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Cronaca | 29 novembre 2022, 16:51

Violenza sessuale sul treno Laveno-Cittiglio, testimonianze contraddittorie: 30enne assolto

Assoluzione per non aver commesso il fatto: questa la sentenza emessa dal Tribunale di Varese nei confronti di un ragazzo di 30 anni, finito a processo per una vicenda risalente al lontano 2012

Violenza sessuale sul treno Laveno-Cittiglio, testimonianze contraddittorie: 30enne assolto

Il ricordo di una presunta violenza sessuale e troppi dettagli che lasciano dei dubbi circa la veridicità di quanto dichiarato dalla vittima e da alcuni testimoni, prima alle forze dell’ordine e successivamente in un’aula di giustizia. Il risultato è una assoluzione per non aver commesso il fatto: questa la sentenza emessa dal Tribunale di Varese nei confronti di un ragazzo di 30 anni, finito a processo per una vicenda risalente al lontano 2012 (clicca qui).

Quel giorno d’estate lui, poco più che maggiorenne, si era avvicinato con degli amici ad un gruppetto di ragazzine di quindici anni, che aspettavano il treno per spostarsi da Laveno a Cittiglio. Il ragazzo, oggi trentenne, riuscì ad attaccare bottone soltanto con la più timida del gruppo, dopo essere stato respinto dalle altre che non avevano gradito il suo modo di fare il simpatico sotto l’effetto dell’alcol. Una volta saliti sul mezzo pubblico strappò un bacio alla quindicenne e la portò in un vagone vuoto, cioè nel posto dove sarebbe avvenuta la violenza.

Il racconto fatto in aula dalla persona offesa (che ha affermato di aver assecondato il ragazzo, lasciandosi toccare, perché terrorizzata) e dalle amiche presenti con lei quel giorno, non ha convinto i giudici e nemmeno il pubblico ministero, che infatti ha chiesto l’assoluzione al pari del difensore del giovane, l’avvocato luinese Corrado Viazzo.

Perché la persona offesa dopo il bacio – il primo della sua vita – decise di spostarsi in un punto più isolato del treno, seguendo quello sconosciuto? E perché le sue amiche, dopo averla raggiunta per verificare che tutto fosse a posto, la trovarono tranquilla? E poi ancora, perché la quindicenne aveva denunciato di essere stata toccata sotto la gonna, senza il suo consenso, mentre un’amica in udienza ha affermato che quel giorno indossava dei pantaloni corti?

Queste alcune delle contraddizioni emerse nel dibattimento, unite al fatto che altri testimoni, gli amici dell’imputato, hanno confermato che la ragazzina era tutt’altro che agitata con loro, e appariva contenta di aver fatto quella conoscenza. Quel giorno di dieci anni fa, però, subito dopo essere scesa dal treno, e dopo aver scambiato il numero di cellulare con il presunto aggressore, era scoppiata in lacrime nel raccontare alle amiche quello che era successo durante il breve viaggio da Laveno a Cittiglio.

da LuinoNotizie.it

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