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Gallarate | 24 ottobre 2022, 18:55

Dall’ospedale alla casetta dei libri, amministrazione Cassani al contrattacco

Conferenza stampa del sindaco di Gallarate, affiancato dagli assessori Corrado Canziani (partecipate) e Sandro Rech (Urbanistica) su una serie di temi sollevati nelle scorse settimane dalle minoranze: petizione sull’area dei fontanili, azioni a favore del Sant’Antonio Abate, casetta dei libri, bus del trasporto pubblico. Il primo cittadino: «Sono quattro oppositori al bar»

La conferenza stampa a palazzo Borghi, in sala Giunta

La conferenza stampa a palazzo Borghi, in sala Giunta

Dal momento che le opposizioni stanno costruendo una narrazione falsa, occorre un chiarimento. Questo il messaggio lanciato nel pomeriggio dal sindaco di Gallarate, Andrea Cassani, introducendo una conferenza stampa convocata a palazzo Borghi. Con lui, gli assessori Corrado Canziani e Sandro Rech. Quattro i punti, su altrettanti argomenti finiti nel dibattito pubblico. Petizione sull’area dei fontanili, azioni a favore del Sant’Antonio Abate, casetta dei libri, bus di Amsc. Illustrandoli, il primo cittadino non lesina frecciate. Le minoranze vengono definite per due volte “quattro oppositori al bar”. Procedendo con ordine.

Petizione

Quella per la tutela e il rilancio dell’area dei fontanili ha raccolto 600 firme. Finisce all’attenzione di sindaco e Giunta, non in Consiglio comunale. Delusione dei promotori. Cassani «Secondo me non ha neanche i requisiti per essere valida. Il regolamento sulle petizioni del 2008 prevede che queste non riguardino argomenti che coinvolgano più enti». E i Comuni interessati dall’area sono tre: oltre a Gallarate, Besnate e Cavaria. «Nonostante questo, ho attivato un tavolo con Comuni, Parco del Ticino, Fai, Legambiente. Dalla discussione con i sindaci (il Parco del Ticino ha comunicato che non sarebbe intervenuto, gli altri non hanno risposto) nessuno dei tre è a conoscenza degli sversamenti di sostanze nocive citati nella petizione. Tutti evidenziano che non vi siano particolari necessità di attivazione per sporcizia. Ricordo, peraltro, il ruolo del Parco del Ticino, cui Gallarate versa quasi 110mila euro ogni anno. Ho scritto all’ente perché valuti la presenza di sversamenti, intervenga dove fosse necessario e promuova la conoscenza nelle scuole del nostro patrimonio naturale (altro argomento della petizione, Ndr). Questo è quello che l’Amministrazione ha già fatto in modo silente. Chiederei ai proponenti della raccolta firme di finirla di strumentalizzare. La loro sembra una provocazione politica».

Ospedale/ospedali

Torna il concetto di strumentalizzazione. «Pur di farla – afferma Cassani – le opposizioni tirano fuori questioni su cui il Comune non ha competenza». Esempio fondato sull’emorragia di medici che interessa il Sant’Antonio Abate: «Ci sono procedure aperte per posti dirigenziali che Regione Lombardia sta provando a reperire con Asst. E non sono le sole. La fuga da Gallarate e Busto è in atto da qualche anno. L’unico modo per migliorare la sanità in futuro, sul territorio, è un nuovo ospedale che risulti attrattivo. Aumentare gli stipendi per i medici? Può essere una leva. Io, poi, posso anche andare a picchiare i pugni, e non pensiate che non lo stia facendo». Ancora: «L'attività della segreteria tecnica che lavora sul nuovo ospedale funziona e va avanti, a breve ci saranno altri due incontri. Io voglio portare un attore nuovo, Arexpo, che non ha ancora ricevuto un incarico formale, per ragionare sulla rigenerazione del Sant’Antonio Abate. Ricordo, sempre in tema sanità, che con tutta probabilità l’hub per le emergenze sanitarie a valenza sovraterritoriale sarà al casermone. Lì arriveranno macchinari, per risonanze, tac, ecografie. Può diventare anche un grosso ambulatorio, un pronto soccorso per la popolazione». Chiusura del cerchio su medici e opposizioni: «Nessuno è nelle condizioni di imporre un blocco ai licenziamenti dei medici che, magari per ragioni economiche, vanno altrove. Ripeto, ci sono molti concorsi aperti. Se anche questo non va bene, le opposizioni ci dicano qual è la loro ricetta».

Casetta dei libri rimossa

Tandem con l’assessore all’Urbanistica, Sandro Rech: «Non sono l’assessore o il sindaco a decidere se un manufatto può o meno essere messo in opera. Per questo ci sono gli uffici preposti. Se il sindaco o l’assessore ricevono da un cittadino la segnalazione di un presunto abuso, hanno il dovere di fare verificare. Gli amministratori di Gallarate non possono esimersi dal fare rispettare le norme, in questo caso paesaggistiche. Non si va a censurare un’idea con valenze positive ma la legge è uguale per tutti». Ancora Cassani: «I proprietari della casetta erano a conoscenza della posizione del Comune da luglio». Il sindaco ha riepilogato gli scambi intercorsi con i proprietari: «Loro stessi ci avevano scritto dicendo che il manufatto era temporaneo». Circostanza che limiterebbe a 120 giorni, vicini a scadere, la sua presenza. «Il comune ha fatto il possibile, anche contattando la Sovrintendenza. Fanno passare che sarebbero perseguitati dall’Amministrazione comunale: fa ridere. Non possono avere un regime differente rispetto a chi cambia una cancellata o un comignolo. E fanno ridere le opposizioni. Quando sono loro a fare le segnalazioni va bene, quando le fa qualcun altro no»

Bus Amsc

Interviene l'assessore Corrado Canziani, partecipate. Richiama un intervento in Consiglio comunale di Massimo Gnocchi, Obiettivo comune Gallarate. Lente puntata sull’altezza di un autobus acquistato da Amsc. Può passare sotto il ponte di via Liberazione? Canziani: «No. Ci siamo presi l’imegno di rinnovare la flotta, composta da 20 mezzi. Ci siamo impegnati a sostituirne 5. Uno è stato acquistato nuovo, un veicolo che ha un costo di 240mila euro, finanziato al 65 per cento da Agenzia dei trasporti, ma la quota potrebbe salire. La scelta era tra metano ed elettrico. I mezzi elettrici costano di più e non siamo ancora pronti per ricaricarli. Il bus che abbiamo preso ha le bombole sul tetto ed è più alto di altri. Cosa nota, infatti è stato messo sulla linea 3, dal deposito di Madonna in Campagna va in stazione e poi a Moriggia. Fa 12 viaggi al giorno da 17 chilometri cadauno. Il ponte di via Liberazione, ha 100 anni ma non possiamo rinunciare ad acquistare nuovi bus. Ce ne sono in arrivo altri quattro, in pratica rinnoviamo un quarto della flotta». Cenno a un approfondimento su linee e fermate, anche alla luce della futura scuola di Cajello/Cascinetta e inevitabile battuta di Andrea Cassani: «Le opposizioni non sono in grado ringraziare nemmeno quando si svecchia. Sono all’opposizione e ci resteranno a lungo».

Stefano Tosi

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