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Gallarate | 25 novembre 2022, 21:33

Gallarate, le partecipanti al corso di autodifesa camminano in stazione: aggredite da un malintenzionato. Finto

Simulazione nell’area che le partecipanti alle lezioni di Thunder Top Team hanno decretato come la meno sicura di Gallarate. Incontro con il funzionario Polfer, Marco Fazio

Gallarate, le partecipanti al corso di autodifesa camminano in stazione: aggredite da un malintenzionato. Finto

Camminata in stazione e dintorni, questa sera, per le partecipanti al corso di autodifesa promosso dalla palestra Thunder Top Team e agguato di un malintenzionato, finto ma credibile. Prontissimo nel cercare di contenere l’aggressore è stato un giornalista al seguito della comitiva, Roberto Morandi, che alle lezioni non ha preso parte.

Andando con ordine: il sopralluogo nasce da un questionario distribuito alle 20 corsiste dal quale è emerso che la zona della stazione è quella percepita come più insicura, a Gallarate. Il giro nell’atrio, nel sottopasso e in piazza Giovanni XXIII è servito a individuare le aree da attraversare con maggiore attenzione. Prima del tour, incontro con il funzionario della Polfer regionale, Marco Fazio (foto sotto), che, accompagnato da due agenti, ha dato qualche consiglio. Per esempio sui posti da occupare in treno quando, specie nelle ore serali, i convogli sono vuoti o quasi: «Meglio scegliere i vagoni anteriori, lì vicino c’è il macchinista e, più facilmente che altrove, il capotreno. In generale si devono preferire le carrozze in cui c’è qualcuno che possa intervenire, non necessariamente per un’aggressione, anche solo per un malore». E in stazione? «Quella di Gallarate, come Bovisa, Cadorna, Varese, è presidiata, c’è un punto Polfer. Il capotreno può mettersi in contatto diretto, se necessario. Ferma restando la possibilità di chiamare il 112».

Nel gruppo, anche l’istruttore Marco Gorlini (che ha tenuto a ringraziare la gioielleria Moglia, sponsor dell’iniziativa), l’avvocato Sara De Micco, la psicologa Chiara Bertinotti (l’approccio delle lezioni è multidisciplinare, il ricorso a mosse di autodifesa viene considerato come “ultima ratio”, ne avevamo parlato qui) e l’assessore Claudia Mazzetti (il Comune patrocina, la titolare delle Attività formative aveva proposto di tenere una iniziativa del genere in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne).

Dopo il summit, quattro passi in direzione del deposito dei pullman. E l’aggressione di Giovanni Marangia, a sua volta istruttore Thunder Top Team. Prontamente arginato a suon di strattoni dal giornalista, applaudito. Esperienza utile, a partire dalla ricostruzione del percorso seguito dal finto malintenzionato e dal ruolo determinante, in fatto di sicurezza, giocato dall’attenzione, dall’osservazione. Come mai le allieve sono state prese alla sprovvista? La spiegazione è, probabilmente, semplice: in gruppo, con l’istruttore a guidare il drappello e i giornalisti al seguito, la soglia di attenzione si è abbassata. Difficile che succeda di nuovo.

Stefano Tosi

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