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Calcio | 28 settembre 2022, 14:02

Addio a Bruno Bolchi. Fu anche giocatore e allenatore della Pro Patria: «Un signore del calcio»

Aveva 82 anni, esordì con l'Inter e concluse la carriera di calciatore nel '70-71. Il ricordo di Adriano Mancini quando suo padre Peppino lo chiamò

"Maciste" Bolchi nella mitica figurina Panini

"Maciste" Bolchi nella mitica figurina Panini

Lo chiamavano Maciste, ma Bruno Bolchi  - scomparso ieri a 82 anni - era «un gigante buono, un signore del calcio». Parole pronunciate da Adriano Mancini, che ricorda bene quando suo padre Peppino chiamò il giocatore, a fine carriera, a Busto Arsizio.

Doveva allenare la Pro Patria, ma non aveva ancora il patentino: fu giocatore, ma portò diversi giovani allo Speroni e gli fece da prestanome Cesare Pellegatta. Non fu una stagione proprio mitica, era ancora alla prima esperienza in panchina e Mancini a malincuore dovette esonerarlo (tra l'altro dopo un drammatico 4-1 con il Lecco, in cui proprio Maciste entrò e segnò l'unico gol dell'amaro incontro, ricorda il Bustocco). 

Negli anni Ottanta, Bolchi si distinse nel Bari dei miracoli e guidò anche Cesena, Lecce e Reggina.

Ma resta l'impressione di una persona splendida, che Peppino volle probabilmente su consiglio dal Torino: «Era proprio un signore - sottolinea Adriano - Ci piacque tantissimo, per la sua serietà. Sì, un signore del calcio, di quello antico».

Tra l'altro, il "Maciste" dell'Inter divenne la prima figurina Panini. L'ex centrocampista ed ex tecnico è morto a Firenze all'età di 82 anni dopo una lunga malattia. In carriera ha allenato più di 20 squadre.

Viveva da tempo a Pieve a Nievole, in provincia di Pistoia. Aveva esordito appunto in serie A con l'Inter, a 18 anni, diventandone poi capitano. Giocò poi con il Verona, l'Atalanta e il Torino. La sua carriera di calciatore appunto nel campionato 1970/71, a 30 anni. Busto Arsizio fu lo spartiacque della sua nuova vita.

Ma. Lu.


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