Il Gusto di Busto - 02 aprile 2022, 07:30

Quaresima, ora di sacrifici a tavola. Fino alla rinascita di Pasqua

Nel digiuno c'era spazio per una zuppetta e la sera per la minestra di castagne. Il rapporto con il pesce e la ricetta record di antichità, quella della bisnonna Battistina nel 1795

Quaresima, ora di sacrifici a tavola. Fino alla rinascita di Pasqua

Per gli amici del Magistero è giunta l’ora di fare dei sacrifici. I nostri vecchi hanno lasciato il ricordo di abitudini sulle quali sarebbe bene meditare e fare penitenza.

Il venerdì Santo era giorno di digiuno, anche se poteva scapparci a mezzogiorno una zuppetta fatta con pane misto e brodo molto leggero. Nel pomeriggio era d’obbligo il giro dei sepolcri. Alla sera una minestra di castagne, "supa con't i castègn", al latte o per i più raffinati e golosi una PULTI E MACU fatta con le "macche" lasciate per una notte a bagno in acqua e poi schiacciate e cotte nel latte, con un cucchiaino di zucchero, un pugno di semolino di grano duro ed una noce di burro.

La vigilia di Pasqua il pesce: i bustocchi non hanno mai avuto tanta confidenza con il pesce fresco ma, in Quaresima consumavano almeno pesce conservato: sarchi da abbrustolire sul fuoco e mangiare con una spruzzata di aceto "maluzu" fritto nell’olio e talvolta cosparso di zucchero. O anche, sempre la sera della vigilia, anguilla marinata, e "quattar pesiti muiài in dul se" (pesciolini sottaceto). Finalmente la Pasqua: la tradizione oggi vuole l’agnello ma, come ha scritto l'Azimonti i bustocchi di stampo antico non avrebbero mai mangiato un agnellino considerando il fatto come un delitto economico!

In compenso ci si dedicava alla pastorizia, se non altro per avere della lana con cui imbottire un materasso e, c’è ancora, a testimonianza, "la Cassina di pastui" ovvero la cascina dei pastori, oggi ristrutturata che aveva dei porticati aperti per ospitare pastori nomadi per il ricovero notturno degli ovini di passaggio e che fu sede fino alla metà del 900 di allevamento di pecore. Per il giorno di Pasqua l’agnello, le varie torte Pasqualine e le uova sono da sempre stimolo simbolo di rinascita. Per trovare un'antica ricetta Pasquale, bisogna andare molto indietro nel tempo, nel 1795. La ricetta è quella della Bisnonna Battistina, trovata da Anteo nel fondo di un cassetto del comò, ospitata da almeno un secolo, la Rustisciana QUI.  

Magistero dei Bruscitti-www.magisterodeibruscitti.org

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

SU