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Gallarate | 25 ottobre 2022, 08:00

Più casette, più libri: richiesta di un Consiglio comunale urgente

Lo richiedono rappresentanti delle minoranze, a Gallarate, dopo la rimozione del manufatto che offriva la possibilità di scambiare libri in via Gorizia

Una casetta dei libri, crocevia per lo scambio

Una casetta dei libri, crocevia per lo scambio

Le firme sono di Anna Zambon, Margherita Silvestrini, Giovanni Pignataro, Michele Bisaccia, Cesare Coppe, Carmelo Lauricella, Luca Carabelli, Massimo Gnocchi. Consiglieri che chiedono di fissare un Consiglio comunale «…ex articolo 31, comma 2, del regolamento vigente con proposta di deliberazione».

Su cosa? Sulle casette dei libri. La prima linea è stata tracciata in via Gorizia. Servono, servirebbero, le casette, a scambiare titoli e  storie. A incontrarsi. Una sorta di micro biblioteca. Ma le cose non sono filate lisce, fra necessità di passare attraverso la Commissione paesaggistica e rimozione cautelativa del manufatto (scaffali, crocevia per posare i volumi, e magari vedersi, articoli qui e qui). Ora si chiede di rilanciare.

Proposta di consiglieri comunali in numero sufficiente a superare la soglia per chiedere che l’assemblea civica si ritrovi. “Mozione per l’incentivazione del posizionamento delle casette dei libri nella città di Gallarate”. I firmatari affermano che «…tale forma di socialità e di incentivazione alla lettura è fondamentale per la nostra città». Aggiungono: «Alla luce della normativa anche paesaggistica vigente per il nostro comune, l’installazione delle casette dei libri in legno, di altezza non superiore a 150 centimetri e di larghezza e profondi 25, da fissare anche alle recinzioni esistenti o da ancorare al suolo con sistemi non più alti di 30 centimetri, sia da considerarsi realizzabile senza richiesta di nessuna autorizzazione s tutti gli edifici che non abbiano interesse storico-architettonico o storico-testimoniale…». Ancora: «Esse costituiscono manufatti con caratteristiche dimensionali e materiche di facile integrazione […] secondo modalità che andranno concordate anche con la Commissione del paesaggio  e che potrebbero essere meglio specificate all’interno di apposita nota interpretativa degli uffici competenti (ed eventuale regolamento specifico)».

I proponenti ritengono che «…tali installazioni amovibili siano escluse da qualsiasi autorizzazione paesaggistica». Si chiede al sindaco di impegnarsi a «…promuovere ogni iniziativa pubblica e privata a facilitare l’installazione di casette dei libri su tutto il territorio comunale». Si chiede infine di

 

«...promuovere […] apposita nota interpretativa, concordata anche con la Commissione paesaggio, che vada a esplicitare più compiutamente  le caratteristiche morfotipologiche dei materiali e delle finiture ammesse».

Stefano Tosi

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