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Legnano | 21 giugno 2022, 07:30

I Finley sul palco del Paravox Music Tribe di Parabiago. «Emozionante suonare vicino a “casa”»

Giovedì il tour della band legnanese fa tappa al centro sportivo Nino Rancilio. Pedro, frontman e voce del gruppo, ci racconta le emozioni del ritorno sul palco e i progetti futuri

Foto dalla pagina Facebook dei Finley

Foto dalla pagina Facebook dei Finley

Il ritorno sul palco dei Finley dopo due anni con i freni tirati sta riscuotendo un grande successo. Dopo un altro weekend pieno di musica ed emozioni, la band sta caricando le batterie per i prossimi show, uno dei quali in terra lombarda.
Giovedì 23 giugno i Finley saranno infatti sul palco del “Paravox Music Tribe” nel centro sportivo Nino Rancilio di Parabiago.

Il frontman e voce del gruppo “Pedro” (Marco Pedretti) ci racconta la ripresa dei live.

Avete collezionato diversi sold out. Vi aspettavate queste reazioni da parte del pubblico?
Siamo ripartiti in tour in primavera con le prime quattro date dei locali, quando la situazione si stava ripristinando ma non era ancora al top.

Allo stato attuale, abbiamo notato la “voglia” di tante persone che da due anni non vedevano un concerto, ma allo stesso tempo andavamo con i piedi di piombo perché non sapevamo effettivamente quello che ci saremmo trovati davanti.

Invece siamo stati sorpresi piacevolmente dal numero di persone che è venuto a vederci e che ha partecipato con entusiasmo a questi primi quattro eventi, che hanno fatto sold out, in cui siamo riparti anche se in realtà non ci siamo mai siamo fermati.

In questi mesi ci siamo mossi verso il tour estivo comunque con degli eventi all’aperto che facilitano l'afflusso delle persone anche magari più timorose, visto che lo spauracchio del Covid è ancora presente. Abbiamo confermato questa presenza di gente con le tappe di Cuneo e di Cagliari.

Il video che hai girato sul palco durante il concerto di Cagliari è stato impressionante per numero di persone presenti. Raccontaci.
Il video non rende abbastanza l'idea perché ovviamente, come tutte le cose, vederle con i propri occhi rispetto al filtro di una lente di uno smartphone è un'altra cosa. Erano presenti oltre 7000 persone, la bellissima area universitaria non poteva più accoglierne di più.  Non diamo per scontati questi successi, ma per noi è bello vivere nello stesso modo il concerto dando tutto sul palco, sia in presenza di centinaia che di migliaia di persone.

Dopo quasi due anni di assenza forzata dovuta al Covid è difficile ritornare sul palco e controllare le emozioni?
Sinceramente il fattore emotivo è stato molto forte perché quando sei abituato a fare una cosa quotidianamente o settimanalmente è tutto più facile ed automatico. Allo stesso tempo l'impatto emotivo ti permette di dare qualcosa in più sul palco.  

Se da una parte avevamo meno certezze per il fatto di non fare più una cosa alla quale eravamo abituati, dall’altra il fatto di avere tanta voglia di risalire su quel palco e ritrovare tante persone che avevano il desiderio di condividere serate speciali ha giocato da “plus”.

In questo tour state portando i vostri successi e gli inediti degli ultimi due album. Avete portato anche qualche sperimentazione o qualcosa di nuovo a livello di suono e arrangiamento?
Fondamentalmente è la formula che abbiamo già collaudato e mutato in questi ultimi anni di tour.  Un repertorio con grandissima velocità, arrangiamenti sempre molto forti e anche una cover. Ci piace anche portare un pezzo che magari non avevamo mai interpretato fino ad ora e rendere il tributo a delle band che hanno rappresentato tanto per la nostra formazione musicale.

Tra le diverse tappe – Brescia, Certaldo, Castelfranco, Viterbo – c’è Parabiago, la città più vicina a Legnano. Sarà un evento particolare? Farete il vostro repertorio?
Saremo giovedì 23 giugno al festival “Paravox  Music Tribe”, che dura diversi giorni, con un bel cast di artisti.

Fondamentalmente portiamo avanti in tutte le date la stessa tipologia di show e sarà così anche a Parabiago, una tappa emozionante perché è tanto che non suoniamo vicino a “casa”. Anzi, non ricordo neanche l'ultima data in “zona”.

Come sta andando il lavoro per il nuovo album?
Il percorso presumibilmente non ci porterà a pubblicare un disco subito, ma ci saranno degli step con dei singoli, perché andiamo nella direzione di dare più importanza alle canzoni, come nel mondo musicale moderno con la digitalizzazione e certe forme di streaming.

Oggi c’è tantissima musica e questo porta ad una dispersione nell’ascoltare i prodotti musicali, rendendo difficile ascoltare un intero album. Pertanto il cd non è più l’assoluto protagonista, ma arriva dopo un percorso di avvicinamento fatto di diversi singoli.

Un messaggio per la città di Legnano che vi aspetta?
Con la nostra città abbiamo un legame particolare perché siamo cresciuti musicalmente lì, abbiamo mosso i nostri primi passi e siamo connessi alla nostra realtà. Siamo orgogliosi di far parte della città di Legnano e di esserne per certi versi anche uno dei simboli.

Siamo molto felici di suonare al festival di Parabiago perché saremo veramente a due passi da Legnano.

Ritornare a fare un bel concerto vicino casa, dove avremo anche tanti nostri amici ed affetti, è sempre bello e particolare, soprattutto quando ti trovi davanti tante facce amiche e le persone che ti seguono: questo ti dà quella motivazione in più per fare ancora meglio.

Raffaele Specchia

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