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Busto Arsizio | 01 marzo 2022, 19:50

Don Giuseppe: «Mancano ancora dei nostri bimbi ucraini». Fontana: «Faremo il possibile per riunire la squadra»

A Busto il parroco di San Giuseppe si è confrontato con il presidente della Regione sulla situazione in Ucraina e sugli altri ragazzini rimasti in patria. Gadget interisti per far sorridere i piccoli tifosi

I piccoli con i doni

I piccoli con i doni

La riconoscenza, dopo l'incredibile viaggio affrontato con tutte le forze, prima quella del cuore, fino in Polonia, per portare a Busto Arsizio i bimbi ucraini e due giovani mamme. L'ha espressa a don Giuseppe Tedesco il governatore Attilio Fontana.

«Grazie da parte mia e da tutta la Regione Lombardia per questa iniziativa bellissima che rende l'idea dell'accoglienza della nostra terra e della nostra gente. Credo che abbia fatto una cosa che va evidenziata e spero sia la prima di tante iniziative che vorremmo mettere in campo. Come Regione stiamo lavorando per creare un ponte per tutelare soprattutto i più piccoli, coloro che hanno bisogno di cure. Caro don Giuseppe grazie ancora». 

Il presidente della Regione Lombardia ha fatto anche pervenire ai piccoli ospiti zaini, gagliardetti e altri gadget dell'Inter, squadra di cui sono tifosissimi.

«Spero siano i primi bimbi ad arrivare di tanti - ha detto don Giuseppe, rivolgendosi al presidente - anche perché ne mancano altri che erano qui con noi la scorsa estate. Erano in 11 a giocare sul nostro campo, erano diventati tutti amici, speriamo possano arrivare tutti qui con noi!!. «E noi faremo il possibile - ha aggiunto il presidente Fontana, che ha regalato loro alcuni zainetti, cappellini, portachiavi, matite dell'Inter - perché si possa riunire questa bella squadra di ragazzi, senza dimenticare chi sta soffrendo per questa esperienza drammatica che è la guerra». 

«La Polonia sta accogliendo le persone con grande generosità - ha detto don Giuseppe - ma i racconti che ci arrivano ci gelano il sangue. Hanno lasciato tutto, si avverte nei loro cuori la sofferenza. Daremo tutto l'affetto possibile, insieme alle persone che si prenderanno cura di loro, sapendo che si ricorderanno di essere stati aiutati, amati e sostenuti quando saranno divenuti adulti». I bambini sono contenti di essere qui ma sperano che anche il papà possa raggiungerli. «Ho paura di quel che succede là», ha detto uno di loro.

 «Dobbiamo pregare per la pace – ha concluso don Giuseppe - perché si arrivi a una tregua per far partire chi oggi è devastato dal dolore e si arrivi a una pace che permetta la ricostruzione. Io amo questi ragazzi, ma sono stati affidati dai loro genitori. Dobbiamo sperare che possano tornare nella loro patria, ricostruirla nella speranza della rinascita dell'Ucraina. Il grosso del problema arriverà, per ora ho solo dato un esempio, di come si può operare con il cuore. Lavorare con il cuore e la ragione, informando le autorità per ogni scelta che si va a prendere».

Redazione

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