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Busto Arsizio | 25 novembre 2022, 08:00

Un’assenza scolastica per sostituire papà al lavoro

Martedì 29 novembre alle Bossi viene inaugurata la mostra documentaria sulla “Grande guerra nei registri scolastici di Busto Arsizio. Intervengono gli esperti Antonella Rabolini ed Ernesto Speroni. A seguire, esibizione del coro delle classi terze e della “Bossi orchestra”

Un’assenza scolastica per sostituire papà al lavoro

Si può studiare la storia a tu per tu con battaglie, generali, eserciti, cause, conseguenze, contesti oppure conoscere grandi eventi partendo dal piccolo.

Gli alunni di terza delle Bossi hanno voluto fare proprio questo: accanto allo studio magari un po’ pesante sui libri, si sono avvicinati alla grande guerra sviscerando i registri scolastici delle elementari negli anni 1916-17. Ne sono nate interessanti riflessioni su voti, ma soprattutto assenze. C’è chi si assentava non per motivi sportivi o di salute o di trasporto, ma perché doveva sostituire il padre o il fratello nel lavoro e frequentava anche le scuole festive per agguantare l’agognato libretto di lavoro.

Ma quello che più colpisce è che stiamo parlando di scolari di nove anni. Dunque una ricerca alquanto curiosa che ha saputo stimolare l’attenzione dei ragazzi. «Si sono dunque realizzati – spiega Antonella Rabolini, ex docente, esperta di storia nonché responsabile dell’aula di storia delle Bossi – dei tabelloni e una ricerca che i ragazzi esporranno in occasione dell’inaugurazione della mostra. Sarà anche l’occasione di presentare alcuni reperti della guerra mondiale esposti nell’aula Techel: filo spinato, lanterne, proiettili e altro».

Già l’aula Techel. Alle Bossi è sempre in rinnovamento quest’aula di storia dedicata a Riccardo Techel, un ragazzino di 15 anni arrestato al posto del padre e deportato a Flossemburg. Qui incontrò il bustocco Angioletto Castiglioni e durante una marcia il ragazzino fu colpito da una fucilata, ma prima di morire cedette ad Angioletto il pane che aveva tra le mani. In quest’aula trovano posto anche ben 92 registri delle scuole elementari dell’epoca, le Manzoni, le Carducci e Tommaseo che i ragazzi hanno rispolverato e scandagliato.

Ma il lavoro di analisi dei reperti della grande guerra non si ferma qui. «Con le classi di prima media – prosegue Rabolini – stiamo analizzando anche le pagelle e i quaderni della grande guerra».

La mostra sarà inaugurata martedì 29 novembre alle 17.45 nell’atrio delle Bossi. Interverranno gli esperti Antonella Rabolini ed Ernesto Speroni. In programma anche un’esibizione del coro delle classi terze della sezione musicale e della “Bossi orchestra”.

Laura Vignati

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