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Calcio | 29 aprile 2022, 07:50

STADIO APERTO. Mangano: «Tifosi, venite a Lecco. È un appuntamento con la storia». Javorcic: «Noi con la B abbiamo fatto una follia, ma anche la Pro Patria con i playoff»

In vista dei playoff la carica del portiere tigrotto, vera anima da ultrà, che si racconta e cita la sua partita preferita negli anni: «Lecco-Pro Patria 1-3 in D». L'ex mister: «Quando Sala e Le Noci sono diventati allenatori, ho scritto loro "Portate in salvo i ragazzi"»

Mangano e Javorcic a Stadio Aperto

Mangano e Javorcic a Stadio Aperto

Nel solco dei 22 anni di Giulio Mangano scorre un fiume di passione tigrotta. Sa ben caricare compagni e tifosi in vista dei playoff, quando gli si chiede la partita scolpita nel cuore e nella mente in questi anni condivisi con la Pro Patria: «La vittoria 3-1 a Lecco, in serie D». 

A Stadio Aperto riflettori sui playoff proprio in terra lecchese  con un tigrotto da sempre, come Giulio, portiere reduce da una grande prestazione a Crema domenica scorsa, e uno per sempre, Ivan Javorcic. Che ricostruisce «l'autentica follia» compiuta dal Südtirol salito in B, espressioni che possono stupire ma non chi conosce l'ex allenatore della Pro Patria, uomo lucido e sempre sul pezzo, per nulla timoroso però di dare importanza al sentimento.

Del resto, anche di Mangano colpisce l'ardore come la precisione. Studia Scienze politiche, anzi non disdegna un futuro che passi proprio anche dalla politica. Ma la grande passione è il calcio, e confessa che bisogna avere le rotelle un po' fuori posto per decidere di fare il portiere da bambino. La sua crescita con la Pro Patria, la difficoltà di un anno dove tutte le certezze si sono sfilacciate, la chiamata ai tifosi per Lecco: «Venite, c'è un appuntamento con la storia».

Ma Giulio si merita un trenta e lode quando menziona la partita più importante dal cambio di panchina: «La prima, a Vercelli. Abbiamo perso 4-1, sì, ma abbiamo capito cosa fare».

Ne era convinto, spiega, anche Ivan Javorcic: «Quando Massimo Sala e Beppe Le Noci sono diventati allenatori, quando hanno preso questa grande responsabilità, ho mandato un messaggio dicendo loro di prendersi cura dei ragazzi e di portarli in salvo». Non ne ha mai dubitato, quindi ecco che quando la Pro ha agguantato anche i playoff, si possono definire un'altra piccola, gioiosa follia. Come affascina la simbologia che si mette di mezzo, dal successo altoaltesino fortemente tigrotto, tra Ivan, Zaro e la doppietta di Casiraghi, fino a questa partita da giocare proprio a Lecco.

Javorcic loda anche i tifosi, il loro «profondo sentimento, di tante generazioni» e dice di inchinarsi davanti a loro. La questione societaria mette però a rischio l'esistenza dei tigrotti. «Sono sicuro che la Pro avrà il posto che merita nel futuro del calcio».

Allora torniamo a mettere la testa nei playoff, con l'analisi del giornalista Giovanni Castiglioni, e raccogliamo l'appello deciso di Daniele De Grandis. Tutti concentrati, la storia chiama domenica alle 14.30, avvisa Mangano: chi crede in questi giovani, nel progetto, nel dovere di salvare il futuro della squadra simbolo di Busto - così pesantemente minacciato dalle vicissitudini societarie - salga in auto, in pullman, treno e risponda.  

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Marilena Lualdi


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