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Varese | 12 novembre 2022, 10:11

Intitolata a Giuseppe Zamberletti la rete nazionale delle Radiocomunicazioni Alternative d'Emergenza

L'ex ministro varesino della Protezione Civile ne fu il fondatore insieme all'Ari a seguito del terremoto dell'Irpinia. Stamattina l'incontro in Prefettura tra Giovanni Romeo, già coordinatore della rete e il Prefetto Pasquariello

L'incontro in Prefettura a Varese tra il commendator Giovanni Romeo e il Prefetto Salvatore Pasquariello

L'incontro in Prefettura a Varese tra il commendator Giovanni Romeo e il Prefetto Salvatore Pasquariello

Questa mattina il Prefetto di Varese Salvatore Pasquariello ha incontrato a Villa Recalcati il commendatore Giovanni Romeo, già coordinatore della rete nazionale di Radiocomunicazioni Alternative di Emergenza in HF presso le Prefetture, per congratularsi dell’incarico ricevuto, da parte del Capo del Dipartimento della Protezione Civile Fabrizio Curcio, di gestire la “Rete Zamberletti”.

Lo scorso 13 ottobre si è tenuto nella sede del Dipartimento della Protezione Civile a Roma, il convegno "Il futuro delle telecomunicazioni di emergenza e il suo impiego in contesti emergenziali", evento organizzato nell’ambito della “settimana della Protezione Civile”.

L’evento ha visto la  partecipazione, fra gli altri, proprio del commendatore Giovanni Romeo. Nell’occasione è stata intitolata all’onorevole varesino Giuseppe Zamberletti la Rete Nazionale delle Radiocomunicazioni Alternative d’Emergenza, in ricordo del suo illustre fondatore. E’ stato quindi trasmesso un messaggio radio speciale  attraverso l’apparato HF della postazione operativa presso la sede del Dipartimento in via Vitorchiano.

L’intervento del Capo Dipartimento è disponibile attraverso il collegamento al seguente link: https://youtu.be/vHJxVB3Ap5s.

L’onorevole Zamberletti fondò, insieme all’ARI – Associazione radioamatori Italiani, la Rete Nazionale a seguito del devastante terremoto dell’Irpinia e della Basilicata del 1980 per assicurare stabilità e sicurezza alle trasmissioni radio, soprattutto in caso di collasso delle altre infrastrutture di comunicazione.

Sono trascorsi più di quarant'anni da quando, nel 1981, prese vita, su iniziativa di un gruppo di radioamatori, il progetto di una Rete alternativa di radiocomunicazioni di emergenza, che tutt'oggi resta attiva e viene testata mensilmente con una specifica esercitazione.

Il gruppo, composto da Giovanni Romeo, Franco Campanelli, Settimio Sordi e Bruno Surace, si propose di presentare a tutte le Prefetture del territorio Italiano un progetto denominato "Rete Radiocomunicazioni Alternative di emergenza" operativa su frequenze HF, sviluppata sulle potenzialità e le capacità dei radioamatori aderenti all’A.R.I.

La circolare della segreteria generale A.R.I. 10/81 informò tutti gli associati dell’avvenuto inserimento dei radioamatori nel settore della Protezione Civile segnalando agli stessi l’impegno profuso dal gruppo promotore della Rete presso le Prefetture.

Nel 1985 si concretizzò ufficialmente la fase di sperimentazione e venne istituita con decreto Zamberletti la "Rete Radiocomunicazioni Alternative di Emergenza delle Prefetture".

Da quella data al 13 ottobre 2022 sono state effettuate 460 prove di collegamenti tra Prefetture ed altri enti e associazioni. Alle chiamate della rete radio HF partecipa da circa vent'anni anche una stazione della Repubblica di San Marino. 

L’onorevole Zamberletti, considerato il padre fondatore della moderna Protezione Civile, nonché radioamatore con nominativo I0ZME, volle che l’ARI con i suoi operatori gestisse le postazioni radio presenti nelle Prefetture.

Il 13 ottobre si è reso ufficialmente merito al suo operato di uomo e politico dedicando proprio a lui una delle colonne portanti del sistema di protezione civile, le radiocomunicazioni in emergenza e la “prova di sintonia tra prefetture” che porterà il suo nome.

Operatori capomaglia “storici” sono stati:

·         i2RGV Giovanni Romeo (coordinatore nazionale Rete radiocomunicazioni, Prefetture e Capomaglia Nord Italia con sede a Varese);

·         i5GVQ Giampietro Sabbatini (Capomaglia Centro Italia con sede a Siena); 

·         i8SUD Bruno Surace (Capomaglia Sud Italia con sede a Reggio Calabria);

·         i0ZLI Luciano Buccioni (operatore presso il Dipartimento della Protezione Civile di);

·         i0VOK Olga Versaci (che fu operatore presso Ministero dell’Interno).

Ad oggi gli operatori che si avvicendano presso Prefetture, enti e organizzazioni, enti pubblici e Centri radio mobili solo oltre 600.

La "Rete Alternativa di Emergenza delle Prefetture Italiane" ha la funzione di garantire le comunicazioni qualora vengano a cessare quelle ordinarie o per consentire di supportarle con finalità di protezione e di difesa civile. 

Questa rete radio si basa su radio collegamenti solo usando radiofrequenza, senza mai il supporto di sistemi legati alle reti digitali (in altre parole “internet”), sia per i collegamenti nazionali in HF, sia per quelli locali in VHF e UHF; dunque continua a funzionare  anche in assenza di energia elettrica.

A questo scopo le Prefetture Italiane sono state dotate di apparecchiature ricetrasmittenti HF amatoriali e di antenne per le bande interessate, acquistate dalle Prefetture stesse. Le attività operative della Rete Alternativa vengono gestite dall’Associazione Radioamatori Italiani a mezzo dei propri soci ed in particolare dalle sezioni site nei capoluoghi di provincia presso le sedi delle Prefetture.

Oltre alla rete nazionale sopradescritta, si fa presente che esiste anche la rete radio che collega i Comuni della provincia di Varese alla Prefettura, che si è rivelata sempre pronta ad entrare in funzione nel caso di emergenza.

I Comuni della provincia collegati sono 110.

La prova di sintonia della rete radio di emergenza provinciale replica, a livello locale, l'esercitazione che periodicamente il Ministero dell’Interno organizza a livello nazionale.

Durante le prove si attivano i collegamenti tra le antenne presenti in maniera fissa presso le sedi comunali e la Sala operativa della Prefettura di Varese; esse si svolgono su frequenze radioamatoriali e, attraverso i ripetitori, anche in forma diretta con la presenza di un radioamatore locale delegato in ciascuna sede.

Le esercitazioni servono a mettere a punto gli opportuni interventi laddove sussistano problemi di connessione o zone d'ombra.

Vengono collegate anche alcune sedi della Croce Rossa Italiana e dei Vigili del Fuoco, il tutto in stretto coordinamento con il Ministero dell’Interno - Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso pubblico e della Difesa civile.

Redazione

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