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Gallarate | 24 novembre 2022, 15:02

La sottile linea rossa delle molestie: al Condominio di Gallarate, con gli studenti

Iniziativa di Confcommercio – Terziario Donna. La presidente provinciale, Cristina Riganti: «Andremo nelle principali città della provincia di Varese». Punto di partenza per la riflessione, il corto “Le dita”, realizzato dagli studenti Icma

L'assessore Mazzetti con i partecipanti all'incontro

L'assessore Mazzetti con i partecipanti all'incontro

Le molestie sono (anche) una questione di sfumature. Quelle che avvicinano a un confine, o che lo fanno superare. Quelle che portano da una semplice attenzione a un gesto molesto, imbarazzante, inibente. O peggio. Succede ovunque, non esclusi i luoghi di lavoro. Se ne è parlato al Teatro Condominio di Gallarate (foto in fondo) in un evento organizzato da Confcommercio – Terziario donna. Platea di studenti: Gadda-Rosselli, Licei Da Vinci, Istituto Falcone, Cavallotti e Ponti.

Punto di partenza, il corto realizzato dagli studenti Icma (Istituto cinematografico Michelangelo Antognoni) intitolato “Le dita”. Le dita sicure e tamburellanti di un datore di lavoro presuntuoso, sessista “naturale”: probabilmente nemmeno si rende conto delle piccole e grandi discriminazioni che compie con cadenza implacabile, delle circostanze ambigue che genera quotidianamente. Le dita intrecciate e nervose di una giovane lavoratrice che non riesce a reagire. Sofferenza e insofferenza che non sfociano in una ribellione.

Incontro moderato dalla giornalista Laura Campiglio. Così Cristina Riganti, presidente provinciale di Terziario Donna: «Grazie a Icma e alla sceneggiatura di Giacomo Cereghini (assente giustificato, Ndr)  abbiamo voluto vedere l’argomento delle molestie con gli occhi dei giovani. Sono arrivate sei sceneggiature, segno che l’argomento, probabilmente, interessa. Parliamo di situazioni spesso latenti, che non vengono pienamente realizzate. Il corto è emozionante». Regia di Viola Florador, 25 ragazzi coinvolti, fra studenti ed ex dell’Icma.

Alessandro Munari, presidente dell’istituzione bustocca: «Nasciamo  dal  Busto Arsizio Film Festival e prima ancora dai cineforum. Da quello che chiamiamo “sistema cinema”. Qui, sul territorio, c’è cultura cinematografica. Abbiamo partecipato volentieri a un progetto legato a un tema di estrema attualità».

Protagonista del corto (riconoscibili ambientazioni bustocche) è Noemi Bertoldi: «Ho partecipato al progetto con grande entusiasmo, si parla di un tema importante e sottovalutato. La sceneggiatura fa emergere piccole cose. Che portano a  timori e ansie». Parte di supporto, ma preziosa, al professor Matteo Bosurgi. È quello, nel ruolo, che non molesta. Ma è anche quello incapace di cogliere il superamento del confine: «”Le dita” non presenta cattivi stereotipati. Il datore di lavoro non compie gesti terribili ma, allo stesso tempo, è un capo menefreghista, spocchioso. Il suo è un atteggiamento che possiamo riconoscere nella quotidianità».

Parola ai tecnici, il magistrato Nicoletta Guerrero  e la psicanalista Alessandra Gabrielli. La prima: «Come Gip, mi occupo da anni di codice rosso, maltrattamenti, molestie, stalking… Statisticamente, posso dire che pochissime molestie di questo tipo sono sfociate in denuncia. Forse per reticenza: se denunci, perdi il lavoro. Nel corto si vede una mano sulla spalla che diventa massaggio. Ma capita che, da lì, si vada oltre. Il contatto fisico con una zona erogena è reato. Ma se non si fa denuncia, il caso, a noi, non arriva». Alessandra Gabrielli: «Il confine della molestia è la libertà della persona. È il momento in cui la persona non si sente libera, a proprio agio. Occorre sapere riconoscere un comportamento inadeguato, anche in termini culturali e di informazione. Se io conosco mi è più facile identificare che cosa non va. Un altro problema è la solitudine. Nelle molestie ci sono una persona agente e una che subisce. Quella che subisce viene scelta. È fondamentale potere condividere. Serve a non essere soli. Inoltre, chi vede da fuori può essere più lucido».

Apprezzamento dall’assessore alle Attività formative, Claudia Mazzetti. Rivolta ai ragazzi e alle ragazze: «Crediamo in voi, nel fatto che non ripetiate errori già commessi. Presto molti di voi approcceranno il mondo del lavoro. Si deve crescere insieme».

Prospettive per un’esperienza portata da Nicoletta Guerrero, quella dei processi simulati nelle scuole, con studenti e studentesse che si calano nel clima di un’aula di tribunale e dibattono su temi delicati in base alle prove portate. L’assessore: «Piena disponibilità». Quanto al corto, tour in vista: ci saranno tappe a Busto Arsizio, Varese, Saronno e Luino.

Stefano Tosi

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