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Busto Arsizio | 26 novembre 2022, 13:30

IL RACCONTO Filo rosso: l’arte contro la violenza sulle donne

Danza, musica, canto, teatro e scrittura creativa si uniscono per dire “no” alla violenza sulle donne. Lo spettacolo dei ragazzi del liceo Candiani Bausch di Busto visto da una coetanea

IL RACCONTO Filo rosso: l’arte contro la violenza sulle donne

In occasione della giornata contro la violenza sulle donne, il 25 novembre ho avuto il piacere di assistere allo spettacolo “Filo rosso”, prodotto dal Comitato Soci Coop di Zona Busto Arsizio e Cassano Magnago, e curato dall’attrice Lisa Capaccioli. Al teatro Sant’Anna di Busto Arsizio, l’arte si è schierata contro i soprusi sul genere femminile.

È stata ospite della serata l’étoile Luciana Savignano, madrina del liceo Candiani Bausch, che ha risposto ad alcune domande dei ragazzi. La ballerina ha voluto diffondere un messaggio importante: «Bisogna considerare la persona, indipendentemente dal fatto che sia donna o uomo».

Luciana Savignano è stata poi celebrata con la proiezione del video “Casta Diva”, in cui balla con il Maestro Francesco Posa accompagnata dalla voce di Maria Callas.

Poi, protagonisti del palco sono stati gli studenti della 5° M e della 5° CO del liceo musicale e coreutico. Dopo un laboratorio di scrittura creativa, hanno combinato varie arti – danza, canto, musica, teatro – con l’aiuto dei professori per far sentire forte la loro voce, il loro “no” alla violenza sulle donne.

È stato incredibile ascoltare dei ragazzi così giovani – poco più giovani di me – leggere le riflessioni così profonde, così toccanti, coinvolgendo temi che spesso si evitano. Hanno svelato le mille sfaccettature della violenza: non solo quella fisica, ma anche psicologica, economica, lo stalking… E non solo: hanno offerto a noi spettatori degli spunti di riflessione.

Dopo aver cantato, alcuni ragazzi della 5° M hanno recitato la poesia “In piedi, signori, davanti ad una donna” di William Shakespeare. Effettivamente, tutti dovrebbero alzarsi in presenza di una donna, e non perché il genere femminile debba essere privilegiato, ma per la sua forza. Che cosa deve sopportare una donna? Nei casi più estremi, subisce violenza fisica, ma più spesso deve combattere contro l’insicurezza, la dipendenza dagli uomini, la paura di sbagliare e di essere abbandonata, il divieto di istruzione, l’incapacità di rendersi conto di quando un sentimento diventa dannoso, e anche di denunciare.

La violenza, allora, è solo la punta dell’iceberg. In realtà, le donne sono sottoposte ogni giorno a sfide e timori. E sono abbastanza forti per sopportare, per superare la difficoltà. A volte, però, hanno bisogno di un aiuto, ma non trovano il coraggio di chiederlo. Ecco perché i ragazzi della 5° M e della 5° CO hanno cercato di trovare una risposta alle domande “Che cosa si può fare per eliminare la violenza sulle donne?” e “Che cosa si può fare per combattere contro la violenza?”.

Hanno riflettuto sul significato di questa giornata: i simboli, i dati, la storia, la necessità di una giornata contro i soprusi sul genere femminile. Poi, le parole hanno lasciato il posto alla musica, e sono stati i loro gesti, i loro movimenti, le loro espressioni ad esprimere il dissenso. Non importa quanto siamo giovani: tutti, davanti alla violenza, dovremmo essere inorriditi. E io, da ragazza, mi unisco agli allievi del liceo, e dico basta. Basta alla violenza sulle donne.

Alessia Martignon

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