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Politica | 05 maggio 2022, 20:43

Busto, la minoranza chiede di “ufficializzare” i rappresentanti dei quartieri. Il sindaco: «Meglio referenti non formali»

In commissione si discute sui rappresentanti dei vari rioni. L’opposizione chiede di “regolamentare” queste figure, mentre per la maggioranza si tratta di un “non problema”. Qualche scintilla tra Antonelli e il Pd

Busto, la minoranza chiede di “ufficializzare” i rappresentanti dei quartieri. Il sindaco: «Meglio referenti non formali»

Discussione accesa in commissione sui rappresentanti di quartiere. L’opposizione chiede di “regolamentare” queste figure, mentre per la maggioranza si tratta di un “non problema”. E dopo un dibattito a tratti vibrante, anche il sindaco Emanuele Antonelli, già dubbioso sulla necessità di ufficializzare il ruolo «con una stelletta», afferma che «forse è meglio avere dei referenti non formali».
Botta e risposta con Cinzia Berutti del Partito Democratico sull’ascolto riservato agli «amici», termine usato dallo stesso Antonelli. «Intendo amici della città – ha ribattuto il primo cittadino –. Non ho scelto chi ha iniziato a chiamarmi quando sono diventato sindaco».

L’origine della discussione

Tutto nasce da una comunicazione che il presidente della commissione 3 Luca Folegani, capogruppo di Fratelli d’Italia, aveva fatto pervenire proprio a Berutti. Il testo in questione conteneva una risposta del sindaco in cui si faceva riferimento ai «rappresentanti di quartiere».
Ecco allora la richiesta di Berutti e del Pd – a cui si sono associati tutti i capigruppo di minoranza – di fare chiarezza su queste figure (leggi qui).

«Dobbiamo stare attenti alle risposte che diamo – ha osservato Antonelli –. Confermo di aver scritto che avevo coinvolto i rappresentanti di quartiere, ma non abbiamo rappresentanti ufficiali. O meglio, tutti i cittadini lo sono, ma le modalità di confronto per ora sono semplici telefonate, mail, messaggi che arrivano quasi giornalmente anche ai consiglieri».

In sostanza non si tratta di persone elette o nominate, ma di figure più o meno storiche che «gratuitamente ma con grande impegno ci avvisano dei problemi e ci danno una grossa mano».
Nel programma elettorale si parlava di individuare dei referenti: «Non l’abbiamo ancora fatto ufficialmente e dobbiamo capire se farlo. Per me lo sono già senza bisogno di una stelletta», ha spiegato Antonelli.
Aggiungendo che «non do ascolto a tutti. Se mi chiamano, per esempio, per spegnere l’inceneritore probabilmente non rispondo neanche, perché non era nel programma e perché probabilmente lo fanno per fare polemica».

Referenti “ufficiali” sì

«Lodevole che il sindaco ascolti le segnalazioni e che i cittadini si diano da fare – ha osservato Santo Cascio (Progetto in Comune) –. Ma è doveroso dare a questa relazione sinergica una struttura per impedire che avvenga ciò che sta già sta succedendo, cioè che ci si chieda chi abbia eletto queste persone. A Sant’Anna ci sono due realtà, a Borsano c’è doppia rappresentanza. Occorre fare lo sforzo di proporre questa regolamentazione, così che ogni quartiere possa eleggere un proprio rappresentante».

D’accordo Berutti, che ha fatto notare come «le incomprensioni possono nascere dalla poca chiarezza nell’individuazione di queste figure di riferimento. Non sempre una soluzione che viene proposta è condivisa nel quartiere».
Gigi Farioli (Popolo, Riforme e Libertà) ha ricordato l’esperienza dei comitati di quartiere, che non riproporrebbe in quella forma. È però necessario, sostiene, «affrontare il tema uscendo dall’improvvisazione, trovando un modo per legittimare e dare riconoscibilità a questi rappresentanti».

«Ci riempiamo tutti la bocca con la parola trasparenza – ha aggiunto Gianluca Castiglioni (Busto al Centro) – ma se non c’è una regolamentazione il principio viene un po’ meno. Capisco che trovare un metodo per eleggere questi rappresentanti non è semplice, ma un coinvolgimento dei quartieri nelle scelte amministrative è doveroso».

Referenti “ufficiali” no

Per i consiglieri della maggioranza intervenuti, invece, non occorre modificare o regolamentare l’attuale modus operandi. Orazio Tallarida (Forza Italia) ha citato il caso del suo quartiere, Borsano, dove «c’è una persona che ha a cuore quello che succede. Lui verifica, controlla e riferisce al consigliere comunale di quel quartiere. Siamo noi d’altronde a rappresentare i cittadini».

«Rappresentante di quartiere è chiunque si interfacci con l’amministrazione – è intervenuto Folegani –. Mi pareva talmente ovvio che mi sembra paradossale un’interrogazione ad hoc. Bastava un semplice chiarimento, senza la bagarre». Termine, quest’ultimo, non apprezzato da Cascio: «Si tratta proprio di una semplice richiesta di chiarimento. Mi sento offeso se quando pongo una questione questa viene vista come una perdita di tempo».

In ogni caso, per Folegani «i bustocchi ci hanno votato affinché fossimo noi i referenti con cui interfacciarsi. Il problema dei rappresentanti di quartiere mi sembra un “non problema”».

Scintille finali

«Io non ascolto più le voci del bar dello sport e vorrei che voi faceste lo stesso – ha detto Antonelli ai consiglieri – perché sono spesso inutili o legate a motivi politici. Noi ne abbiamo parlato, ma sentendo questi discorsi penso sia meglio avere referenti non formali. D’ora in avanti non parleremo più di comitati di quartieri, ma di cittadini-amici che tengono alla loro città».

«La parola amici individua un certo significato – ha replicato Berutti, che poco prima aveva affermato che non tutti coloro che si rivolgono all’amministrazione ricevono la stessa attenzione –. Gli amici si scelgono. Il discorso andrebbe allargato. Non per ragioni di scontro, ma di confronto».

A questo punto i toni si sono un po’ surriscaldati: «Intendevo amici della città – ha precisato Antonelli –. Non mi sono scelto chi ha iniziato a chiamarmi quando sono diventato sindaco. Ma io perché dovrei avere degli amici che mi dicono di far qualcosa a Busto? Ci penso da solo. Io non ho bisogno di persone che magari manda anche lei, dico a questo punto, per andare contro qualcosa che ha fatto l’amministrazione».

La regolamentazione dei referenti di quartiere, dunque, non pare proprio imminente. Antonelli ha però anticipato l’intenzione di tornare nei vari rioni insieme alla giunta per incontrare i cittadini. E, almeno su questo, non ci sono divisioni.

Riccardo Canetta

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