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Cronaca | 19 agosto 2022, 18:08

Malnate, omicidio di Carmela Fabozzi: arrestato un uomo di 66 anni. Ha colpito la vittima nove volte alla testa con un vaso, poi è andato in vacanza

Si tratta di un uomo con precedenti penali: i carabinieri lo hanno fermato in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare emessa dalla Procura di Varese. Il presunto killer era partito per le ferie poche ore dopo il delitto

L'ingresso dell'abitazione della vittima

L'ingresso dell'abitazione della vittima

Malnate, omicidio di Carmela Fabozzi: c'è un arresto. Si tratta di un uomo di 66 anni, Sergio Domenichini: i carabinieri lo hanno fermato in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare emessa dalla Procura di Varese. Secondo le indagini è lui che lo scorso 22 luglio ha ucciso la donna di 73 anni, rinvenuta poi senza vita in una pozza di sangue nella sua abitazione dal figlio.

Da quanto reso noto dalla Procura di Varese l'uomo fermato in centro a Varese nel primo pomeriggio ha numerosi precedenti penali, in particolare per reati contro il patrimonio, ricettazioni e truffe anche a danno di persone anziane: un uomo che vive di espedienti, con un pressante bisogno di denaro. La sera dell'omicidio l'uomo è partito per le vacanze, dove è rimasto fino al 17 agosto, abbandonando l'albergo senza pagare il conto.

Sin dalle primissime indagini era emerso che la vittima doveva conoscere il suo aggressore al quale aveva aperto la porta: gli investigatori infatti non hanno trovato segni di scasso. Da questo particolare le indagini hanno preso spunto fino alla svolta di oggi con l'arresto di quello che è indiziato come il responsabile di un omicidio efferato e violento.

Secondo la ricostruzione resa nota dalla Procura varesina la vittima aveva incontrato l'indagato, che prestava attività di volontario presso l'associazione Anteas alla quale si rivolgono le persone anziane che necessitano di accompagnamento sociale, trasporto amico, farmaci a domicilio, e, in alcune occasioni, aveva fruito di tale servizio.

Attraverso attività tecniche e accurati accertamenti scientifici, i Carabinieri hanno quindi identificato lo sconosciuto, che era stato visto da due vicini sulle scale e nell'atto di bussare alla porta di casa della Fabozzi a mezzogiorno, mentre suonavano le campane, nell'ora nella quale sarebbe stato commesso l'omicidio. Sconosciuto che una dei vicini precisava di aver già visto, qualche mese prima, parlare sul pianerottolo con la Fabozzi.

La descrizione dello sconosciuto combaciava perfettamente con l'indagato. Sono emersi, nel prosieguo delle indagini, elementi di prova gravemente indizianti. La vittima, ad esempio, era stata uccisa nell'ingresso dell'abitazione, vicino ad un mobile con un pesante vaso di fiori secchi in vetro blu con intarsi bianchi. I fiori sono stati trovati sotto il corpo della donna e il vaso ancora al suo posto.

I rilievi e gli accertamenti tempestivi del RIS di Parma hanno consentito di rinvenire all'interno del vaso le impronte dell'indagato e di accertare che il vaso, con tracce ematiche nella parte del basamento e della pancia, era stato appoggiato su un altro mobile lasciando una traccia di sangue compatibile con la base del vaso.

Sono numerosi gli indizi che portano all'uomo fermato dai carabinieri. Sempre in base alla ricostruzione effettuata dalla Procura l'aggressione sembrava aver avuto inizio proprio in prossimità del mobile all'ingresso sopra al quale era posato il vaso blu, in ragione delle vistose tracce ematiche impresse sul muro adiacente. Con ogni evidenza logica, il vaso non poteva non essere caduto a terra durante l'aggressione, in ogni caso, non poteva trovarsi privo dei fiori, appoggiato in maniera composta sul centrino sopra la consolle in legno all'ingresso.

L'oggetto è stato, pertanto, repertato e trasmesso per gli opportuni accertamenti tecnici al Reparto Investigazioni Scientifiche dei Carabinieri a Parma. Sul vaso erano presenti copiose tracce ematiche soprattutto nella parte della pancia e della base oltre a qualche traccia sulla parte superiore dell'orlo.

Gli accertamenti dattiloscopici condotti sul vaso hanno portato a rilevare otto contatti di natura digitale, tutti (peraltro molto vicini l'uno con l'altro) su porzione del vaso nella cavità interna, in corrispondenza della parte alta della spalla (sono quindi impronte deposte, presumibilmente, nell'atto di sollevare il vaso impugnandone l'orlo con una mano).

Attraverso il raffronto delle impronte ricostruite rinvenute sul reperto e la scansione di quelle dell'odierno indagato contenute nei diversi cartellini di fotosegnalamento a disposizione, ne è stata accertata la corrispondenza.

Lo scorso 9 agosto una squadra del Ris di Parma, specializzata nei rilievi coadiuvata da militari appartenenti al Nucleo Investigativo di Varese, hanno effettuato un ulteriore accesso nell'abitazione della Fabozzi rilevando ulteriori tracce ematiche. Sono state trovate impronte di sangue, invisibili a occhio nudo, lasciate da scarpe da ginnastica dalla suola molto particolare, del tutto simile a quella del modello di scarpe indossate quella mattina dall'uomo nei video delle telecamere intorno all'abitazione della vittima.

Le scarpe in questione sono state rinvenute nel corso di una perquisizione nell'auto in uso all'indagato eseguita il 17 agosto scorso e sono state sequestrate. Sulle stesse sono state trovate alcune macchie di sangue, risultate al combur test positive alla presenza di sangue umano, che dovranno essere oggetto di ulteriori accertamenti, come dovrà essere comparata la suola delle scarpe in sequestro con le impronte sul pavimento della vittima.

Dagli accertamenti sui movimenti della persona sottoposta a indagini il giorno del delitto, emerge la sua presenza sul luogo del fatto alle 12, ora dell'omicidio. L'indagato è stato infatti ripreso dalle telecamere della zona mentre passa ripetutamente con l'auto sotto casa della vittima, che contatta telefonicamente due volte prima di mezzogiorno (alle ore 11.47 e alle ore 11.59) senza ottenere risposta. Tutti i movimenti sono confermati dal sistema gps installato sull'autovettura a fini assicurativi.

Il sistema gps registra inoltre la sosta del mezzo all'interno della corte di via Luigia Sanvito, nei pressi della scala d'accesso al condominio dove è collocata l'abitazione della vittima, alle ore 12.05. Successivamente, gli accertamenti stabiliscono che l'indagato, dopo essere rientrato a casa per sedici minuti, cambiate scarpe e pantaloni come si evince dalle immagini delle telecamere, raggiunge alle ore 12.48 un autolavaggio, dove si trattiene fino alle ore 13.07 in attesa del lavaggio completo, interno ed esterno, dell'autovettura, ritirata lavata dall'autonoleggio il giorno precedente. Nel pomeriggio lo stesso effettua continui passaggi nella zona dell'abitazione della vittima, senza apparente motivo, fino alla sera, quando parte con la compagna per le vacanze. A meno di un mese dal delitto la svolta con il suo arresto.

Resta da chiarire il movente. Nelle prossime ore l'uomo sarà ascoltato per l'interrogatorio di garanzia dal quale potrebbero emergere nuovi dettagli in tal senso.

Redazione

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