Sociale - 20 settembre 2022, 00:33

VIDEO E FOTO. Panathlon club La Malpensa, 50 anni e una stella che brilla: «Sergio Allegrini, sei sempre la nostra colonna»

Un compleanno speciale nel ricordo di «un uomo saggio, un punto di riferimento». A Sergio intitolata la Fiamma Panathlon, scorrono ricordi, aneddoti e riconoscenza. Una Gemma sulla serata: Galli la capitana di Italsincro

VIDEO E FOTO. Panathlon club La Malpensa, 50 anni e una stella che brilla: «Sergio Allegrini, sei sempre la nostra colonna»

Un uomo saggio, al quale chiedere un consiglio a colpo sicuro, una persona che non si tirava mai indietro se c’era da aiutare un amico a partire da quello immenso di nome sport, una guida che indirizza ancora. È subito nel segno di Sergio Allegrini – scomparso lo scorso giugno - la serata dei 50 anni del Panathlon club La Malpensa e il suo nome continua a scorrere al Castello di Legnano.

Nella commozione, nei ricordi, ma anche nei sorrisi che fanno guardare al futuro. Perché – come ha detto il presidente del club Giovanni Castiglioni - «Sergio era, anzi è una colonna».

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Un compleanno e tanti valori

Concetto ribadito subito da Giorgio Costa, presidente del Distretto Italia: «Mi sento di casa qui e mi commuovo parlando di Sergio, ce l’ha fatta grossa… Ho ancora le sue mail». Poi il pensiero rivolto al club: «Cinquant’anni sono un importante passo di vita». Condivide il governatore Attilio Belloli, la stima per il club e per quella figura straordinaria che è stato Sergio.

Tre i soci fondatori ancora nell’organico, Cesare Vago, Cesare Gussoni e Sergio Fabrizi, quest’ultimo presente all’evento.Il ricordo di Sergio Allegrini è dunque è stato il filo conduttore della serata, alla presenza della moglie Franca e del figlio Andrea. Una serata preparata a lungo e in cui tutti pregustavano il suo ritorno. Perché è un traguardo cruciale per il club e l’impegno che porta avanti da quando è nato, staccandosi da Malpensa.

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Il vicepresidente del Coni Lombardia, Carola Mangiarotti: «Tutti noi vogliamo trasmettere i valori dello sport a quelli vicino a noi, ai bambini e non solo. Cinquant’anni sono davvero importanti».

All’appello anche i presidenti di Varese, Felice Paronelli, di Como Edoardo Ceriani, di Lecco Andrea Mauri e di Milano Filippo Grassia, ancora Andrea Libanore di Pavia. La parola poi all’assessore allo Sport Guido Bragato: «Siamo orgogliosi e felici di ospitare questa serata, in una delle case della cultura di Legnano. Dovremmo coniugare più spesso cultura e sport. Mi unisco nel ricordo di Sergio». Il collega di Busto, Maurizio Artusa: «Tante persone della nostra città hanno saputo elevare qualitativamente questo Panathlon, sono contento di farne parte per imparare tante cose». È intervenuta quindi l’assessore di Gallarate Claudia Mazzetti: «I primi complimenti vanno a voi, per questo compleanno. Lo sport ha pagato un prezzo altissimo ed è anche la chiave per uscire dal momento di difficoltà».  Ancora, un grazie ai sindaci Mirella Cerini di Castellanza, Elisabetta Galli di Marnate, Matteo Modica di Canegrate, Giovanni Montano di Olgiate Olona, quindi gli assessori allo sport e per Banca Generali a Roberto Durini.  Una serata in cui già prepararsi anche alle tappe successive con il loro significato tra storia e futuro: stasera c’era Carlo Speroni a  ricordare il tradizionale premio in arrivo il prossimo novembre, alla memoria del nonno.

Una Gemma sulla serata

Ma è stato possibile anche fare un tuffo nello sport fresco di riconoscimenti: Gemma Galli, capitana della nazionale di nuoto artistico tornata da Roma carica di medaglie d’argento. Accanto a lei, il presidente della Busto Nuoto Renato Borroni, che ha ricordato la strada di successi delle sue campionesse.

Una vita dedicata al nuoto, tanta fatica, ha ricordato Galli, ma quante soddisfazioni: «Adesso proverò ad andare alle Olimpiadi di Parigi 2024 – ha detto – ma sono molto più serena, ho superato tante battaglie in questi anni».

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Un momento speciale, anche quello del sostegno alle Cuffie colorate, spiegato da Gianluca Castiglioni: «La bellezza di vedere questi ragazzi nuotare e l’attaccamento ai loro dirigenti fa delle Cuffie una vera e propria famiglia. Di questo dobbiamo dare merito». Ha espresso la riconoscenza Silvano Trupia, ricordando il papà di Gianluca, il dottor Peppino Castiglioni.

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Poi la lezione di storia, quella vera, calata nella vita, da parte di Sergio Fabrizi. Pennellate magiche, una che colpisce: quando Nino Benvenuti venne a raccontare ai ragazzi di una sconfitta, perché è da questa che si impara.

Ancora di Sergio

Ma il pensiero corre ancora a Sergio Allegrini, perché se si è arrivati a questo compleanno con un club così vitale è anche alla sua opera.  Il sindaco di Legnano Lorenzo Radice: «Allegrini ha lasciato tanto a questa città e vi siamo grati. Sono contento che la nostra comunità e quelle limitrofe lavorano per una città sempre più viva, attiva e attrattiva. Il territorio sta cambiando e ha bisogno di mettere in primo piano tutta l’attività di sostegno ai valori». Valori che caratterizzano lo sport, di cui monsignor Angelo Cairati, decano della città di Legnano, ha prediletto la definizione esperanto dei popoli. «Nella Bibbia la metafora del gioco è divenuta persino una metafora per rappresentare Dio stesso» ha rammentato.

Lo sport che chiamava Allegrini a quell’opera costante, a braccetto con l'amicizia. Ecco che dal mese prossimo la Fiamma Panathlon avrà una dedica speciale a lui. Per Pinuccio Gianduia, la nota predominante di Sergio era il «grande rispetto di tutti, nei confronti delle posizioni degli altri».

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La commozione spezza le voci questa sera e Massimo Tosi riuscirà solo più tardi dire: «Per me era lui… mi ha voluto, condotto, sgridato. Lo ringrazierò sempre, è sempre con me».

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Franca Allegrini si rivolge alla platea commossa e così il figlio Andrea: «Voi eravate veramente la sua seconda famiglia».

Una splendida persona, un punto di riferimento, l’ha definito Claudio Grillo. Che da assessore allo Sport doveva organizzare il Giro d’Italia e chiese aiuto ad Allegrini, premurandosi di sapere se avesse tempo di farlo. La sua risposta è quel concentrato di saggezza e ironia che sapeva essere Sergio. 

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Marilena Lualdi

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