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Busto Arsizio | 25 maggio 2022, 19:45

La rivincita di Antonio Signorello: il tenore conquista la critica mondiale

Accompagnato dalla pianista Atsuko Nieda, il presidente de “La Ponchielli” nel Music international Grand prix si è classificato primo nelle semifinali per Europa e Canada e secondo nella finale di New York

Il tenore Antonio Signorello

Il tenore Antonio Signorello

Ha conquistato il primo posto nelle semifinali di Canada ed Europa e il secondo nelle finali di New York. Il presidente dell’associazione “La Ponchielli”, nonché tenore Antonio Signorello, si è preso la rivincita. Dopo l’infortunio dei “Pagliacci”, lo spettacolo di lirica per il quale aveva lavorato tanto e che purtroppo non aveva ottenuto il risultato sperato perché un problema alla voce capitato proprio il giorno prima dell’esibizione non gli aveva consentito di esprimere al meglio il suo talento, ora può essere felice. Primo in Europa e Canada e secondo in tutto il mondo.

Antonio Signorello ha preso parte a un concorso internazionale, il Music international Grand Prix che prevedeva diversi step. Nei quarti di finale si è esibito con l’Aria di Leoncavallo “Vesti la giubba”, meglio conosciuto come “Ridi pagliaccio”, nelle semifinali con “Donna non vidi mai” da Manon Lescaut di Giacomo Puccini e nella finale di New York ha scelto un brano sempre di Puccini, “Ch’ella mi creda” da “La fanciulla del west”, intonata alla Recital Hall del Kaufman Music center in Lincoln Square.

La critica gli ha attribuito l’ottimo punteggio di 99/100. Eloquenti le parole degli esperti che hanno valutato la sua voce “dall’inusuale colore caldo nel registro medio e grave, ma anche negli acuti”. Hanno parlato di “performance appassionata, caratterizzata da una potente voce tenorile, esecuzione passionale”. E ancora, “voce ricca, potente registro acuto, senso soddisfacente dello stile”.

«Per me è un grande riconoscimento – commenta il tenore – Spero di poter trasmettere ai miei allievi l’importanza di una grande disciplina finalizzata a conseguire grandi risultati. Naturalmente mi accompagnava la pianista Atsuko Nieda, sempre bravissima che ha saputo sottolineare ogni colore dello spartito, respirando insieme a me. Siamo un duo molto affiatato».

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Laura Vignati

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