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Busto Arsizio | 14 maggio 2022, 19:25

«Per i cittadini noi infermieri ci siamo sempre»

In occasione della Giornata dell’infermiere, l’Opi era presente a Busto Arsizio per misurare parametri vitali e valorizzare il rapporto di fiducia con i cittadini. Il capogruppo leghista Albani sottolinea il «ruolo centrale» di questi professionisti durante la pandemia. L’assessore Reguzzoni: «Figura da valorizzare non solo con gli encomi, ma anche in termini economici»

«Per i cittadini noi infermieri ci siamo sempre»

In occasione della Giornata internazionale dell’infermiere, che ricorre il 12 maggio, oggi l’Ordine delle professioni infermieristiche (Opi) di Varese, presieduto da Aurelio Filippini, era presente in centro a Busto Arsizio per misurare parametri vitali e, più in generale, incentivare la prevenzione e valorizzare il rapporto di fiducia con i cittadini.

«Un’iniziativa che Opi porta avanti a Varese dal 2010 e, da qualche anno, anche a Busto – spiegano il vicepresidente Marco La Monica e il tesoriere Alessandro Navantieri –. Insieme agli studenti di infermieristica, abbiamo incontrato i cittadini per misurare pressione arteriosa, saturazione dell’ossigeno e frequenza cardiaca, parlando di salute e prevenzione».

Il gazebo dell’Opi è tornato in via Milano dopo due anni di pausa forzata dovuti alla pandemia: «È giusto essere sul territorio, come previsto anche dalla riforma», affermano.
«Si sente spesso che gli infermieri sono stanchi – sottolinea La Monica –. È vero, siamo pochi, ma i cittadini devono sapere che noi infermieri ci siamo, siamo vicini ai loro bisogni di cura e questo aspetto non cambierà mai».

«È un onore avere l’Opi nella nostra città», dice Alessandro Albani. Il capogruppo consiliare della Lega svolge la professione di coordinatore infermieristico. «Tutti i professionisti della sanità - prosegue - hanno vissuto un periodo drammatico a causa della pandemia. Gli infermieri hanno avuto un ruolo centrale, coniugando competenze e professionalità a un forte rapporto relazionale nei confronti del malato».

Anche l’assessore all’Inclusione sociale Paola Reguzzoni si è soffermata al gazebo dell’Opi. «Li ho ringraziati – spiega – perché con il Covid hanno dovuto affrontare momenti difficili. Spesso sono stati l’unico collegamento tra la famiglia e il malato, talvolta anche nelle ultime ore. La figura dell’infermiere dovrebbe essere valorizzata non solo con gli encomi, ma anche in termini economici. Vedremo se con la riforma verrà maggiormente considerata. Senza dimenticare che le mancanze di personale non riguardano solo i medici, ma anche gli stessi infermieri».

R.C.

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