Salute - 14 maggio 2022, 15:33

Terremoto Sanità a Gallarate?

Il centrosinistra cittadino, in piazza con un gazebo, parla di “area sanitariamente disagiata” con particolare, non esclusivo, riferimento alla fuga di medici dal Sant’Antonio Abate. Appello alla maggioranza e ad altri comuni per costituire un fronte compatto

Centrosinistra in piazza Libertà per il Sant'Antonio Abate

Centrosinistra in piazza Libertà per il Sant'Antonio Abate

Stato di calamità sanitaria”e “Scoprire l’ospedale di Gallarate per coprire quello di Busto” sono due delle immagini più forti utilizzate dal centrosinistra nella città dei due galli per descrivere la situazione del nosocomio cittadino. Recentemente, di Sant’Antonio Abate si è parlato in una commissione speciale Sanità con “ospite d'onore” Eugenio Porfido, direttore generale di Asst Valle Olona. Al centro dell’interesse, il futuro ospedale Busto/Gallarate e le strutture, storiche e non, di via Pastori. Tema, il secondo, affrontato su sollecitazione perché, sebbene le prospettive legate al presidio esistente fossero all’ordine del giorno, l’attenzione ha rischiato di concentrarsi solo sull’erigendo ospedale di Beata Giuliana.

Oggi il centrosinistra ha dato seguito ai richiami fatti in commissione con gazebo e volantinaggio in piazza Libertà. Giovanni Pignataro, capogruppo Pd in Consiglio comunale: «Occorre trovare una strada percorribile per arrestare la fuga di medici da Gallarate. C’è un terremoto sanitario in atto e, di fronte a questa situazione di emergenza, occorrono interventi di emergenza. Siamo consapevoli che questa è una metafora forte ma le informazioni che raccogliamo dai cittadini sono pessime, a dir poco».

Parola a Michele Bisaccia, medico di Medicina generale, gruppo Margherita Silvestrini sindaco: «La situazione disastrosa che possiamo ricostruire è frutto delle testimonianze dei pazienti. Le informazioni ai medici di base sul funzionamento dei reparti vengono da loro, non dalle istituzioni. Parliamo di ritardi inaccettabili nelle date fissate per i controlli o di attese interminabili per conoscere l’esito di esami. I colleghi ospedalieri non possono essere colpevolizzati ma, è evidente, qualcosa non funziona».

Numero esiguo di figure al servizio dell’utenza e rimescolamenti, sull’asse Busto/Gallarate, che rischiano di essere penalizzanti fino, come minimo, all’attivazione del nuovo ospedale: questa la lettura del Partito Democratico e degli alleati. Ancora Pignataro: «Bisogna lavorare in modo efficace per ricostruire l’organico dei medici». Sul tema, il direttore generale di Asst, Porfido, era intervenuto, anche accennando le limitazioni nella possibilità di importare risorse dall’estero, a partire dal Sud America: «Le strutture che meglio sopravvivono al fenomeno dell’esodo dei medici, e in particolare degli specialisti, sono tendenzialmente monopresidio e universitarie: si portano dietro la partita degli specializzandi, utilizzabili e assumibili. Altrove, si vive la nostra situazione». «Ma a Gallarate il fenomeno è più rilevante rispetto, per esempio, a Varese» insistono i rappresentanti del centrosinistra.

«Uno dei temi – ha sottolineato Margherita Silvestrini – è la dismissione di servizi (paventata anche da Porfido, ndr) e la penalizzazione di processi multidisciplinari, anche in ambiti nei quali l’offerta di Gallarate era considerata esemplare. Riceviamo continue segnalazioni dai cittadini. Un esempio? Fine 2019, persona con problema alla prostata. Si mette di mezzo il Covid ma, anche dopo, le cose non si sbloccano. È stato necessario il ricorso al catetere e il paziente è tuttora in attesa di intervento». Altri tasti dolenti: Pediatria, Diabetologia, Pronto soccorso (pazienti, riportano le segnalazioni raccolte dalle opposizioni gallaratesi, che, pur essendo del territorio, finiscono altrove, a Varese o Legnano).

«I problemi che registriamo – sottolineatura di Cesare Coppe, Città è vita - producono altri problemi. Servono risposte tecniche e concrete». Di Carmelo Lauricella, Pd, l’osservazione su servizi passati a Busto: «In alcuni casi sembra di assistere al classico "fare di necessità virtù", mascherando un taglio con una razionalizzazione».

Prossimi passi annunciati da Anna Zambon, Pd: «Continueremo a organizzarci per raccogliere firme, i cittadini sono sensibili rispetto al diritto alla salute. Anche oggi li abbiamo sentiti denunciare le condizioni disastrose del nostro presidio ospedaliero».

Una campagna in cui il centrosinistra gallaratese spera di non essere solo: «Crediamo che altre forze politiche possano condividere. E anche altri comuni. A partire da quelli che andranno al voto, come la vicina Cassano».

Stefano Tosi

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