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Legnano | 12 febbraio 2022, 09:48

«Un fulmine a ciel sereno. Come verranno riorganizzati gli spazi evitando sacrifici e disagi agli atleti?»

Levata di scudi dei genitori degli agonisti contro lo stop della vasca da 50 metri della piscina di Legnano

«Un fulmine a ciel sereno. Come verranno riorganizzati gli spazi evitando sacrifici e disagi agli atleti?»

«Un fulmine a ciel sereno. Non mandi un comunicato stampa che dice: le bollette aumentano e la vasca da 50 chiude e i corsi verranno riorganizzati. Riorganizzati? E come? In una vasca da 25 dove devono allenarsi atleti del nuoto, sincro, pallanuoto, corsi, nuoto libero? Come è possibile? E poi il prossimo novembre? Saremo da capo».

La chiusura della vasca da 50 della piscina di Legnano non va proprio giù ai genitori degli atleti agonisti delle società che si allenano nella struttura legnanese (leggi qui). Non digeriscono innanzitutto di essersi visti recapitare un comunicato stampa nudo e crudo in cui si dice che per il rincaro delle bollette, la vasca chiude e i corsi vengono riorganizzati.

«Il Comune e l’Amga ci hanno messo di fronte al fatto compiuto – sbottano – Ma noi ci chiediamo come sia possibile ridistribuire i corsi, riducendo gli spazi ed evitando assembramenti considerando l’emergenza sanitaria? Ci dicono che la vasca verrà chiusa per due mesi perché c’è una tensostruttura che procura dispendio energetico e loro non riescono a sostenere i rincari. Ma il problema il prossimo inverno si ripresenta. Loro sperano che le bollette possano ridursi. Ma non possiamo vivere sperando».

Quindi i genitori non ci stanno. Soprattutto considerando che gli atleti agonisti delle società si allenano tutti i giorni, un paio d’ore a categoria. E già una squadra dovrà sacrificare un giorno di allenamenti, per di più in un periodo caldo per le gare. «Siamo in piena stagione agonistica – proseguono – Non possono rimaneggiare e rivedere gli orari. Poi creano un grosso danno anche all’utenza del nuoto libero e ai corsi». Insomma i genitori chiedono una soluzione anche per il futuro. «Parlano tanto di ristrutturazione, ma è da 40 anni così e per di più dal 2019 una vasca da 25 metri è inagibile». Perplessità sui ringraziamenti delle società al Comune: «Ringraziarlo di cosa? Che c’è una struttura da rifare e non s’interviene e per aver ridotto gli spazi?».

Laura Vignati

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