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Gallarate | 27 settembre 2022, 16:19

Gallarate, addio a Gloria Zaro: finisce un’epoca? La preoccupazione nella storica gioielleria

Quando morì la figlia, Luciana, il pensiero di tanti andò proprio a lei, a Gloria. L’incertezza dei dipendenti che hanno mandato avanti in condizioni difficili la storica gioielleria di corso Italia

La gioielleria di corso Italia

La gioielleria di corso Italia

Martedì 27 settembre, davanti alla gioielleria di corso Italia ci sono alcuni dipendenti. Si vedono un pannello, un pc, uno scatolone da cui spunta qualche filo. La serranda dell’ingresso è a metà altezza, quelle delle vetrine sono inesorabilmente abbassate. Perché dopo Luciana Zaro, “Treccia” per tanti gallaratesi, se n’è appena andata anche la mamma, Gloria, ultra 85enne. E il destino dell’attività è talmente incerto che si provvede, come si può e si riesce, a dare un’ultima occhiata. A portare via qualche oggetto personale.

Luciana rimase vittima di un incidente domestico che sconcertò tutti, non solo a Gallarate. E tanti pensarono all’anziana mamma, in condizioni di salute difficili. Alla sofferenza che si sarebbe aggiunta a sofferenza. Ora Gloria ha raggiunto il marito, Isidoro, e l’unica figlia. Persone conosciute e stimate, a Gallarate, per l’impegno nel commercio, dalla “postazione di combattimento”, a pochi passi da piazza Libertà, all'impegno nella vita culturale della città, a partire dal Teatro delle Arti.

Fra i dipendenti della gioielleria, in tutto una decina, c’è commozione. Qualcuno ha lavorato lì per 36 anni, qualcuno, più giovane, è in corso Italia da dieci e sperava in prospettive diverse. Tutti con competenza. Non sanno che cosa aspettarsi. Erano consapevoli della precarietà di salute di Gloria. E le stavano vicini come potevano: «La andavamo a trovare. Poi il Covid ha complicato tutto». Mai si sarebbero aspettati che Luciana li avrebbe lasciati così presto, in circostanze tragiche.

Ora l’addio alla mamma. E al dolore si aggiunge l’incertezza. «Lo sapevamo, loro volevano che questa attività proseguisse. E stavamo provando a capire come, avevamo delle idee, dei progetti». Poi i lutti, in rapida sequenza.

Diversi gallaratesi passano. Salutano. Uno, in bicicletta, batte una una pacca sulla spalla. Non occorre altro. Qualcun altro chiede: «Ma è vero?». Risposta: «Sì». Occhi lucidi. Nei prossimi giorni il funerale.

Stefano Tosi

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