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Calcio | 23 gennaio 2022, 06:20

Giocatori, tifosi, amici: «Ciao Pippo, simbolo di un calcio glorioso perché conoscevi l'umiltà»

Si intrecciano ricordi del recordman Taglioretti, a cui la Pro Patria dirà addio martedì a Fagnano. Gipo Calloni: «Ciao amico, ne hai fatto anche tu di correre». Mister Novelli: «Mi diede la forza di non mollare». I tifosi: «Tristi, ma orgogliosi di averti conosciuto»

Taglioretti (secondo a sinistra) in una serata tra campioni, amici e giovani

Taglioretti (secondo a sinistra) in una serata tra campioni, amici e giovani

Il simbolo di un calcio glorioso, e proprio per questo caratterizzato dall’umiltà e dallo spirito di sacrificio. Un uomo che ti faceva rivivere quei momenti con le parole, gli occhi, i gesti. Una testimonianza per i giovani.

Tutti sono attraversati dal fiume dei ricordi e della riconoscenza nei confronti di Pippo Taglioretti, il recordman della Pro Patria con le sue 389 presenze scomparso ieri a 86 anni. Ma soprattutto una persona semplice e leale, un compagno sul quale potevi sempre fare affidamento.

Una squadra di Busto

Gipo Calloni, un altro mito della storia tigrotta, spesso appariva accanto a Pippo e insieme trasmettevano in modo vibrante quei tempi così spettacolari. «Il mio amico… - dice in queste ore – ne ha fatto anche lui di correre. Eravamo una squadra di Busto. Ragazzi di Busto e della zona tutti, si viveva con poco. Lui me lo ricordo allenarsi e poi andare a casa a mettersi il grembiule e lavorare».

Gipo e Pippo furono protagonisti, ad esempio, di una fiammeggiante serata con l’associazione In tra da nögn tre anni fa ed era una delizia ripercorrere con loro una carriera nel segno dell’agonismo e dei valori, uniti con naturalezza. «Una grande testimonianza per i giovani – osserva lo storico Luigi Giavini – Hanno costruito la loro carriera faticando, senza grandi stipendi. Taglioretti non aveva il cellulare, ma porgeva il suo sorriso. E ti sentivi sereno» .Aveva un profondo senso della famiglia, che lo contraddistingueva, e con la moglie Eugenia viveva in simbiosi, come adorava i figli Roberta e Massimo, i nipotini Francesco e Federico.

Antonio Pedèla Tosi offre queste parole: «Nella certezza che il suo vissuto da uomo e da sportivo divenga il futuro per la nostra comunità».

Oggi Pippo è pianto dalla Pro Patria, che ha chiesto di giocare con il lutto al braccio e di ricordarlo con il lutto al braccio nella sfida contro il Piacenza. Da tanti giocatori anche del passato, lontano e recente. Paolo Tramezzani non nasconde la commozione e rende omaggio in silenzio a una leggenda.

O mister Raffaele Novelli, che racconta: «L’avevo conosciuto per la prima volta ad una cena al Pro Patria Club, alla quale ero andato col direttore (Regalia). In quella sera rimasi letteralmente incantato dai loro ricordi e dai loro insegnamenti. Pippo in particolare, con cui poi diventammo amici, riuscì a farmi capire - coi suoi modi così pacati ed educati - la responsabilità che si avverte ad indossare la maglia biancoblù e a difendere quei colori. In una stagione così particolare è difficile, mi diede la forza per non mollare, facendomi capire l’importanza di far parte della storia della Pro Patria. Una storia fatta di grandi uomini, prima ancora che campioni».

Dai tifosi una marea di messaggi, omaggi, gesti, che continueranno fino a martedì, giorno del funerale (alle ore 10 nella chiesa di San Giovanni a Bergoro, Fagnano) e anche oltre.

Un calcio glorioso e vero

Perché Pippo merita una dedica speciale dalla Pro Patria, che ha sempre amato, da giocatore e spettatore, se spettatori si può mai diventare quando si è dato tutto così sul campo.

L’associazione 100 anni di Pro ricorda con Lorenzo Pisani la gioia di apprendere ogni dettaglio dalla sua appassionata memoria: «Quando abbiamo fatto il libro… era uno spettacolo sentire i suoi ricordi e le storie di un calcio glorioso e vero. Poi amava tantissimo il nostro territorio. Una bella persona, veramente, un museo vivente della nostra storia».

Taglioretti è un cardine della storia, dunque ha uno spazio speciale al museo nato allo Speroni. «Nell'ottobre 2014 fu lui a tagliare il nastro dell'inaugurazione del Pro Patria Museum – rammenta Andrea Fazzari -  Era il minimo per un vero Tigrotto che ha vestito la maglia della Pro Patria dal 1956 al 1971 per ben 389 partite. Nella sua lunga militanza ha visto la serie A, affrontando campioni come Boniperti e Praest, vinto campionati come nel 1959/60, stravinto derby ma, soprattutto ha onorato la maglia biancoblù in ogni partita che ha disputato. Ciao Pippo». 

L'associazione Cuffie colorate commenta così: «Pippo rappresentava la storia vivente della nostra squadra, lo abbiamo sempre visto con profonda ammirazione perché rappresentava il cuore vero della Pro – osserva Massimo Vitali - Sapere che non lo vedremo più ci riempie il cuore di tristezza ma al contempo di orgoglio per averLo conosciuto e di aver potuto scambiare due parole... Purtroppo il tempo ci toglie il privilegio di poter avere sempre la presenza di persone come Lui ma rimane la consapevolezza che Lui e altri amici che ci hanno lasciato non verranno Mai dimenticati».

Come il tifosissimo Daniele De Grandis inquadra senza esitazioni e portando la voce di tutti: «Per me è un grande, ciao Pippo, ci manchi… il tuo popolo biancoblù».  

Quel popolo che ha sempre saputo ciò che doveva: «Che potevi contare sul Pippo – sintetizza il giornalista Giovanni Toia – Colpiva anche la sua semplicità. Lui che ha segnato un gol solo, ma a Zoff, che ha fatto 389 presenze, eppure assicurava che erano di più, 400… Gli si chiedeva ma com’era la tattica a quei tempi? E Pippo rispondeva: andavamo in campo e c’era Amadeo che diceva “Questa è la linea dell’area di rigore, qui non deve passare nessuno”». Non serviva aggiungere altro.  

Marilena Lualdi


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