Ieri... oggi, è già domani | 11 novembre 2022, 06:00

"ul capèl" - il cappello

Per caso, mi arriva un imput da Al Bano (proprio così, il cantante) che in TV gli chiedono "perché indossi sempre il cappello?" e lui tranquillamente ne svela il "segreto"...

"ul capèl" - il cappello

Per caso, mi arriva un input da Al Bano (proprio così, il cantante) che in TV gli chiedono "perché indossi sempre il cappello?" e lui tranquillamente ne svela il "segreto". "Ho imparato da mio padre" dice "che ogni sera deponeva sul comodino il suo cappello e l'indomani mattina, appena sveglio, lo indossava". Al che, il Conduttore della trasmissione, replica, "c'è un motivo particolare per questa sua decisione? Al Bano risponde: "certo che c'è: Mio padre diceva che un uomo senza cappello, non è elegante. Che portare il cappello è un senso di rispetto nei confronti degli altri, che il cappello è un segno di distinzione. Poi Al Bano, precisa: "mio padre aveva i capelli come li ho io" e si toglie il cappello per mostrare la sua folta chioma, poi continua: "e anch'io ci ho riflettuto sopra", per poi concludere " indosso il cappello, per rispetto a mio padre e io continuo a portare il cappello ovunque debba andare".

Ho quindi ricordato un antico proverbio Bustocco che proprio mio padre mi aveva insegnato; vale a dire: "candu i oman i metàn su pu'l capèl, ul mondu al va a burdèl" (quando gli uomini non indosseranno più il cappello, il mondo andrà allo sfascio). Quindi l'ho riferito a Giusepèn che ha avvalorato il discorso: "l'e vea …. ma ragurdeu pu e t'e fei ben a ragurdamal" (è vero me l'ero dimenticato e hai fatto bene a ricordarmelo).

Da qui si è inanellato un discorso sull'eleganza dell'epoca, del decoro che evidenzia il cappello, del rispetto che chi indossa il cappello, riserva al mondo che vive.

Giustamente, Giusepèn precisa "i cinema cunt'ul Cary Grant, ul George Peppard, u Henry Fonda e anca i cinema cunt'i cow boy i mustràn tuci i oman cunt'ul capèl" (i film cogli attori citati, mostrano tutti gli uomini con indossato il cappello) e prosegue "t'e a meti ma ian bei" (vuoi mettere come erano eleganti). Quindi, il cappello quale segno di distinzione, sino al punto di avere intitolato un film col nome di una marca di fabbricazione di cappelli (Borsalino) che s'è diffusa in tutto il mondo. Il cappello determinava la completezza dell'eleganza, oltre a essere un "vestiario" di tutto riguardo. Del resto, il cappello protegge la testa e "al tegn al coldu ul co" (tiene la testa al caldo). Poi, Giusepèn, rivolto a me: "ti parchè te meti sul'l capèl?" (tu, per quale motivo indossi il cappello?). Può sembrare strano, ma la mia spiegazione è semplicissima e quasi ridicola. La scrivo ugualmente per il fatto che è comprovata dal "referto medico". Proprio così. Denunciavo spesso di contrarre il raffreddore, non solo nella stagione invernale, ma pure in primavera e talvolta anche in estate e il "mio medico" un po' all'antica ha sentenziato: "indossa il cappello e vedrai che il raffreddore passa e lo avrai raramente". Siccome mi sentivo ridicolo, col cappello, il mio medico, scherzosamente mi ha proprio scritto sul ricettario "urge indossare cappello". Beh, qualche volta, anch'io contraggo il raffreddore, ma succede così raramente che indosso il cappello sempre (tranne ovviamente, in estate).

Su fatto del "burdèl" non ho elementi precisi del mondo che va a catafascio. Forte certi Politici  dovrebbero tenerne conto. Chissà mai che con la testa coperta, tutti … si ragioni meglio?. Stiamo a vedere!

Gianluigi Marcora

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