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Calcio | 02 maggio 2022, 06:00

Il Novara torna in serie C. La Pro Patria delle meraviglie spera di potersi iscrivere

Il sindaco piemontese ieri si è rallegrato per il ritorno nei professionisti dopo un anno di Purgatorio. Come si era impegnato un anno fa nei momenti difficili. Un territorio mobilitato per la sua squadra: ecco cosa salva il futuro di una società. Altrimenti non ci sarà alcun derby del Ticino

Il post del sindaco di Novara

Il post del sindaco di Novara

Il Novara torna ufficialmente nei professionisti con un pareggio a Gozzano: dopo un anno di Purgatorio in serie D, riaffiora nel calcio professionistico. Si preannuncia dunque il ritorno di un derby rovente, quello del Ticino insomma?

Forse. Perché adesso è il futuro della Pro Patria in forse. Sì, la Pro Patria dei miracoli, quella che doveva salvarsi e ora ha superato addirittura il primo turno dei playoff. Ma non si intravedono trattative decisive all'orizzonte per far sì che scatti l'acquisto dopo l'annuncio del consorzio Sgai - detentore del novanta per cento delle quote, il dieci per cento è rimasto a Patrizia Testa - che non può più investire nella società di Busto Arsizio. Pro Patria ieri capace di realizzare un altro prodigio: battere il Lecco che si sentiva già predestinato nella gara successiva di playoff.

Il sindaco di Novara Alessandro Canelli nelle scorse ore ha pubblicato questo post: «Dopo solo un anno il Novara Calcio torna tra i professionisti. Un ringraziamento innanzitutto ai tifosi che non hanno mai fatto mancare il loro sostegno anche nei momenti più bui della scorsa estate e ovviamente un grande ringraziamento alla proprietà, all’allenatore e ai giocatori. Un particolare grazie al Presidente Ferranti che ha creato una società dal nulla e con grande entusiasmo e credendoci sempre ci ha immediatamente riportati in serie C. Missione compiuta!».

Al di là di questo messaggio di sostegno, Canelli si era mobilitato lo scorso anno, quando era successo il peggio per il club. Certo, c'erano le elezioni, che il sindaco ha però vinto per la seconda volta, con il 70%. Non temeva, insomma, ballottaggi.

Novara, quella che ha chiuso tutto, quando c'era da andare a disputare la gara contro il Milan con un vero e proprio esodo e ha dato altri segnali di mobilitazione quando tutto stava precipitando.

Dall'amministrazione bustocca ci sono stati segnali, come lo stare a fianco della squadra nelle ultime partite: ieri a Lecco, per la giunta, c'erano l'assessore allo sport Maurizio Artusa e il collega Salvatore Loschiavo.

Sul fronte delle vicissitudini societarie regna però il silenzio. Il sindaco Antonelli ha replicato che il potere della politica è molto limitato (LEGGI QUI). Speriamo che almeno l'interesse reale non lo sia, perché era invece palpabile lo scorso ottobre quando ci furono le elezioni.

Il momento di stare accanto alla Pro Patria è adesso, anche mobilitando la città e portando visibile sostegno alla squadra, il che potrebbe mostrare ai potenziali compratori quanto valgano i tigrotti per il territorio. Adesso o mai più, nel senso che i tigrotti - quelli chiamati a Trieste mercoledì a una nuova sfida di playoff - potrebbero sparire dagli schermi.

Ma. Lu.


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