Ieri... oggi, è già domani | 26 settembre 2022, 06:00

"ul figascieu" - pane con uva

Giusepèn ci tiene al "suo" Dialetto Bustocco da strada" e bonariamente lo fa rimarcare

"ul figascieu" - pane con uva

Giusepèn ci tiene al "suo" Dialetto Bustocco da strada" e bonariamente lo fa rimarcare. Ha visto su Face Book una foto con tanto di didascalia che recita "focaccia di Busto Arsizio". Lui, Giusepèn che è "netu e sciettu" (pulito e schietto) dice che non esiste la focaccia di Busto. O, comunque, tale leccornia ha un nome alla francese ed è di genere maschile: "ul figascieu".

Abbiamo detto "pane con uva", ma in realtà, la composizione di questa leccornia, contempla pure lo zucchero, una pasta delicata da sottofondo e tanto …. amore per la "pasticceria" spicciola. L'uva in questione è di qualità "clinton", povera di zuccheri, poco adatta alla trasformazione in vino che a Busto chiamavano il "mericanèl" (l'americanino, per usare un vezzeggiativo) che si beveva durante il pasto e aveva quale epilogo pure il …. dolce. Appunto "ul figascieu" che andava bene per ogni … tipo di fame; dal dopo-pasto alla merenda, al dopo-cena. L'ho appena assaporato dal Panificio Luraschi che tiene molto alle Tradizioni Bustocche. Erminio e il figlio Gabriele sono … specialisti del "figascieu" …. e non solo!

Per carità, anche a Busto Arsizio esisteva un'attività dolciaria e un'esperienza culinaria di tutto rispetto, nel segno della Tradizione Italiana, ma oltre alla capacità lavorativa dei Bustocchi, esisteva pure la capacità di rifocillarsi, degna delle migliori tradizioni.

La mia conclamata incapacità di descrivere certi "piatti" della Cucina Bustocca (lo confesso) si è manifestata quando in un tempo lontano avevo ipotizzato di scrivere come si preparano i "bruscitti" che in troppi li identificano "alla milanese" col l'omissione della "i" finale (bruscitt), ma che in Lingua Bustocca, inequivocabilmente si chiamano BRUSCITTI.

Fatto è che in casa mia, mamma …. preparava i "bruscitti", ma non conoscevo l'autentica ricetta. Un giorno, in un mio scritto, dissi che "i bruscitti erano la carne trita, cucinata con le patate" e fu il mio amico e compianto Presidente del Magistero dei Bruscitti, il Comm. Ernani Ferrario a recapitarmi la ricetta originale custodita, proprio dal Magistero di cui lui era il Primo Esponente.

Feci ammenda, chiaro … e pubblicai la ricetta originale. Seppi allora (e solo allora) che i Bruscitti erano cucinati con quattro tipi di carne (tutte con cottura differente) e solo dopo la predisposizione, si arrivava al piatto completo.

Ci fu una rappresentazione collettiva al Museo del Tessile. C'erano 300 invitati (ed io fra loro) e in sala c'era il cuoco della trasmissione Rai presentata dalla legnanese Antonella Clerici. Il cuoco fece di tutto per soddisfare ogni palato e quando ci servirono i "bruscitti" provai l'ebbrezza del gusto che era molto, ma molto differente dai "bruscitti" di mamma. Ricordo che su invitto feci replica di quel "piatto tipicamente Bustocco" e compresi di motivare sempre quanto scrivo, per non incorrere in ciò che non conoscevo o che avevo sentito dire. Ecco: "figascieu" e "bruscitti" sono l'orgoglio della Cucina Bustocca e quando …. è necessario, è un piacere sedersi a tavola e gustarli. "Si, ma" è il nostro Giusepèn a concludere il discorso "ga oei un nocino par digerì 'na roba in sci bona" (si, ma ci vuole un Nocino, per digerire qualcosa di così buono).  Non si può dargli torto!

Gianluigi Marcora

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