Enogastronomia - 09 aprile 2022, 08:01

Il Vinitaly torna in presenza. L'Enoteca Bottazzi ci sarà con un suo stand: «Riallacciamo i rapporti con l'estero e lanciamo nuovi vini»

«C'è grande attesa per vedere come reagirà la gente dopo due anni di pandemia - spiega Bruno Bottazzi - qualche timore sull'export c'è, contiamo sulla presenza in fiera degli operatori americani e in generale degli stranieri. La mancanza di offerta in Toscana, Langhe e Veneto ha fatto emergere nuove etichette interessanti dall'Irpinia e da Abruzzo e Marche»

Bruno Bottazzi nella sua enoteca di Besozzo

Bruno Bottazzi nella sua enoteca di Besozzo

Dopo due anni di pandemia, il Vinitaly torna quest'anno in presenza; sarà come sempre la Fiera di Verona ad accogliere la più importante manifestazione italiana e non solo, di un settore strategico per l'economia del nostro Paese e anche della Lombardia.

Si parte domenica 10 aprile con una giornata aperta a tutto il pubblico, poi due giorni riservati agli operatori del settore e chiusura mercoledì con apertura a tutti gli appassionati. Tutta la manifestazione si svolgerà ovviamente in totale sicurezza, seguendo tutte le norme anti Covid in vigore (https://www.vinitaly.com/it/verona)

Con un suo stand sarà presente l'Enoteca Bottazzi di Besozzo che è anche un ottimo osservatorio per capire che aria tira nel settore vitivinicolo. 

«C'è grande attesa per questo ritorno in presenza del Vinitaly - racconta Bruno Bottazzi - per vedere come reagiranno le persone dopo questo periodo di pandemia. Il fatto che la manifestazione di Verona arrivi prima di quella importantissima di Dusseldorf ci permette di intercettare il pubblico straniero».

Inevitabile quando si parla di estero pensare alla guerra in Ucraina, che oltre alle tragedie inenarrabili vissute dalla popolazione, ha portato incertezza e instabilità sui mercati, senza dimenticare le sanzioni alla Russia: bisogna capire come tutto questo impatterà sull'esportazioni del vino italiano, molto apprezzato e venduto in tutto il mondo.

«Il vino italiano è molto apprezzato in Russia da chi ovviamente se lo può permettere economicamente. C'è poi anche il problema dei costi - aggiunge l'imprenditore besozzese - che sono in aumento, eccetto quello del vino in sé, ma il costo di bottiglie, capsule e tappi è incrementato. Bisogna poi capire anche l'atteggiamento degli operatori del settore stranieri, soprattutto americani, che sono un punto di riferimento, dovuto alla guerra in Ucraina. Speriamo che vengano ugualmente al Vinitaly».

Il vino italiano continua ad andare forte, la qualità non è in discussione, ma tante cose stanno cambiando nella produzione. 

«C'è sempre maggiore attenzione al risparmio energetico in tutta la filiera e al basso impatto ambientale - osserva Bottazzi - sotto questi aspetti, lo Champagne è molto avanti».

Sul mercato italiano negli ultimi anni c'è stata più richiesta di certi tipi di vino, soprattutto in Toscana, Langhe e Veneto, rispetto all'offerta e questo ha ovviamente fatto innalzare il prezzo di alcune etichette. 

«E ha spinto i consumatori a cercare nuovi vini da zone emergenti molto interessanti come ad esempio l'Irpinia, l'Abruzzo e le Marche» spiega l'imprenditore di Besozzo. 

Chi non perde un colpo è il mercato delle bollicine, con la Franciacorta sempre in pole position: in due anni l'aumento delle vendite di questo tipo di vino è stata del 45%. 

 

 

 

Matteo Fontana

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