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Cronaca | 28 maggio 2022, 12:22

Fuga spericolata dai boschi dello spaccio, la polizia scopre il "trucco" delle auto dei prestanomi

Dopo la fuga di un'automobilista terminata con un incidente gli investigatori del Commissariato di Busto hanno denunciato, oltre al conducente, il proprietario del veicolo per simulazione di reato: aveva denunciato il furto della macchina, in realtà il mezzo veniva utilizzato da alcuni pusher per muoversi nella aree di spaccio della zona

Fuga spericolata dai boschi dello spaccio, la polizia scopre il "trucco" delle auto dei prestanomi

Non si era fermato all'alt intimato dalle pattuglie della Polizia di Stato di Busto Arsizio, innescando un inseguimento da film terminato con un incidente: ora è nei guai. L'episodio risale allo scorso 24 aprile con la fuga spericolata di alcuni individui su una Bmw, notata dalla Volante del Commissariato di Busto Arsizio mentre si aggirava a Castellanza nelle vicinanze di boschi noti per lo spaccio di droga.

Appena vista la pattuglia, il conducente aveva accelerato ed effettuato un pericoloso sorpasso, mentre il passeggero lanciava dal finestrino un sacchetto che, purtroppo, non è stato possibile recuperare. Ne era nato un inseguimento ad alta velocità e con numerosi e spericolati sorpassi, terminato a Cislago, all'ingresso della Pedemontana, dove la Bmw era stata trovata poco dopo essersi schiantata contro il guard-rail, con le chiavi di accensione inserite e le portiere aperte.

Essendo evidente che i suoi occupanti si erano dileguati a piedi, dopo alcune ricerche in zona risultate vane, i poliziotti di via Foscolo hanno recuperato l'auto per effettuare i rilievi di polizia scientifica e gli accertamenti sul proprietario, poiché non risultava alcuna denuncia di furto. Così, se da un lato le impronte digitali hanno permesso di risalire all'identità di uno dei presunti utilizzatori del mezzo - un marocchino di 20 anni in Italia senza fissa dimora - e di denunciarlo per resistenza a pubblico ufficiale, gli accertamenti sul proprietario hanno consentito di individuarlo in un pregiudicato italiano residente a Milano.

La collaborazione tra il Commissariato di Polizia e la Sottosezione della Polizia Stradale di Busto Arsizio ha portato alla denuncia di quest'ultimo per simulazione di reato: è infatti emerso che l'uomo, non nuovo a simili comportamenti, aveva denunciato il furto della Bmw poche ore dopo l'inseguimento e l'incidente, riferendo però circostanze di tempo e di luogo assolutamente incongrue. L'auto, tra l'altro, poco tempo prima era già sfuggita a un controllo della Polstrada, della quale lo stesso proprietario aveva già denunciato il furto lo scorso mese di aprile e che poco dopo era stata trovata in possesso di quattro nordafricani.

Dalle indagini svolte parallelamente dai due uffici della Polizia di Stato è quindi emerso che, secondo un collaudato copione delinquenziale, vetture di grossa cilindrata formalmente intestate a italiani che si prestano a fungere da prestanome
vengono di fatto utilizzate da pusher nordafricani per raggiungere i boschi dello spaccio e fuggire ai controlli delle forze dell'ordine: quando l'auto deve essere abbandonata il proprietario nominale si affretta a denunciarne il falso furto, cercando così di sfuggire dalle responsabilità.


Redazione

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