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Valle Olona | 25 novembre 2022, 16:08

VIDEO. Valle Olona unita contro la violenza sulle donne: «Importante continuare con i piccoli gesti di sensibilizzazione»

Convegno all’Istituto Carolina Albasio di Castellanza a cui hanno partecipato varie figure che intervengono giornalmente quando si verificano episodi di violenza

VIDEO. Valle Olona unita contro la violenza sulle donne: «Importante continuare con i piccoli gesti di sensibilizzazione»

Il 25 novembre è la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne e i paesi della Valle Olona, in occasione di questa data, hanno fatto rete e organizzato un calendario molto ricco. Questa mattina all’Istituto Carolina Albasio di Castellanza il convegno “Insieme contro la violenza sulle donne”, organizzato dalla Cooperativa “laBanda” con il contributo della Fondazione Comunitaria del Varesotto Onlus.

Ospiti della mattinata sono stati Marta Zambron della Cooperativa laBanda, Mirella Cerini, presidente dell’Assemblea dei Sindaci dell’Ambito Territoriale di Castellanza, Annarita Calabrò, professoressa all’Università di Pavia, Rossella Dimaggio assessore ai Servizi Educativi di Varese, Adelaide Caraci della Rete Antiviolenza Intristituzionale di Varese, Stefania Bonazzi, psicoterapeuta di Icore, Martina Melita, sostituto procuratore del tribunale di Busto Arsizio, Federica Sbarra, maresciallo ordinario dei Carabinieri referente per la Compagnia di Busto Arsizio, Luciana Lucietto, presidente del Centro antiviolenza Icare Odv.

L'incontro è stato moderato da Marzia Gotti, referente del progetto “Riscatto il futuro” della cooperativa “laBanda”, che ha detto: «È stato un momento estremamente importante che ha raccolto non solo i politici e i tecnici del territorio ma anche l’Università di Pavia, la procura della Repubblica, i Carabinieri e il centro antiviolenza della Valle Olona, oltre alla rete antiviolenza di Varese».

E ha proseguito: «Questa giornata è un momento, un segnale, estremamente importante che ci dà l’opportunità di poter lanciare il nostro progetto “Riscatto al futuro”. Una rete di opportunità per le donne della Valle Olona, con l’idea di aprire un housing sociale diffuso la prossima primavera. Ed è un’opportunità per tutto il territorio, soprattutto per le donne che possono trovare in qualche modo degli operatori preparati in rete, motivati e soprattutto competenti».



Mirella Cerini, sindaco di Castellanza, ha spiegato: «La proposta castellanzese è legata all’organizzazione di un convegno che affronta da diversi punti di vista la tematica della violenza sulle donne. Questa mattina abbiamo visto il contributo di molti relatori che hanno portato dei contenuti molto importanti per approfondire e soprattutto sensibilizzare su un problema che oggi più che mai è ancora, purtroppo, sulla cronaca non soltanto del territorio ma a livello nazionale». La prima cittadina ha concluso: «Importante continuare con questa attività e con dei piccoli gesti di sensibilizzazione e di attenzione che mettono in risalto, purtroppo, questo problema».



Anche la presidente di Icore Odv di Gorla Maggiore, Luciana Lucietto, dopo aver raccontato la nascita dell’associazione, ha illustrato l'impegno del centro antiviolenza: «Presta diversi interventi, soprattutto con delle professioniste, e attiva un percorso di fuoriuscita della donna per la parte legale, per il lavoro e per la casa». La presidente ha poi voluto ringraziare l’Azienda Consortile Medio Olona per il grande supporto.



Il maresciallo dei Carabinieri di Busto Arsizio, Federica Sbarra, ha mostrato un cortometraggio pubblicato su YouTube dall’Arma per spiegare come il loro atteggiamento, essendo spesso i primi a intervenire, sia fondamentale: «Un video che mi fa sempre emozionare, è molto semplice ma va a spiegare il lavoro del carabinieri di fronte a un reato di questa natura: rispettando lo spazio della donna, il brigadiere con poche domande riesce ad andare oltre».

Il maresciallo ha spiegato che «noi veniamo a contatto con tre situazioni: quando la donna o chi per lei richiede, tramite il 112, l’intervenuto della pattuglia; quando al termine di percorso si convince a sporgere querela; quando veniamo a conoscenza delle situazioni tramite delle segnalazioni, che avvengono per lo più da istituti scolastici». Dopo aver spiegato come vengono gestite dall’Arma tutte e tre le situazioni, ha sottolineato che la terza è sempre la più difficile: «In queste situazioni non mi è mai capitato di avere un riscontro positivo da parte della donna, viene sempre negato o minimizzato il comportamento».

Michela Scandroglio

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