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Gallarate | 23 maggio 2022, 14:55

Nuova vita al Sant’Antonio Abate di Gallarate e alla sua area: posizione, potenzialità, servizi (socio)sanitari e non solo

Conferenza stampa di “Centro popolare Gallarate” con “Popolo della famiglia” e “Rinascita della Democrazia cristiana” sui temi della sanità. Percepibile insoddisfazione per le informazioni ricevute sinora da Ats e Asst. Si pongono temi (destinazione residenziale, commerciale e a terziaria di un parte dell’area), si cercano interlocutori (in prospettiva Accordi di programma), si muovono proposte (corso universitario per infermieri in un presidio che deve mantenere servizi sanitari e sociosanitari). Ma si parla anche di residenziale, terziario, commercio

Da sinistra, Luigi Galluppi, Donato Lozito, Carlo Bonicalzi

Da sinistra, Luigi Galluppi, Donato Lozito, Carlo Bonicalzi

Titolo, “Nuovo ospedale e destino del Sant'Antonio Abate". Svolgimento del tema, sulla base delle informazioni attualmente disponibili, firmato da “Centro popolare Gallarate” con “Popolo della famiglia” e “Rinascita della Democrazia cristiana”. Il testo o, per uscire dalla metafora scolastica, il documento, protocollato in Comune, consta di sette pagine e viene reso noto alla stampa in un momento non casuale, cioè la vigilia di una nuova riunione della Commissione straordinaria sanità di Gallarate. Fra i contenuti, la rivendicazione della propria posizione realistica e propositiva sull’argomento, la presa di distanze da arrocchi ritenuti demagogici, la centralità dell’area occupata dal Sant’Antonio Abate, decisiva per la città, e, anche, critiche rispetto ai riscontri ricevuti finora da Ats e Asst su progetti, analisi, sviluppi.

Luigi Galluppi, consigliere comunale: «Alla terza seduta della “Commissione sanità” presenteremo un documento, protocollato in Comune questa  mattina, con osservazioni e proposte. Partiamo da una posizione realistica, senza inventare slogan inutili, come “Manteniamo il Sant’Antonio Abate così com’è”. Bisogna cambiare perché cambiano gli ospedali, il mondo sanitario e i bisogni. Prendiamo le distanze da chi fa demagogia, sapendo che le competenze sono soprattutto della Ragione». Quindi? «Vogliamo capire che cosa sarà in sette o dieci anni del Sant’Antonio Abate. Si fatica a capire che cosa Regione e Asst devono fare per garantire continuità. C’è la paura di avere un’enorme area dismessa in pieno centro, come avvenuto altrove (Legnano viene citata più volte, Ndr). Per noi serve una vera e propria rigenerazione. Qualcosa è stato prodotto, sono arrivate anche delle planimetrie, con idee su come utilizzare le aree. Ma chiediamo che il plesso si consideri con un’unica concezione. Abbiamo la mezza idea che, da parte di Ats, non pervenuta, e Asst, sia mancata un’analisi puntuale sui bisogni attuali e futuri. E che stia mancando una visione di città, che noi cerchiamo di avere».

Donato Lozito, ribaditi il modus operandi presentato da Galluppi e un percorso nato prima della campagna elettorale, percorso tuttora in essere: « Sul futuro dell’area in cui oggi c’è il Sant’Antonio Abate, non ho capito le proposte di Asst che saranno presentate domani. L’utilizzo futuro del sedime deve essere, per noi, sanitario e sociosanitario (ricorrono i temi della Casa di comunità e dell’Ospedale di comunità, Ndr). Ma ci sarà ancora una grande parte che resterà disponibile. Occorre un piano di rigenerazione con strumenti determinati dall’Amministrazione comunale e non da altri, serve una perimetrazione molto chiara e diventa fondamentale anche il destino del parcheggio, oltre a quello degli immobili. Strumenti? Per noi il concorso d’idee, per coinvolgere risorse e personalità presenti sul territorio. E la sinergia pubblico privato. L’area va riprogettata per funzioni, anche in collegamento con il centro storico e, se possibile, pensando a pedonalizzazioni. Il verde deve giocare un ruolo importante». Dubbi da Carlo Bonicalzi su destinazioni future (alcune di quelle «…indicate comporterebbero investimenti spaventosi») e sulla stessa, precisa identificazione degli immobili (c’è un “derby” dei nomi, fra Majno e Boito): «Siamo sicuri che sappiano di cosa stanno parlando?» sorride. 

Snocciolati in chiusura di conferenza stampa: la possibilità che parte del sito sia dedicata alla residenzialità («per rispondere a bisogni, non pensiamo ad appartamenti di lusso ma a temi come il social housing», così Galluppi), al commercio e al terziario.

Gli interlocutori? Si guarda agli Accordi di programma, in particolare a quello sull’ospedale unico (Regione, Asst, Comuni di Busto e Gallarate, Provincia, Ats – si entra anche nel tema viabilità e delle risorse per i collegamenti) e a quello con Regione, Asst, Gallarate in merito, fra l’altro, a ospedale di comunità, casa di comunità, futuro dell’area del Sant’Antonio Abate: «Qui dobbiamo giocare un ruolo». Domani la commissione speciale. Un'opportunità in più per orientarsi, un nuovo confronto.

Stefano Tosi

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