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Calcio | 20 marzo 2022, 22:35

Pro Patria, se fosse la Giornata della felicità

In tempi in cui è impossibile rallegrarsi, i tigrotti hanno offerto una grande gioia ai tifosi con la forza del gruppo e del lavoro. Un monito per il futuro tanto più se nessuno farà ciò hanno fatto loro: il proprio dovere

Pro Patria, se fosse la Giornata della felicità

È matematicamente impossibile essere felici, anche se oggi lo raccomanda la Giornata internazionale della felicità. Con ciò che sconvolge il nostro pianeta, a partire da terre a noi vicine, c'è solo da abbassare il capo al pensiero.

Ma lo sport serve anche a quello: a offrire sollievo, conforto, persino un sorriso (o un pianto, come insegnano gli amici fans della Ferrari) in questo infernale mondo.

Se potesse essere la Giornata della Felicità oggi, la Pro Patria ne sarebbe un piccolo ambasciatore. Una squadra che ti insegna che si può scivolare, ma poi a un certo punto se le viene offerta l'occasione di fare ciò che può e deve, non si tira indietro. Riesce laddove aveva quasi sempre perso terreno prima: strapazzare le pari grado, con cui così spesso cadeva o in ogni caso si faceva riprendere nel secondo tempo, ma anche con le grandi non ha voglia di scherzare.

Il Renate ha reagito subito al gol, ma la Pro Patria di Sala non gli ha permesso di dare concretezza ai suoi tentativi. Ha temuto, e parecchio considerando la qualità dell'avversario, però ha retto e quando ne ha avuto l'opportunità gli ha fatto balenare davanti anche la chance di un raddoppio.

Nove punti in tre partite consecutive, fanno tirare un mezzo sospiro di sollievo, mezzo perché non siamo ancora al sicuro, ma è pieno se pensiamo alla cosa più importante: abbiamo mostrato prima di tutto ciò che sappiamo fare. Ciò che si era anche intuito la scorsa estate, tuttavia è ingannatore il calcio d'agosto e poi la realtà è stata servita con quella serie di volte in cui siamo partiti in vantaggio salvo farci riprendere in extremis.

Adesso, per tre volte, ciò non è accaduto. Del futuro non ci sono indizi, ma sicuramente queste gare hanno rinsaldato anche la fiducia tra i tigrotti e quella parte del pubblico che scuoteva la testa anche verso di loro. Ora, la gente si è risvegliata e nel video finale potrete ascoltare quell'urlo che irrompe: bravi bravi. Capitan Colombo raduna e invita i tigrotti a ringraziare gli ultras, perché se uno ha la fascia deve usarla in ogni momento. Tra i tifosi sono tornate anche le scuole calcio, oggi i bimbi della San Marco e della Real Busto con il Tigrotto 1919.  

I ragazzi hanno fatto la loro parte e comunque vada, sappiamo che la faranno sempre. Oggi, come nelle ultime due gare, abbiamo visto il famoso "progetto Giovani" più che mai mostrare i propri germogli. Con le loro azioni, non con le parole che rimbalzano attorno al campo sulla questione societaria da troppo tempo, hanno messo un punto fermo. Anzi un monito per il futuro, tanto più se nessuno farà ciò hanno fatto loro: il proprio dovere. 

 

Marilena Lualdi


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