’ateneo per i rapporti con Busto.

«Appena mi sono insediato – ricorda l’esponente di giunta – mi sono messo a lavorare per dare una visione all’area delle Nord. Mi è venuto naturale puntare su una città universitaria. Abbiamo avviato un dialogo per cercare di sistemare le “storture” che si erano create con la convenzione precedente. Il masterplan disegna quest’area con verde pubblico e sportivo, in linea con la mission della facoltà di scienze motorie che troverà spazio ai Molini Marzoli. Stiamo già pensando di ospitare anche la triennale, senza dimenticare il ruolo dell’università per il nuovo ospedale e ancor di più per il futuro utilizzo della sede attuale».

«Ci siamo spogliati degli attriti storici e siamo riusciti a creare un progetto che vede il suo coronamento nella firma di oggi», gli fa eco Valdatta.
Presentando i numeri degli studenti coinvolti, il professore parla di una «buona spinta di vitalità» per la città.
E il lavoro prosegue con il nuovo progetto, legato al Pnrr, sul Cris, il centro di ricerca per l’invecchiamento di successo che dovrebbe trovare collocazione in una nuova palazzina polifunzionale.

«Ultrafelice» l’assessore alle politiche educative Daniela Cinzia Cerana: «Busto sta assumendo un ruolo primario nella formazione con scuole e, a questo punto, università d’eccellenza. Da parte dell’ateneo ci saranno anche “restituzioni” alla cittadinanza e alle scuole, ad esempio attraverso corsi di aggiornamento e tirocini formativi».

Soddisfatto anche il direttore generale dell’Insubria Marco Cavallotti: «Il momento ci spinge a essere vivaci e propositivi. Questo è un traguardo importante ed è solo il primo, mi auguro, di tanti altri».

Riccardo Canetta

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