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Sport | 11 agosto 2022, 16:27

Europei di nuoto, brilla l'argento "sincro" con il team guidato da Gemma Galli

La prima soddisfazione delle nostre atlete è anche bustocca. Prima l'Ucraina, seconda l'Italia nelle competizioni di Roma con il loro esercizio dedicato ai supereroi

L'Italia è arrivata seconda dopo l'Ucraina, con un esercizio spettacolare e con un messaggio potente - foto Foto Pasquale Mesiano / DBM Federazione italiana nuoto

L'Italia è arrivata seconda dopo l'Ucraina, con un esercizio spettacolare e con un messaggio potente - foto Foto Pasquale Mesiano / DBM Federazione italiana nuoto

La prima medaglia agli Europei di Nuoto per l'Italia è fatta di talento, forza e grazia. Solo alcuni degli ingredienti dell'Italsincro, che ha conquistato l'argento, mentre l'oro è andato all'Ucraina: una grande soddisfazione per la squadra guidata da Gemma Galli della Busto Nuoto.

L’Ucraina vince la finale del team technical con un esercizio nuovo, preparato subito dopo il mondiale di Budapest con il punteggio di 92.5106 che premia la freschezza e l’eleganza “delle ragazze dell’est”, spiega la Federazione Italiana Nuoto. 

Le giurie assegnano 28.8 per l’esecuzione e l’impressione artistica e 36.5106 per gli elementi.

Ma brilla anche l'Italia, seconda con 90.3772 (27.4 di esecuzione e impressione e 35.5772 per gli elementi). Terza è la Francia. 

Il team tecnico azzurro è composto da Domiziana Cavanna, Linda Cerruti, Costanza Di Camillo, Costanza Ferro, il capitano Gemma Galli, Marta Iacoacci, la finalista di miss Italia 2018 Marta Murru, Enrica Piccoli e le riserve Federica Sala e Francesca Zuinino. Le ragazze, guidate a bordo piscina da Roberta Farinelli e Patrizia Giallombardo, si presentano come i “Super Eroi” e nuotano sulla musica We Can Be Superheroes di Antongiulio Frulio e con la coreografia dello staff tecnico italiano.

Questo il messaggio: «Ci sentiamo vicini ai supereroi quando lottano con tutte le loro forze difendendo, proteggendo, rassicurando. D’istinto il lockdown è sembrato un’onda anomala. Un istante dopo arrivava la ragione. Lo smarrimento è durato un secondo, poi ci siamo guardate attorno e abbiamo pensato che, certo, vedere le Olimpiadi rinviate non era il massimo, ma lo sport, per quanto importante, non è la parte più importante della vita. Il momento è stato e resta drammatico per tante persone. C’è chi muore, chi è in ospedale, chi vede andar via i suoi cari, chi non sa se domani avrà ancora un lavoro e allora capisci subito che il dramma è altrove».

 

Redazione

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