Calcio - 25 maggio 2022, 07:16

Pro Patria, il momento della verità e l'attesa dei tifosi

Pomeriggio di trepidazione oggi per l'incontro tra la cordata bustocca e il consorzio che lo scorso novembre aveva acquistato da Patrizia Testa il novanta per cento delle quote. Il gruppo si era messo in moto presto e adesso ha valutato fosse il momento di presentarsi. Con idee precise

Pro Patria, il momento della verità e l'attesa dei tifosi

La testa dei tifosi a Napoli, il cuore sempre ancorato allo Speroni. C'è molta attesa nei sostenitori della Pro Patria sul primo, reale incontro tra la cordata di impronta bustocca e il consorzio Sgai, proprietario del novanta per cento delle quote dopo averle acquistate lo scorso novembre da Patrizia Testa.

Sarà un pomeriggio caldo, quello di oggi, in città: due rappresentanti del gruppo, ancora in cammino verso la formazione definitiva, si confronteranno con il consorzio, guidato attualmente dall'avvocato Antonio Muro.  

Alla fine, i primi a farsi avanti concretamente sono stati gli imprenditori di Busto e zona che già gravitavano con il loro aiuto sul mondo Pro Patria  e adesso sarebbero pronti a trasformarlo in quote societarie. Gente già impegnata nel progetto originario di Patrizia Testa, presente anche all'incontro dal sindaco Antonelli due settimane fa. QUI 

Ciò non toglie che potrebbero presentarsi a Napoli - dopo aver già sondato sul territorio - altri pretendenti, interessati a detenere invece una quota maggioritaria.

Ma il tempo stringe - ormai manca meno di un mese al termine dell'iscrizione - e l'unico segnale tangibile, il primo passo è appunto bustocco. È stato compiuto dopo che altri avevano già fatto domande a Sgai, però l'attesa non è esitazione: coincide sia con lo sforzo di aggregare altri soggetti sia con il mettere a punto un progetto corposo, serio, per far rinascere la Pro e condurla in un tempo storico che ha bisogno una marcia diversa da diversi punti di vista. Si arriva con idee precise. Già ai primi di maggio, infatti, si era al lavoro (QUI), ma in realtà le radici sono più profonde ancora.

Ci si confronterà con Sgai che aveva già detto il 10 aprile - data in cui si svolse l'assemblea dei soci - di essere disposto a non vedersi riconoscere l'intera marginalità. Quanto si potranno ridurre le aspettative del consorzio, che ha immesso nella Pro Patria oltre un milione salvo poi fermarsi con i conti bloccati dall'inchiesta giudiziaria? Quanto vorranno e soprattutto potranno offrire gli aspiranti nuovi soci biancoblù? Si troverà un punto di incontro?

Oggi lo stato dell'arte attuale, le disponibilità, le prospettive della Pro dovrebbero se non altro cominciare ad apparire con maggiore nitidezza, anche se è difficile prevedere una totale, immediata scopertura delle carte tra soggetti che non si sono mai incontrati.

Questo, comunque, non è un gioco. È il confronto su una società simbolo di Busto che è stata già fin troppo ferita, dalle elezioni amministrative dello scorso anno in poi e con una stagione salvata in extremis - anzi ridecollata, oltre le aspettative - con l'intuizione decisiva del direttore sportivo Sandro Turotti di affidarla al duo Sala-Le Noci. Una trattativa, niente romanticismi, ma molta attenzione tra le cifre anche ai cosiddetti valori intangibili.

I tigrotti sono a godersi il meritato riposo, ma ancora negli ultimi minuti dell'allenamento conclusivo avevano una sola parola sulle labbra: «Novità?». Domanda condivisa dai tifosi e da un numero di bustocchi superiore a quello che può apparire in prima battuta, messaggio alla politica che non può sbagliare.

Ma. Lu.


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