Valle Olona - 27 gennaio 2022, 14:40

Gli studenti del “Facchinetti” portano in scena il processo di Francoforte

All'Isis di Castellanza, nel Giorno della Memoria, la rappresentazione degli studenti di quarta e quinta. Dodici scene tratte dall'Istruttoria, testo dello scrittore e drammaturgo tedesco Peter Weiss

Gli studenti del “Facchinetti” portano in scena il processo di Francoforte

183 giorni, 400 testimoni, 22 imputati. Questo il bilancio del processo di Francoforte che gli alunni dell'Isis “Facchinetti” hanno portato sul palco del teatro di via Dante a Castellanza, in occasione della Giornata della Memoria.

I ragazzi hanno recitato dodici scene tratte dall’Istruttoria, testo dello scrittore e drammaturgo tedesco Peter Weiss che racconta quanto accadde all’interno del campo di concentramento di Auschwitz, in quei terribili anni.

«Il 27 gennaio 1945 il mondo ebbe finalmente la coscienza delle atrocità commesse dai nazisti nel nome di un’ideologia – ha spiegato la professoressa Evelina Tavernise introducendo lo spettacolo – Se, come spiegato da Primo Levi, “comprendere è impossibile, conoscere è necessario”, ecco perché è così importante questa giornata».

Riflettere per non dimenticare, per capire come tutto quello che avvenne fu causato dall'odio che ha dominato moltissime persone.

«È importante, soprattutto per voi ragazzi – ha sottolineato la professoressa – riflettere sulle conseguenze di quell’odio e di quella violenza, riflettere sulla violenza che vedete nella vita di ogni giorno, sulle nuove forme di violenza che negli ultimi anni si stanno sviluppando anche tra i giovani. Capire come queste possano portare a situazioni gravissime».

Il processo di Francoforte, seppur meno conosciuto, forse, di quello di Norimberga, ha rappresentato un’importante svolta culturale nel mondo di quegli anni; fu il primo in cui una corte di giustizia tedesca si occupò dei crimini commessi dai nazisti e delle responsabilità individuali di ciascuno degli imputati.

«Fu il momento in cui – ha concluso Evelina Tavernise – la giustizia tedesca ruppe il silenzio nei confronti dei crimini nazisti; questo sensibilizzò l’opinione pubblica all’interno del paese poiché molti si resero conto che tantissime persone, che dopo la guerra ricoprivano incarichi pubblici anche di prestigio, in quegli anni erano stati spietati».

«Si è trattato – ha rimarcato il professor Ciro De Angelis, che ha guidato gli studenti del “Facchinetti” durante la rappresentazione – di persone normali che di colpo si sono trasformate in criminali durante la guerra e che una volta finita sono tornati come niente fosse alla vita di prima».

I ragazzi di quarta e quinta hanno messo in scena davanti ai coetanei alcuni estratti del libro di Peter Weiss, raccontando il “percorso” dei prigionieri ebrei. Scene toccanti rivissute attraverso le parole e le testimonianze dei sopravvissuti, che inevitabilmente hanno lasciato il segno sul pubblico presente, tra cui sedevano anche il sindaco Mirella Cerini e la vice Cristina Borroni.

«Sono contenta di essere presente a questo momento dedicato alla Memoria e al ricordo di quanto avvenne – ha commentato la prima cittadina – non dimenticare è importante perché solo attraverso la memoria potremo fare in modo che cose del genere non ricapitino più. Fa piacere che questo momento sia aperto anche ai cittadini, poiché è la testimonianza di quanto le rete che abbiamo creato negli ultimi anni con le realtà del territorio, in particolare con le scuole e con l’istituto Facchinetti, si stia rafforzando e rappresenti una preziosissima risorsa per tutta la città».

Loretta Girola

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