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Busto Arsizio | 06 agosto 2022, 14:03

Nardi: «Fratelli d’Italia pronta a governare. In provincia il testa a testa con gli alleati della Lega è possibile»

«Dobbiamo andare a prenderci i voti e confermare i sondaggi», dice il presidente del circolo di Busto di Fratelli d’Italia Massimiliano Nardi. Intervista tra elezioni politiche, regionali e le voci di un avvicinamento tra il partito e il consigliere leghista Rogora: «Al momento nulla di concreto, ma non cambierebbero comunque gli equilibri nella maggioranza»

Nardi: «Fratelli d’Italia pronta a governare. In provincia il testa a testa con gli alleati della Lega è possibile»

«Dobbiamo andare a prenderci i voti e confermare i sondaggi», dice il presidente del circolo di Busto di Fratelli d’Italia Massimiliano Nardi. Intervista tra elezioni politiche (dopo il nulla di fatto sulla chiacchierata candidatura di Antonelli), regionali (dove in campo potrebbe essere anche lui) e le voci di un avvicinamento tra il partito e il consigliere leghista Rogora: «Al momento nulla di concreto, ma non cambierebbero comunque gli equilibri nella maggioranza».

Nardi, come vede questa campagna elettorale in cui Fratelli d’Italia ha il ruolo inedito di prima forza del centrodestra e, forse, anche del Paese?
«Da una parte è emozionante, dall’altra un impegno che dobbiamo onorare. C’è una situazione sulla carta, ma poi dobbiamo andare a prenderci i voti e confermare quello che dicono i sondaggi. In questi anni col partito abbiamo sempre lavorato in un’ottica di coerenza e di chiarezza su quello che vogliamo fare. Credo che questa cosa venga premiata dagli italiani. La speranza è quella di diventare primo partito ma soprattutto quella di andare a governare il Paese e di metterci a disposizione degli italiani con il centrodestra. Siamo pronti».

In una nostra intervista, il segretario Gualandris ha precisato che in provincia di Varese la Lega è ancora la forza trainante ed è fiducioso che sarà così anche dopo il voto. Che risultato si aspetta da Fratelli d’Italia sul territorio?
«Noi siamo in costante crescita. I risultati delle amministrative sono evidenti. Parlo per Busto ma anche in generale nella provincia Fratelli d’Italia è cresciuta. Nell’ambito delle amministrative ci sono degli equilibri differenti, perché ci sono situazioni locali particolari e le liste civiche. A Busto noi abbiamo sostenuto la presenza della lista civica per andare a vincere al primo turno con Emanuele Antonelli e la coalizione di centrodestra. Sapendo di perdere dei punti: secondo me senza lista civica saremmo un 3-4 punti più in alto, quindi intorno al 14-15 per cento. Non è facile prevedere le cifre, ma sicuramente la possibilità di giocarcela con la Lega testa a testa ci può stare. Poi è ovvio che la provincia di Varese è la culla della Lega, che ha un radicamento storico e da sempre ha portato avanti parlamentari, che noi in questo momento non abbiamo. Sicuramente questo giro ci porterà dei candidati a Roma e cresceremo anche dal punto di vista di poter fare delle cose.
Poi può essere che la Lega rimanga prima forza in provincia, ma magari le differenze saranno molto ridotte o invertite. Non mi cambia l’effetto finale».

A proposito: il discorso della candidatura di Antonelli sappiamo come si è concluso. A suo dire è stata un’occasione persa per Busto e il territorio oppure la città ci ha guadagnato?
«Io ho sempre detto che Emanuele Antonelli è una persona capace e sicuramente la sua poteva essere una candidatura valida. Ma doveva nascere un’opportunità che andava valutata, chiedendosi se conveniva a otto-nove mesi dal voto tornare a elezioni. Antonelli aveva preso un impegno coi cittadini, come ha sempre detto anche lui, che non ha mai spinto per una soluzione romana. E capisco quando dice che lui preferirebbe fare il ministro. Non per i gradi, ma perché è un ruolo operativo. Emanuele è così, non vuole fare numero. Non per snobismo, ma perché lui, così come me, finirebbe per perdere entusiasmo.
Non è un’occasione persa, andrà avanti a fare bene il suo lavoro in un momento non semplice per i Comuni. Allo stesso tempo, se fosse andato a Roma, sarebbe stata un’occasione per il territorio. Pari e patta».

Il circolo di Busto ha dato delle disponibilità per questa tornata, anche se sappiamo che gli spazi sono a dir poco ridotti?
«Abbiamo dato la disponibilità di tre giovani. La valutazione delle candidature è nazionale, ma in ogni caso per il circolo la linea migliore per portare dei cambiamenti è anche puntare sull’entusiasmo e “l’irruenza” di un giovane, con alle spalle chi ha maggiore esperienza. Se io facessi una legge per i giovani, la farei con la visione di un sessantenne. Meglio che il sessantenne metta la sua esperienza a disposizione di un 35-40enne».

Forse Fratelli d’Italia di Busto ha delle chance maggiori in ottica regionali del prossimo anno, per le quali lei tempo fa si era detto disponibile. Lo conferma?
«La disponibilità non è stata né ritirata né definitivamente confermata. Per motivi lavorativi dovrei avere un okay da parte della multinazionale per cui lavoro. Anche perché se mi candidassi, poi non sarebbe corretto rinunciare all’incarico. Devo capire questa cosa, c’è ancora tempo. La disponibilità per il momento rimane. Che si tratti della mia candidatura o di quella di altri del circolo. Ma se servisse fare un passo di lato per “convogliare” su una figura che può ottenere un risultato più trasversale, si faranno anche queste considerazioni. Io lavoro per la squadra, non per me stesso».

Intanto ci sono voci di un avvicinamento tra Fratelli d’Italia e il consigliere comunale della Lega Max Rogora. Le conferma?
«Ho conosciuto Max nel 1992. Potremmo passare ore al tavolino a raccontarci le cazzate fatte da giovani. È un amico, un po’ irruento, ma una persona corretta. Ci sono delle affinità? Può essere. Ma io parlavo con lui anche prima delle elezioni amministrative, anche quand’era assessore. Io non faccio campagna acquisti, non cerco di andare a portare via nessuno. Le voci magari sono messe in giro ad arte in un momento un po’ frizzante. Ma al momento non c’è niente di concreto».

Il suo eventuale passaggio in Fratelli d’Italia cambierebbe gli equilibri in maggioranza e magari anche nella giunta?
«Al di là del fatto che bisogna vedere se questo passaggio ci sarà, dal mio punto di vista se dovesse avvenire qualcosa del genere, come anche un passaggio tra altre parti, rimangono gli equilibri all’interno della maggioranza. Diverso sarebbe se uno uscisse dalla maggioranza o entrasse qualcuno dalla minoranza. Ma uno spostamento così, se mai avvenisse, personalmente non cambierebbe gli equilibri. Ci sono degli accordi, si sta lavorando, i rapporti a volte migliorano altre peggiorano come è normale che sia. Ma un ipotetico spostamento del genere non mi porterebbe a chiedere nulla. Pensiamo a lavorare per la città».

Riccardo Canetta

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