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Sport | 10 settembre 2022, 00:01

Francesca Porcellato e Mike Maric incantano Laveno con i valori dello sport. E della vita

FOTO - In riva al Lago Maggiore la quarta tappa di “#Sportivamente - il festival dei libri sportivi”: ospiti il professore di apnea e respiro insieme alla super campionessa paralimpica, che si sono raccontati tra curiosità, sogni e ricordi capaci di toccare il cuore

Enrico Anghilante, Mike Maric, Sara Bertolasi, Francesca Porcellato e Matteo Bursi nello scatto di chiusura dell'appuntamento di Laveno (fotoservizio a cura di PhotoSport & More)

Enrico Anghilante, Mike Maric, Sara Bertolasi, Francesca Porcellato e Matteo Bursi nello scatto di chiusura dell'appuntamento di Laveno (fotoservizio a cura di PhotoSport & More)

Un’altra serata di grande sport… e non solo. Laveno Mombello ha ospitato la quarta serata di “SportivaMente - il Festival dei Libri Sportivi”, la manifestazione organizzata dall’Associazione Culturale Territori e Associazione Culturale CUADRI, con il supporto del gruppo editoriale MoreNews e dei relativi giornali del territorio provinciale (VareseNoi.it, InformazioneOnline.it, ilSaronno.it, LuinoNotizie.it).

Sul palco in riva al Lago Maggiore sono saliti “l’uomo delfino” Mike Maric, campione di apnea, oggi medico e preparatore atletico, e Francesca Porcellato, super-campionessa paralimpica con all’attivo 11 partecipazioni ai Giochi Olimpici tra edizioni estive e invernali (da Seul 1988 a Tokyo 2020) e 14 medaglie olimpiche. 

A fare gli onori di casa il sindaco Luca Santagostino, l’assessore allo sport Barbara Sonzogni e la responsabile marketing territoriale Silvia Pozzi, che hanno sottolineato come «Laveno sia una città ideale per lo sport e per gli sportivi: c’è il lago per gli sport nautici, le colline per la bicicletta e il trekking, la nostra montagna per il volo, senza dimenticare l’area del Gaggetto e, soprattutto, un tessuto associativo sportivo frizzante. Lo sport è centrale nei progetti della nostra amministrazione». Presente nel pubblico anche il presidente del Panathlon Varese Felice Paronelli.

MIKE MARIC - L’UOMO DELFINO

Il primo a raccontare e raccontarsi è stato Mike Maric, che ha portato il suo (sesto) libro “Respirazione e high performance”. Il medico e preparatore atletico ha ripercorso la sua carriera, a partire dagli anni al fianco della leggenda Umberto Pelizzari («Ero un giovane studente universitario e per me Pelizzari era un eroe. Quegli anni, quelli di “Sector: non limits”, furono divertenti) fino al ritiro nel 2007 («Con la laurea in medicina, il mio futuro l’avevo già creato. Però sapevo che mi sarebbe mancato. L’agonismo l’ho messo poi nel desiderio di raccontare il mio sport, di insegnare alle persone a respirare. All’inizio ho preso pesci in faccia; poi però ho scritto libri, ho allenato Federica Pellegrini… Le soddisfazioni, con la tenacia, sono arrivate»).  

Nel racconto del professore non sono mancati momenti toccanti, come il racconto a cuore aperto di «una profonda crisi. Nel 2005 persi un amico, che mi accompagnava in tutto quello che facevo: per un anno ho faticato a respirare, avevo il cervello staccato. Tornai alle gare nel 2006 ed era tutto diverso; io ero diverso. Senza saperlo scesi a 120 metri, la stessa identica profondità a cui scesi l’ultima volta insieme a lui. Piansi tantissimo: in quel momento credo di aver fatto pace con me stesso, con Dio. Non vinsi una medaglia. Ma qualcosa di più grande». 

Spazio poi ad alcune curiosità, grazie anche alle domande di Luca Broggini (voce della Nazionale Italiana di canottaggio e telecronista di Eurosport), salito sul palco chiamato dal conduttore Enrico Anghilante. «Scaramanzie? - ha svelato Maric - Sì. Il segno della croce, entrando e uscendo dall’acqua. E un costume, che ho sempre indossato, anche quando era ormai distrutto. Lo conservo ancora gelosamente. Vizi? Pochi, rari. Soldi? Il nostro è uno sport povero. Mi va meglio ora…». 

Mike Maric ha ancora sogni da realizzare? «Ci sono sempre sogni e obiettivi da coronare e raggiungere. Oggi sogno con i miei atleti. Che bello: crederci, crederci, crederci sempre. Insieme».  

FRANCESCA PORCELLATO: LA ROSSA VOLANTE

A seguire Francesca Porcellato, affiancata dal giornalista di Tele Mantova e “penna” del libro della super-campionessa paralimpica Matteo Bursi, che ha così introdotto “La rossa volante”: «Cosa c’è in queste 271 pagine? Il cuore di Francesca. Avremmo potuto scrivere un libro sui trionfi e le avventure: dal 1988 ad oggi, in ogni olimpiade, Francesca ha indossato una maglia azzurra… Sarebbe stato facile. Ma non era quello che volevamo: qui ci sono i suoi valori, le battaglie che ha vinto e quelle che deve ancora vincere. Quando un atleta con la A maiuscola come lei racconta, incanta. E da giornalista dico, amaramente, che queste storie non hanno lo spazio che meritano sui giornali, nelle tv. Nei libri, invece, sì». 

Il primo pensiero dell’atleta veneta è stato per i genitori e per il marito (e allenatore): «Mamma e papà? Sono stata fortunata. Quando ho avuto l’incidente a 18 mesi hanno osato, portandomi a Roma per una lunga riabilitazione. Fu la scelta giusta e chi sono oggi è merito di quella scelta. Il mio sogno è nato a 6 anni, in carrozzina, quando ancora la disabilità era un tabù e i disabili venivano tenuti in casa perché non erano belli da mostrare. Loro invece mi hanno detto: “sogna”. Così sono arrivate più di 50 medaglie, di cui 14 olimpiche in 11 edizioni tra invernali ed estive: da Seul 1988 a Tokyo 2020. Si dice che dietro un grande uomo ci sia sempre una grande donna… Vale anche il contrario, mi chiedete? «Sì. Dino (Farinazzo) è il mio… tutto. Mi sostiene sempre, dentro e fuori dal campo». 

Da una campionessa a un’altra, sul palco è salita anche la “nostra” Sara Bertolasi, bi-olimpionica nel canottaggio: «Amo ascoltare le storie degli sportivi anche perché io, ormai, sono “in pensione”… Ma con queste parole rivivo momenti che sento miei. E ne vivo anche alcuni che non ho vissuto: sono stata un’atleta non fortissima, il mio sogno erano le Olimpiadi e ci sono arrivata. Due volte, sempre per pochi centimetri. La medaglia invece no: e quello credo sia il massimo traguardo possibile. Oggi sono un allenatore e stare dall’altra parte mi piace: preferisco essere “seconda”, essere un supporto, rispetto ad essere la “prima”, la protagonista. E ora ho un nuovo sogno: portare un mio atleta a vincere una medaglia olimpica».

Qualche curiosità sulle scaramanzie è stata svelata anche da loro. Francesca Porcellato: «Un bacio da mio marito prima di ogni gara. E qualcosa di azzurro addosso». Sara Bertolasi: «Indumenti no, perché li avrei dimenticati da qualche parte prima o poi. Però con me c’è sempre stato un peluche, a volte anche in barca, che mi ha regalato il mio fidanzato. Che oggi è mio marito». 

Prima di concludere, Matteo Bursi ha ripercorso alcuni ulteriori momenti della scrittura del libro, delineando ancora una volta, e definitivamente, la grandezza della donna raccontata: «Abbiamo ripercorso tanti momenti, tanti ostacoli, anche dolorosi. Da raccontare e anche da scrivere: non è stato facile riportare con rispetto le difficoltà di una bambina disabile negli anni 80. Ma la forza di Francesca è quella di saper guardare sempre al dopo e non alla ferita del momento». 

Il finale del racconto di Francesca è… l’apertura al futuro: «Cosa farò quando chiuderò la mia carriera? Vorrei rimanere nel mondo sportivo, magari come mental coach. Non solo: io rappresento una categoria che ha bisogno di aiuto per affrontare molti problemi. Qualcosa sta migliorando e vorrei lo facesse ancora. Voglio impegnarmi soprattutto in questo: rendere meno difficile il mondo della disabilità».

Autografi, foto, un po’ di chiacchiere a concludere la serata. Che rimarrà nella mente, e nel cuore, dei presenti

STASERA IL GRAN FINALE A VARESE 

Stasera, alle 20.45 in piazza Monte Grappa a Varese, l’ultimo atto di questa prima edizione di “SportivaMente - il festival dei libri sportivi”: dalle 20.45 saliranno sul palco Vincenzo "Matrix" Mangiacapre (pugile, bronzo olimpico a Londra 2012) e Maxime Mbandà (rugbista azzurro e cavaliere al merito della Repubblica per l'impegno durante la pandemia Covid) che racconteranno i loro libri "Senza guardia - Dalla strada alle Olimpiadi con la vita in pugno" e "Fuori dalla mischia - Lettera a mio figlio sul rugby, l’amore, la vita". 

IL FESTIVAL 

"SportivaMente - il Festival dei Libri Sportivi" è un evento, alla sua prima edizione, dedicato alla promozione di cultura e sport, due settori fondamentali e complementari per lo sviluppo delle persone e del territorio. Non solo: la manifestazione vuole anche favorire lo sviluppo del territorio, portando Varese a diventare un vero e proprio distretto culturale dello sport. 

L'obiettivo di SportivaMente è diventare un appuntamento annuale, accessibile a tutti, con un forte appeal per le nuove generazioni e dal forte impatto anche dal punto di vista relazionale, economico, turistico e, ultimo ma non meno importante, intellettuale; un’occasione per promuovere l’educazione allo sport attraverso la condivisione di storie, riflessioni ed esperienze incentrate sulla salute, sulla diversità, sul fair play.

SportivaMente è organizzato dall’associazione culturale Territori in collaborazione con l’associazione culturale Cuadri e il gruppo editoriale MoreNews, con il patrocinio dei Comuni di Busto Arsizio, Laveno Mombello e Varese, oltre a Coni Lombardia e Sport & Salute, Panathlon Varese e Malpensa, Polha Varese.

Il festival è sostenuto da Camera di Commercio e Varese Sport Commission, Acqua Valmora, Sirio - Centro Medico Polispecialistico, Concessionaria G&G Renault Paglini e Stamperia Olonia.

L’appuntamento, inoltre, è realizzato in partnership con le società sportive Pallacanestro Varese e Aurora Pro Patria

 

 

Gg


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