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Valle Olona | 07 maggio 2022, 16:20

VIDEO. Olgiate onora i carabinieri con un monumento: «Quando abbiamo avuto bisogno di voi, ci siete sempre stati»

Inaugurato questa mattina dal sindaco Montano: «Contribuite a rendere più sicuro il nostro paese e a migliorare la qualità della vita di tutti»

VIDEO. Olgiate onora i carabinieri con un monumento: «Quando abbiamo avuto bisogno di voi, ci siete sempre stati»

La fiamma simbolo dei Carabinieri, che rappresenta lealtà e fedeltà, che veglia sopra ad un uomo dell’arma che aiuta un piccolo in difficoltà: è questa l’immagine che l’artista Enrica Battiston ha deciso di rappresentare sopra il nuovo monumento ai Carabinieri. A inaugurarlo oggi il sindaco Gianni Montano.

Alla presenza di Franco Novati, dirigente del commissariato di Busto Arsizio, del colonnello Gianluca Piasentin, comandante provinciale dei Carabinieri di Varese, del tenente colonnello Paolo Enrico Colombiani Rossi, delegato del Comandante corpo d’Armata reazione rapida Nato, del tenente Nicolò Cecerè della guardia di finanza Busto Arsizio, di Enrico Vettori, rappresentante della Provincia di Varese, del sostituto procuratore Alessandra Calcaterra del tribunale di Busto, del capitano compagnia di Busto Annamaria Putortì e del Maresciallo Pietro Lisbona della stazione di Castellanza, il sindaco di Olgiate ha spiegato il motivo che ha spinto la comunità a tributare questo onore agli uomini e alle donne dell’arma.

«Tutte le grandi amicizie – ha sottolineato Montano – si nutrono di gesti quotidiani, che si concretizzano in momenti di aiuto e condivisione. Anche questo è un momento che suggella questa vicinanza, un momento in cui inauguriamo quello che è un segno tangibile del rapporto di amicizia e di fratellanza che c’è tra la comunità e i Carabinieri. Quando abbiamo avuto bisogno dell’arma, l’arma c’è sempre stata; non a caso quando siamo in difficoltà la prima frase che pensiamo è “chiamiamo i Carabinieri”, perché in noi c’è la sicurezza che loro rispondano sempre... Contribuite a rendere più sicuro il nostro paese e a migliorare la qualità della vita di tutti».

Un monumento, dunque, quello collocato di fronte all’ingresso principale delle scuole Ferrini e a quello del parco Opai, che ricorda concretamente questo rapporto, anche grazie ad un’iconografia che ha radici profonde nella storia olgiatese.

«L’immagine di questo monumento – ha proseguito Montano – è quella del carabiniere che accoglie e che aiuta un bambino in difficoltà; un’immagine che richiama la memoria storica dell’Opai, dove c’è una statua di un infermiere che accoglie i bambini che qui venivano per sfuggire alla malattia.Questa immagine è parte della storia di Olgiate, come da oggi lo sarà anche quella che stiamo inaugurando».

Alla presenza di moltissimi olgiatesi, e dei rappresentanti delle amministrazioni di Marnate e Castellanza, la Fanfara del III reggimento dell’arma dei Carabinieri ha accompagnato tutta la cerimonia di inaugurazione, che ha rappresentato anche l’occasione per alcuni esponenti dell’arma, passati e presenti, per rinnovare il loro impegno nei confronti della comunità olgiatese.

«L’arma – ha spiegato il generale Nazzareno Giovannelli, presidente di Anc Lombardia – è profondamente radicata nella comunità italiana, a cui è sempre vicino; questo monumento rappresenta bene questo concetto, così come rappresenta la vicinanza dei cittadini e dell’istituzione ai Carabinieri. Inoltre la fiamma è un ricordo perenne dei valori che l’arma rappresenta, e che sono sempre in noi anche dopo la fine del servizio attivo». Anche il Comandante provinciale dei Carabinieri di Varese ha voluto ringraziare la comunità olgiatese per il gesto compiuto oggi.«Da parte di tutti noi – ha commentato il colonnello Gianluca Piasentin – vorrei esprimere la profonda gratitudine per la scelta di erigere questo monumento, un’iniziativa fortemente voluta dall’amministrazione olgiatese e da tutta la comunità. L’immagine stilizzata che si è voluto rappresentare è la perfetta sintesi della nostra missione: essere sempre vicini ai cittadini e aiutare soprattutto le fasce più deboli».

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L. G.

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