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Gallarate | 22 ottobre 2022, 15:20

“Dead hospital walking” e commissione Sanità, minoranze di Gallarate: «Consiglio comunale e azione incisiva»

Ospedale unico, perdita di medici e servizi al Sant’Antonio Abate, rapporti con Regione Lombardia e informazioni sulle iniziative poste in essere dalla città dei due galli: l’opposizione è compatta

Esponenti politici e tecnici al parco Bassetti: sanità al centro

Esponenti politici e tecnici al parco Bassetti: sanità al centro

Si sono riuniti al parco Bassetti, i rappresentanti delle minoranze in Consiglio comunale. Hanno comunicato alla stampa i contenuti di una mozione, firmata senza defezioni.

Perché il sindaco di Gallarate richieda «…immediatamente un incontro con presenza congiunta dell’Assessore Regionale al Welfare Letizia Moratti e del Governatore Attilio Fontana che avvenga entro i successivi 20 giorni finalizzato a: conoscere quale tipi di azioni saranno poste in essere nell’immediato per rimediare alle gravi criticità dei servizi sanitari offerti dall’Ospedale Sant’Antonio Abate e, in particolare, per reintegrare in numero adeguato il personale sanitario […]; conoscere le elaborazioni svolte negli ultimi cinque mesi da Regione Lombardia circa il destino dell'attuale struttura sanitaria gallaratese in caso di realizzazione dell’ospedale unico […]; conoscere gli approfondimenti effettuati  anche in termini di costi delle opere da Regione circa le infrastrutture viabilistiche. Si impegna altresì il sindaco del Comune di Gallarate a convocare ogni 60 giorni la commissione speciale sanità al fine di un monitoraggio costante sia della qualità del servizio sanitario svolto dall’Ospedale Sant’Antonio Abate che degli sviluppi delle elaborazioni riguardanti il riutilizzo delle aree dell’attuale nosocomio…».

Temi noti e più volte dibattuti ma i firmatari segnalano anche, sul Sant’Antonio Abate,  «…code e attese interminabili al Pronto Soccorso, liste di attesa lunghissime per gli accertamenti diagnostici, chiusura parziale e/o integrale di reparti, riduzione dei servizi sanitari erogati, un organico dei medici in continua riduzione, con percentuali di decremento di molto superiori alla media lombarda».

Richiesta di una discussione regolare e approfondimenti serrati già avanzata, a inizio ottobre, dal consigliere Michele Bisaccia, a fronte di una Commissione Sanità convocata a maggio e poi più. Ora l’azione è corale.

Giovanni Pignataro (Pd): «La Commissione speciale Sanità era nel programma elettorale del sindaco Cassani ed era un’iniziativa condivisibile. L’interruzione delle convocazioni ci preoccupa. Abbiamo appreso dalla stampa che il sindaco avrebbe incaricato Arexpo per capire cosa fare del Sant’Antonio Abate. Ora il Sant’Antonio Abate ha gli stessi problemi di maggio, aggravati. E sono cinque mesi che non ci troviamo, come se non ci fosse nessun problema. Per questo occorre un Consiglio comunale».

Preoccupata Sonia Serati (Più Gallarate – Gente di Gallarate): «La situazione è peggiorata, si sono chiusi reparti, mancano i medici. I malati si recano in ospedale per necessità, non per capriccio. Il sindaco deve prendersi l’impegno di bussare alle porte, a quella dell’assessore regionale Moratti, ma anche a quelle delle commissioni. Ci riserviamo la possibilità di intraprendere anche attività più invasive».

I punti dolenti elencati sul Sant’Antonio Abate per perdite di servizi, ridimensionamenti, migrazione di medici sono numerosi e toccano cardiologia, otorino, urologia, pediatria, diabetologia, oculistica.

Massimo Gnocchi, Obiettivo comune Gallarate, ha rimarcato: «Positivo che in tanti chiedano la convocazione di un Consiglio comunale. In quella sede, finora, si è discusso solo di deroga al dibattito pubblico sull’ospedale unico. La politica che comanda in Regione deve dare le risposte che servono. Quale medico lavorerebbe in un ospedale che è un dead hospital walking. Già ora i servizi sono più che dimezzati. Le risposte le devono dare il sindaco e le forze politiche. Fra l’altro non siamo lontani dalle elezioni regionali».

Il rappresentante di Città è Vita, Cesare Coppe: «Sono state fatte scelte in base a  raccomandazioni verbali, sulla deroga al dibattito pubblico. Questo ha indebolito il sindaco. Siamo davanti a un empasse in cui gli interessi dei cittadini vengono meno. La convocazione del Consiglio darebbe al sindaco un po’ di supporto in più. L’ospedale unico non può essere merce di scambio in ottica elezioni».

Carmelo Lauricella (Pd, medico) ha lamentato un’assenza: «C’è un dovere di Regione Lombardia che è disatteso. Non si parla mai di Sanità territoriale. Si parla di ospedale di comunità ma non si capisce che cosa debba essere. Senza una corretta panificazione, anche l’ospedale meglio organizzato scoppierebbe».

Margherita Silvestrini: «A Gallarate si sono persi medici. Vediamo una popolazione che è costretta a migrare altrove, soprattutto verso il privato convenzionato. Contro cui non ho nulla, ma le politiche di Regione Lombardia hanno svuotato la risposta sanitaria pubblica».

Sottolineatura finale a più voci sul documento di scoping, snodo verso la realizzazione del futuro ospedale Busto/Gallarate: «Lo abbiamo ricevuto il 28 luglio, con un mese di tempo per valutare e presentare le osservazioni, nel mezzo dell’estate. Era datato 3 giugno».

Stefano Tosi

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