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Gallarate | 17 maggio 2022, 18:55

Ispezione del Ministero di Economia e Finanza a Gallarate: Città è vita all'attacco

Il gruppo di minoranza torna sul tema, partendo da Amsc. Fra i punti toccati dal duro comunicato diramato dalla realtà civica, le risposte fornite al Mef dall'attuale sindaco, Andrea Cassani, e le azioni, partendo da Commerciale Gas, poste in essere dal suo predecessore, Edoardo Guenzani, e dall'ex assessore al Bilancio, Alberto Lovazzano

Ispezione del Ministero di Economia e Finanza a Gallarate: Città è vita all'attacco

Amsc continua a fare parlare. Crocevia di servizi e interessi, di polemiche e discussioni infinite, Amsc ha occupato uno spazio rilevante nella vita pubblica gallaratese. A distanza di alcuni giorni dall'ultima Commissione Bilancio chiesta dalle minoranze per approfondire temi e modalità dell'ispezione effettuata dal Ministero di Economia e Finanza a Gallarate (focus proprio su Amsc) dirama un comunicato particolarmente duro il gruppo di minoranza "Città è vita". Realtà che espresse il precedente sindaco, Edoardo Guenzani, il quale, con l'assessore al Bilancio, Alberto Lovazzano, prese decisioni di peso sulla società di via Aleardi. Inclusa la cessione della Commerciale Gas. Risposte dell'attuale sindaco, Andrea Cassani, perdite e scelte di un passato più o meno  recente nel testo che segue.  

L’ultima commissione Bilancio, convocata dalle forze di opposizione, ha presi in esame le irregolarità e le carenze che il ministero dell’Economia e delle finanze ha contestato al Comune di Gallarate a marzo 2021.A distanza di una settimana dall’incontro, intendiamo porre l’attenzione sul primo dei rilievi compiuti dal Mef, in particolare su Amsc (su sette solo per due di questi sono state riscontrate risposte tali da poterli considerare superati; per gli altri cinque sono state confermate le irregolarità ed è stata inoltrata segnalazione alla Corte dei Conti).

Ciò che emerge dai documenti è di una gravità assoluta, amministrativa e politica: ci dà l’occasione per riscattare l’azione amministrativa della giunta Guenzani e l’azione politica dell’opposizione. La prima, svolta con competenza da persone capaci ed esperte (le stesse che in questi anni sono state insultate e ricoperte di infamie); la seconda è stata capace di tenere sempre accesi i riflettori sulle preoccupanti condizioni delle partecipate. Nel 2016 il programma elettorale del sindaco Cassani prometteva il rilancio di Amsc, annunciato poi a più riprese nel corso del suo mandato. Il risultato di questi annunci? Oltre 11 milioni di euro di perdite in cinque anni. Fra tutte le evidenze, il Mef contesta quanto segue: “Ciò che emerge in riferimento alla controllata Amsc Spa, è una situazione caratterizzata da obiettive criticità, con risultati di esercizio fortemente deficitario in tutto il triennio 2016-2018 e un processo di transizione ancora incompleto e indefinito”.

Nella risposta che il sindaco indirizzò al Mef a luglio dell’anno scorso, affermava che nel decennio precedente si era fatto molto per razionalizzare le partecipate e lamentava all’ispettore di non aver dato valore a quanto fatto dal Comune di Gallarate riguardo le sue partecipate, allegando a comprova una serie di dodici partecipate oggetto di iniziative di riorganizzazione. Peccato che a metà agosto il Mef rispondeva così: “Elenca una serie di iniziative riorganizzative avvenute, però, prima del 2015”. Ci rendiamo conto? Il sindaco difese il non operato della sua amministrazione citando quanto fatto dalla giunta Guenzani. Ma non è tutto: la prima azione di razionalizzazione del sindaco risultava essere la vendita di Commerciale gas. Nella sua lettera si vantava di come il Comune avesse registrato un introito di 12,2 milioni di euro dalla vendita di Commerciale gas, utilizzati a decurtazione del rilevantissimo debito di Amsc (che, ricordiamo, nel 2011 era di circa 33 milioni di euro).

Questa è proprio l’operazione che Cassani e la sua maggioranza hanno fortemente contestato e che ancora citano come la vera causa delle ingenti perdite che Amsc ha realizzato negli ultimi cinque anni. Anni e anni di propaganda bruciati in poche pagine: il Mef bacchetta Cassani, Cassani si gonfia il petto parlando delle azioni promosse dalla giunta Guenzani, che vergogna. Al termine dello scambio epistolare tra Comune e Mef, il verdetto era il seguente: “Le giustificazioni addotte dal Comune non sono, pertanto, accoglibili e il rilievo resta confermato”. In generale, il Mef afferma che “i risultati di esercizio sensibilmente in perdita e le corrispondenti riduzioni del patrimonio netto fanno ritenere, in estrema sintesi, che il gruppo Comune di Gallarate in questi ultimi anni stia distruggendo il patrimonio”.

Per anni siamo stati accusati di aver svenduto i gioielli di famiglia; ora, oltre a smentirsi, è certificato che sia l’amministrazione Cassani a distruggersi i gioielli di famiglia. Con buona pace di Tafazzi… Non possiamo sorvolare sul fatto che gli ispettori del Mef siano arrivati in città, per la prima volta da che si abbia memoria, e non possiamo tacere che il consiglio comunale sia stato volutamente tenuto all’oscuro di questi rilievi, in piena campagna elettorale: è nostro dovere rimarcare che i documenti sono stati mantenuti riservati agli stessi consiglieri fintanto che la notizia è apparsa sui giornali. E dobbiamo dire che proviamo un grandissimo imbarazzo per un sindaco che, colto in fallo nella sua inadeguatezza, prova a giustificare il proprio operato con le scelte dei propri predecessori, cercando di distogliere l’attenzione dall’oggetto della discussione. Ora ci appare decisamente motivata la repulsione di Cassani nei confronti dei burocrati romani: la maggior motivazione a supporto del voto favorevole alla deroga al dibattito pubblico sull’ospedale unico era proprio il tenerli alla larga dalla città. Perché quando arrivano tecnici capaci, inflessibili e competenti son schiaffoni.

Redazione

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