Eventi - 24 gennaio 2022, 10:58

Il museo post-pandemico: al Maga di Gallarate una lectio magistralis

Mercoledì 26 gennaio (ore 17) l’incontro con Maurizio Vanni e Domenico Piraina, introdotti dalla direttrice Emma Zanella. “La Nuova Museologia”: un vademecum per le istituzioni culturali chiamate a reinventarsi dopo il Covid-19, a partire dal concetto di responsabilità sociale

Maurizio Vanni (foto Walter Capelli)

Maurizio Vanni (foto Walter Capelli)

Profilazione, percorsi su misura, performance inclusive, legami con gli stakeholder del territorio in grado di contribuire alla “crescita sostenibile”, per entrare nella dimensione quotidiana dei cittadini e Museum Social Responsibility (MSR) come principale strumento di cui le Istituzioni culturali dovranno dotarsi per affrontare le sfide imposte dal post Covid-19.

Saranno queste alcune delle tematiche al centro de “La museologia del presente”, lectio magistralis dedicata ai nuovi orizzonti di teatri e musei chiamati a reinventarsi in seguito alla pandemia che si terrà mercoledì 26 gennaio alle 17 al MAGA di Gallarate (via Egidio de Magri 1).

In cattedra il museologo, critico, storico dell’arte, specialista in valorizzazione e gestione museale e in marketing non convenzionale Maurizio Vanni insieme al direttore di Palazzo Reale e del Polo Mostre e Musei Scientifici di Milano Domenico Piraina, autori del volume “La Nuova Museologia: le nuove opportunità nell’incertezza. Verso uno sviluppo sostenibile” (Celid Edizioni, 2020) che sarà presentato nell’occasione (ingresso libero, corso certificato e riconosciuto dal Miur valido per l'aggiornamento obbligatorio docenti, info: www.museomaga.it). Ad introdurli sarà la direttrice del museo Emma Zanella.

L’evento, che sarà trasmesso anche in diretta Facebook sulla pagina del museo, è realizzato in collaborazione con il Liceo Artistico Frattini di Varese, è particolarmente indicato per il personale docente, per cui si rilascia attestato di partecipazione, e per gli studenti del settore artistico/museale. L’attestato è spendibile nell’ambito delle attività di formazione e aggiornamento.

«Se vogliamo rimettere l'individuo al centro – dichiara Maurizio Vanni, curatore di oltre 700 eventi tra mostre e progetti museali in 30 paesi del mondo – la scelta consapevole di una progettualità etica e responsabile finalizzata al bene comune sarà una tappa obbligata. I musei diventano, perciò, luoghi di interesse pubblico che si rivolgono a tutta società, ovvero al pubblico generico, ma anche al contesto sociale (associazioni di volontariato, imprese sociali e del terzo settore) e ambientale, allo scenario formativo, agli stakeholder e alle associazioni di categoria, ricoprendo un ruolo determinante nello sviluppo dei legami, nella coesione sociale e nella riflessione sulle identità collettive proprio all’indomani della pandemia».

La Convenzione di Faro afferma il diritto all’Eredità culturale da parte di tutti i cittadini e invita i paesi sottoscrittori a promuovere azioni per migliorare l’accesso al patrimonio culturale. «Azioni - sottolinea l’autore - che possiamo tradurre con offerte culturali tailor made in grado di coinvolgere anche chi è più lontano dalle istituzioni culturali».

Tenendo in mente l’obiettivo della sostenibilità. «Per un museo - prosegue Vanni - è il fine a cui tendere per raggiungere l’equilibrio tra le quattro dimensioni che ne fanno parte: economica, sociale, ambientale e del benessere. Il museo che desidera percorrere la strada della MSR deve consolidare le relazioni con il territorio e in particolar modo rafforzare il network con il contesto sociale in cui opera».

«La vera ricchezza del Museo - sottolinea Domenico Piraina - non risiede soltanto nelle proprie collezioni, ma soprattutto nei visitatori che, portatori di un proprio vissuto personale e culturale, arricchiscono di significato e di senso il patrimonio culturale. Mai i visitatori devono essere visti come consumatori ma sempre come produttori di senso e, questo, contribuisce ad arricchire la visione pluralistica del patrimonio che è la realizzazione di una effettiva democrazia culturale».

«Sono quattro i segmenti di pubblico prioritari, da attrarre e fidelizzare attraverso proposte originali e differenziate: diversamente abili (persone con disagi o patologie fisiche o mentali), terza età, famiglie con bambini e adolescenti», aggiunge Vanni.

La chiave è «far entrare l’esperienza museo nella loro quotidianità. A prescindere dai servizi (ristorante, caffetteria, bookshop, giftshop, sale laboratoriali permanenti e zone lounge) utilissimi per stimolare una frequentazione regolare, funzionano le proposte culturali supportate da performance teatrali e musicali. Ogni visita guidata diventa un piccolo spettacolo a tema, facilmente comprensibile e divulgativo, in grado di meravigliare, stupire ed emozionare generazioni diverse di pubblico, sollecitando benessere interiore, energia positiva e buonumore nei presenti. La condivisione delle emozioni, del bene comune e del bene relazionale permette di connettere persone dallo stesso stile di vita. Adesso il museo è veramente di tutti», conclude Vanni.

Redazione

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