La dolce Vita | 11 marzo 2022, 07:30

Il cerchio (quasi) magico

Nei soggetti diabetici, così come nella popolazione generale, il deficit di vitamina D si associa in modo significativo ad un maggior rischio di osteoporosi

Nicoletta Bazzoni

Nicoletta Bazzoni

Avrete visto che, da qualche anno, tra gli esami ematici di routine chiesti dai medici di base viene spesso dosata la VITAMINA D. Vediamo perché.

Il calcio e la vitamina D contribuiscono a mantenere la salute delle ossa ed a ridurre il rischio di osteoporosi e di fratture in età avanzata. Le ossa, inoltre, contengono circa il 99% del calcio presente nell’organismo e la loro mineralizzazione dipende principalmente dalla concentrazione di calcio nel sangue. La regolazione dei livelli di calcio è controllata principalmente dal paratormone e dalla vitamina D. Esistono numerose conferme sul fatto che bassi livelli di vitamina D rappresentano una condizione di rischio di perdita di massa ossea e fratture.

La vitamina D è sintetizzata nel nostro organismo principalmente grazie all’azione dei raggi ultravioletti del sole sulla nostra pelle: questi raggi sono presenti maggiormente nel periodo che va da aprile a ottobre ed agiscono sul primo strato della pelle (epidermide). Nei mesi estivi la maggiore esposizione al sole porta a un surplus di vitamina D che viene immagazzinata per poi essere utilizzata durante il periodo invernale.

La quantità di vitamina assunta con il cibo rappresenta in media solo il 10% del fabbisogno generale.  I cibi in cui se ne trova di più (oltre a quelli che ne sono arricchiti a livello industriale) sono i pesci grassi (come salmone, sgombro e aringa), il tuorlo d’uovo e il fegato. In ogni caso in Italia sia l’esposizione al sole che l’alimentazione sono generalmente insufficienti per il raggiungimento di adeguati livelli di Vit D.

La vitamina D è protagonista di processi che permettono di mantenere in equilibrio i livelli di calcio nel nostro organismo. Il calcio è il minerale più comune dell’organismo umano ed è essenziale per lo sviluppo e per la salute delle ossa e dei denti. Inoltre, le ossa sono sottoposte a un continuo processo di rimodellamento che prevede il rilascio e la deposizione di calcio nel tessuto osseo. In caso di bassa concentrazione di calcio nel sangue, la vitamina D gioca un ruolo fondamentale nei processi di riassorbimento di calcio a livello renale, assorbimento intestinale di calcio e demineralizzazione dell’osso. Se il calcio dovesse scarseggiare questa vitamina può stimolare il rilascio del calcio dal rene (dove si accumula) e/o aumentare il suo assorbimento a livello intestinale durante la digestione e, come ultima risorsa, è coinvolta nei processi di rilascio del calcio da parte dell’osso. Il calcio e la vitamina D contribuiscono a mantenere la salute delle ossa e a ridurre il rischio di osteoporosi e di fratture in età avanzata.

Non c’è ancora totale accordo sui valori ottimali di vitamina D anche si ritiene che un valore inferiore a 20 ng/dl si definisce DEFICIT e ne è sicuramente consigliata la correzione.

Un livello di Vitamina D compreso fra 20 e30 ng/ml si definisce INSUFFICIENZA, soprattutto se il prelievo è stato eseguito in estate-autunno, e la necessità della sua correzione deve essere valutata dal medico. La pandemia da Covid che abbiamo vissuto e stiamo ancora vivendo ha inoltre permesso di evidenziare alcuni aspetti meno noti della vitamina D:

VITAMINA D E COVID: il deficit di Vitamina D potrebbe essere associato a un aumentato rischio di infezione da Covid-19 attraverso vari meccanismi d’azione. Inoltre livelli ottimali di vitamina D sembrano essere associati con manifestazioni meno gravi dell’infezione da Covid-19 come di altre patologie respiratorie, in particolare nei soggetti anziani, fragili e istituzionalizzati.Va ricordato che, secondo i dati raccolti fino ad oggi, i pazienti con diabete mellito non sono maggiormente esposti al rischio di contrarre l’infezione da SARS-CoV-2 rispetto alla popolazione generale ma una volta contratta l’infezione sono a rischio più elevato di malattia grave con complicanze. In particolare il compenso glicemico non ottimale, l'ampia variabilità glicemica e la frequente associazione della malattia diabetica con altre patologie croniche e con l'obesità sono i fattori che maggiormente si associano ad una evoluzione meno favorevole dell'infezione da Covid 19.

DIABETE MELLITO E VITAMINA D: nei soggetti diabetici, così come nella popolazione generale, il deficit di vitamina D si associa in modo significativo ad un maggior rischio di osteoporosi e di fratture da fragilità ossea. Inoltre vi sono studi ancora non conclusivi che dimostrerebbero un ruolo della vitamina D, seppure limitato, nel modulare il rischio di sviluppo di diabete mellito di tipo 2. 

In conclusione la supplementazione di vitamina D rappresenta un intervento terapeutico sicuro e di basso costo con benefici accertati sulla salute delle nostre ossa e con possibili ripercussioni positive anche in altri ambiti.  Livelli ottimali di Vitamina D possono essere raggiunti attraverso

- La maggiore esposizione alla luce solare

- L'assunzione di alimenti addizionati di vitamina D in particolare latte e yogurt

- La supplementazione farmacologica quando necessaria

Nicoletta Bazzoni

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Con la rubrica quindicinale “la dolce Vita” l’Associazione Diabetici Valle Olona si impegna a diffondere conoscenza e consapevolezza di questa malattia. Grazie all’intervento degli esperti si potranno approfondire le tematiche legate al diabete e la possibilità di conviverci con serenità, nonché lavorare sulla prevenzione attraverso un corretto stile di vita. Ogni due venerdì (a partire dal 19 marzo) troverete una risposta ai vostri quesiti, che potete mandare all’indirizzo mail info@ladolcevitavalleolona.it

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