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Economia | 28 luglio 2022, 14:36

Approvato il bilancio consolidato semestrale abbreviato del gruppo Acsm Agam al 30 giugno 2022

Il Gruppo prosegue, anche nell’attuale contesto macroeconomico critico, nell’attività di mantenimento, potenziamento e sviluppo in tutti i business presidiati, con investimenti realizzati all’insegna della sostenibilità, a beneficio dei territori di riferimento

Marco Canzi, presidente di Acsm Agam

Marco Canzi, presidente di Acsm Agam

Il Consiglio di Amministrazione di Acsm-Agam S.p.A. ha approvato il bilancio consolidato semestrale abbreviato del Gruppo al 30 giugno 2022.

I dati economici e gestionali riferiti al primo semestre 2022 non comprendono, in applicazione del principio contabile internazionale IFRS 5, i risultati relativi alle concessioni distribuzione gas non strategiche detenute dal Gruppo (riferiti alla controllata Serenissima Gas e al ramo d'azienda della concessione gas di Mogliano Veneto, detenuto dalla società controllata Lereti), oggetto di un accordo di vendita il cui closing si è perfezionato in data 1° aprile 2022. I dati economici e gestionali riferiti al primo semestre 2021 sono stati conseguentemente riesposti.

L’ammontare complessivo dei ricavi delle vendite consolidate nel primo semestre 2022 risulta pari a 368,0 milioni di Euro, in importante incremento rispetto al 2021 (217,4 milioni di Euro) principalmente per effetto dello straordinario rialzo dei prezzi dei vettori energetici, connesso al particolare contesto in cui versano tutti i mercati in questo periodo; per il forte sviluppo delle attività di efficientamento energetico (ecobonus e superbonus 110%) e per la posta non ricorrente relativa alle c.d. “Partite Pregresse” su tariffe idriche riferibili agli anni 2010 e 2011.

I costi riferiti al personale, espressi al netto delle poste capitalizzate per investimenti (pari a 5,6 milioni di Euro), ammontano a 19,8 milioni di Euro, in flessione rispetto al primo semestre 2021 (22,2 milioni di Euro, al netto di capitalizzazioni per 5,5 milioni di Euro), riconducibile principalmente alle uscite del personale operante nella concessione igiene urbana del Comune di Varese, cessata in data 31 dicembre 2021. Gli altri costi operativi del primo semestre 2022 sono pari a 286,0 milioni di Euro, anch’essi in importante crescita rispetto al 2021 (147,0 milioni di Euro) correlata a quella dei ricavi, con particolare riferimento allo scenario energetico e ai costi relativi allo sviluppo delle attività di efficientamento energetico, sopra commentati.

La gestione operativa consolidata evidenzia un Margine Operativo Lordo pari a 62,2 milioni di Euro, in forte miglioramento rispetto al 2021 (48,2 milioni di Euro) grazie soprattutto al contributo della BU Reti per effetto delle suddette “Partite Pregresse” in ambito idrico relative alle annualità 2010 e 2011 che hanno più che compensato l’incremento dei costi legati allo scenario energetico (energia elettrica) e la riduzione del WACC imposto dal regolatore per i servizi infrastrutturali dei settori elettrico e gas nel periodo 2022-2027.

In crescita anche i risultati della BU Energia e Tecnologie Smart che ha beneficiato, in particolare nella cogenerazione, dell’incremento dei quantitativi di energia elettrica venduti grazie all’effetto prezzi derivante dallo scenario energetico, e, nelle attività di efficientamento energetico, dello sviluppo interventi Ecobonus e Superbonus 110%.

Flessione nella BU Vendita che ha subito gli impatti legati allo scenario energetico, in particolare nell’energia elettrica, e al decremento dei volumi gas conseguente anche alla riduzione dei clienti in portafoglio. Anche la BU Ambiente, pur rilevando il miglioramento delle attività del termovalorizzatore, ha evidenziato un peggioramento in conseguenza alla cessazione della concessione igiene urbana del Comune di Varese.

Gli ammortamenti relativi alle immobilizzazioni materiali e immateriali nel semestre risultano complessivamente pari a 21,8 milioni di Euro, in lieve flessione rispetto il 2021 (22,7 milioni di Euro). Nel primo semestre 2022 è stato effettuato un accantonamento al fondo svalutazione crediti pari a 3,6 milioni di Euro anche in relazione all’aumentato rischio credito che si prevede in conseguenza del significativo rialzo dei prezzi riferiti alle commodities energetiche registrato nel periodo e degli impatti sugli utenti connessi al preoccupante scenario macroeconomico. Si evidenzia, al 30 giugno 2022, un accantonamento a fondi rischi, non ricorrente, per 2,0 milioni di Euro riguardante l’attività teleriscaldamento, oltre a ordinari accantonamenti di importo minore per 0,2 milioni di Euro, mentre il 2021 non presentava alcun accantonamento di rilevo.

Il Margine Operativo Netto si attesta, a 35,1 milioni di Euro, in incremento rispetto ai 23,6 milioni di Euro del 2021 per le ragioni anzidette.

La gestione finanziaria complessiva del primo semestre 2022 ammonta a -0,4 milioni di Euro, in linea rispetto al 2021 (-0,4 milioni di Euro).

Gli oneri per le imposte nel primo semestre 2022 risultano pari a 10,5 milioni di Euro, nel 2021 il saldo imposte risultava invece positivo e pari a 3,8 milioni di Euro, in quanto includeva i benefici derivanti dall’adesione alla c.d. “opzione di re-allineamento” dei valori fiscali e contabili. Al netto di tale effetto gli oneri per le imposte nel primo semestre 2021 risultavano pari a 7,2 milioni di Euro con tax rate sostanzialmente in linea con il 2021.

Il Risultato netto derivante dalle attività destinate alla dismissione (asset non strategici della distribuzione gas sopraccitata) è positivo e pari 2,8 milioni di Euro (negativo e pari a 0,2 milioni nel 2021); il Risultato Netto del Gruppo del primo semestre 2022, al netto della quota di utile degli azionisti di minoranza, risulta positivo e pari a 25,9 milioni di Euro, in linea rispetto al 2021 (26,1 milioni di Euro) per quanto sopra evidenziato.

A livello patrimoniale, il capitale immobilizzato al 30 giugno 2022 ammonta a 607,0 milioni di Euro in incremento rispetto il 31 dicembre 2021 (574,1 milioni di Euro) per effetto principalmente degli investimenti realizzati nell’esercizio e delle quote a medio lungo termine dei crediti Ecobonus/Superbonus e del credito riferito alle sopraccitate “Partite Pregresse” in ambito idrico, classificati nelle altre attività non correnti.

Il capitale circolante netto è pari a 68,7 milioni di Euro, in flessione rispetto al saldo del 31 dicembre 2021 (86,8 milioni di Euro) per effetto principalmente della dinamica della stagionalità dei principali business in cui opera il Gruppo che si riflette in una significativa contrazione del saldo crediti/debiti per commodities energetiche che compensa il significativo incremento della voce “Altri crediti”, dovuto principalmente ai crediti Ecobonus/Superbonus.

Il Patrimonio Netto risulta pari a 523,1 milioni di Euro, in aumento rispetto a fine dicembre 2021 (517,5 milioni di Euro) grazie al positivo risultato del semestre, nonostante la distribuzione dei dividendi effettuata.

Al 30 giugno 2022 l’indebitamento finanziario netto risulta pari a 152,7 milioni di Euro in sensibile flessione rispetto al 31 dicembre 2021 (190,2 milioni di Euro), grazie principalmente all’incasso legato alla cessione degli asset non strategici della distribuzione gas sopraccitati.

Il rapporto tra indebitamento finanziario netto e patrimonio netto (leverage), al 30 giugno 2022, risulta pari a 0,29 (0,37 al 31 dicembre 2021).

Gli investimenti del Gruppo del 2021, realizzati all’insegna della sostenibilità, dell’innovazione e della digitalizzazione, sono pari a 27,7 milioni di Euro, in lieve flessione rispetto al corrispondente semestre 2021 (33,0 milioni di Euro) e garantiscono valore e continuità nel lungo termine.

Nel dettaglio gli investimenti riguardano:

BU Reti: 13,3 milioni di Euro (19,4 milioni di Euro nel 2021) di cui 6,1 milioni di Euro per le reti gas, 4,9 milioni di Euro per le attività di potenziamento delle reti idriche, 1,1 milioni di Euro per interventi sulle reti distribuzione elettrica, oltre a 1,2 milioni di Euro riferiti a sistemi informativi riferibili alla BU e alla quota di investimenti riferiti a servizi generali;

BU Energia e Tecnologie Smart: 10,1 milioni di Euro (8,7 milioni di Euro nel 2021), principalmente riferiti per 2,3 milioni di Euro alle attività di teleriscaldamento, 0,6 milioni di Euro per le attività di gestione calore, 2,4 milioni di Euro per illuminazione pubblica, 3,6 milioni di Euro per attività di efficientamento energetico e mobilità elettrica e 1,1 milioni di Euro per idroelettrico, oltre a 0,1 milioni di Euro riferiti a sistemi informativi riferibili alla BU;

BU Ambiente: 1,3 milioni di Euro (1,2 milioni di Euro nel 2021), riferiti per 0,8 milioni di Euro ad interventi riferiti al termovalorizzazione e per 0,5 milioni di Euro alla raccolta;

BU Vendita: 0,5 milioni di Euro relativi all’acquisizione di nuovi clienti (0,5 milioni di Euro nel 2021), oltre a 0,6 milioni di Euro per investimenti relativi a sistemi informativi riferibili alla BU (0,5 milioni di Euro nel 2021) al servizio della multicanalità e della digitalizzazione, con l’avviato processo di dematerializzazione del contratto allo sportello;

Corporate: 1,1 milioni di Euro principalmente per lo sviluppo sistemi informativi, oltre che investimenti per servizi generali per 0,7 milioni di Euro (complessivi 2,6 milioni di Euro nel 2021) anche a supporto dei progetti di Smart Working e “New Ways Of Working”, che prevede l’adeguamento delle sedi aziendali ed un coinvolgimento crescente di lavoratori.

Evoluzione prevedibile della gestione

L’inizio dell’esercizio 2022, se da un lato, con riferimento all’andamento della pandemia, ha lasciato trasparire segnali positivi, visto anche la dichiarazione della fine della fase emergenziale al termine del primo trimestre, dall’altro tratteggia sensibili criticità derivanti dal perdurare del conflitto tra Russia e Ucraina e dalle possibili evoluzioni e conseguenze. In particolare, il proseguimento del conflitto, oltre ai gravi impatti a livello umanitario, sta generando tra le varie criticità anche un rallentamento della produzione industriale ed una brusca volatilità dei prezzi delle commodities, in particolare quelle energetiche che si è sommata a quella già riscontrata a partire dall’ultimo trimestre 2021, determinando una crescita dell’inflazione su scala mondiale a livelli importanti e, come conseguenza, un cambiamento nelle scelte di politica monetaria da parte delle banche centrali nei principali paesi. Queste scelte determinano effetti sistematici prima sul livello dei tassi di interesse, poi sull’economia reale (investimenti, produzione, livello di occupazione, ecc.).

Con riferimento alle commodities energetiche, l’importanza delle forniture di gas e altre commodities fossili della Russia nei contesti italiani, ed europei più in generale, è molto elevata in quanto beni non sostituibili con altre fonti nel breve periodo.

Il Gruppo ha pubblicato il Business Plan 2022-2026 il 20 gennaio 2022: a quella data, riguardo le tensioni allora esistenti tra Russia e Ucraina, nulla faceva presagire lo scoppio della guerra e i suoi potenziali critici sviluppi che il Gruppo sta continuando attentamente a monitorare, grazie a sistematici aggiornamenti del budget e delle possibili evoluzioni future.

Il Gruppo Acsm Agam tramite i propri Comitati istituzionali (Strategico e Controllo e Rischi) si è mobilitato coinvolgendo il Management delle Business Unit operative e delle funzioni Corporate, per monitorare costantemente tutti gli sviluppi del contesto, analizzando, per quanto possibile, i vari scenari alternativi che potrebbero generarsi in relazione all’andamento del conflitto, ipotizzando e valutando, per quanto possibile, anche eventuali scenari ‘worst’ derivanti ad es. per i rischi energetici, dalla grande volatilità dei prezzi e dalla possibile limitazione della disponibilità delle fonti commodities russe e ponendo in essere i relativi piani di recovery.

In questo contesto è indubbio che il Gruppo grazie alla diversificazione delle proprie attività, costituite in gran parte da servizi essenziali per la popolazione e del fatto che alcune di esse sono regolate e quindi potenzialmente non soggette a volatilità o quantomeno a volatilità molto contenuta, potrà mitigare molti dei possibili impatti del conflitto. Un ulteriore aiuto in tal senso sarà garantito da un altro elemento, non meno importante, ovvero la proattività, la capacità di resilienza e di gestione sempre dimostrati dal Gruppo nel corso dei momenti più critici attraversati nel corso della sua storia.

Sulla base di queste considerazioni, il Gruppo ritiene di mantenere anche per il 2022 risultati operativi positivi in importante miglioramento rispetto al 2021 seppur grazie anche alle citate poste non ricorrenti del semestre.

C. S.

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