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Territorio | 14 maggio 2022, 07:30

«Sfrattato con moglie malata e cinque figli. Non mi affittano una casa perché ho un contratto a tempo determinato»

Ernest Ofosu racconta la sua odissea a Cassano: «Il 16 giugno saremo per strada, lavoro ma non trovo un tetto sotto cui possiamo vivere». Il sindaco Poliseno assicura che si sta seguendo il caso, ma la famiglia non ha inoltrato domanda per gli alloggi popolari e attualmente non sono disponibili abitazioni grandi

Ernest e l'avviso dello sfratto

Ernest e l'avviso dello sfratto

Lui 46 anni con un lavoro a tempo determinato, la moglie diabetica e con altri problemi di salute e cinque figli. Questa famiglia tra un mese non avrà più una casa, non avrà più un tetto sotto cui vivere. Fra un mese subiranno le conseguenze di quella brutta parola che non avrebbero mai voluto sentirsi dire: sfratto.

Succede a Cassano Magnago dove Ernest Ofosu, ghanese, con la sua numerosa famiglia, una ragazza di 17 anni, una bambina di nove e tre gemellini di cui due maschietti e una femminuccia di sette anni non avranno più un appartamento. Attualmente vivono in affitto in un alloggio piccolo in via Garibaldi, troppo piccolo per ospitare padre, madre e cinque figli, tant’è che anche il giudice ha ritenuto inadeguato questo alloggio, ha decretato che non presenta i requisiti di abitabilità. «In sette dividiamo 65 metri quadri – spiega Ernest – Due piccole camere, un soggiorno in cui è annessa la cucina e un piccolo bagno». Sta di fatto che il 16 giugno scatta lo sfratto e il papà non riesce a trovare chi affitta un alloggio perché non ha un lavoro a tempo indeterminato.

«Prima lavoravo in una cooperativa di servizio a Malpensa – prosegue – ora in un’azienda chimica di Sumirago. Però ho un contratto a tempo determinato e per questo le agenzie non riescono a darmi in affitto una casa». D’altra parte il Comune non può lasciare i minori e una madre per strada. Il punto è che Ernest non ha inoltrato a tempo debito la richiesta in Comune. «Ho provato a parlare, ma mi hanno detto che l’anno scorso, non avendo presentato la domanda per il bando, ora non possono intervenire. E io non so dove andare e il 16 giugno devo liberare la casa». La situazione si aggrava anche perché la moglie è diabetica e ha ulteriori problemi di salute.

Da parte sua il sindaco Nicola Poliseno assicura che l’amministrazione comunale sta facendo tutto quello che è necessario per evitare che la famiglia resti in strada. «Il caso lo conosciamo e lo stiamo seguendo – afferma il primo cittadino - Il problema innanzitutto è che la famiglia non ha inoltrato domanda per le case popolari. Inoltre necessiterebbe di un appartamento grande e attualmente non abbiamo alloggi popolari disponibili di quelle dimensioni. Certo è che la partita si gioca con la disponibilità della famiglia e delle relazioni familiari. Abbiamo coinvolto anche enti no-profit che stanno facendo salti mortali. Gestiremo la faccenda nella totale privacy e faremo tutto quello che è necessario per aiutarli».

Il primo cittadino ha fatto presente che anche in altre situazioni simili l’amministrazione comunale ha sempre messo in campo una serie di interventi. «Come Comune non lasciamo indietro mai nessuno – fa notare il sindaco – Siamo sempre intervenuti cercando ad esempio di ritardare lo sfratto, elargire contributi, sostegni economici, anticipi, dialogare con agenzie, dare consigli».

Laura Vignati

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